08 Ottobre 2003 Martedì

Questa mattina sono rimasto in casa a scrivere e al pomeriggio sono andato prima a pagare l’iscrizione al Fórum Social Brasileiro che si svolgerá in Belo Horizonte dal 6 al 9 novembre, poi al Banco do Brasil a pagare la tassa di 22 reais per rimanere qui altri tre mesi. Quindi alla Polizia Federale che mi ha timbrato il passaporto, la data massima di rientro é l’8 di gennaio, per cui devo andare dalla compagnia Ibéria per trovare un volo per quella data.
Al ritorno sono passato alla casa Kablin per parlare con Leandro e sentire le ultime novitá per quanto riguarda l’abbordaggio ai ragazzi di strada dopo le vicende della settimana scorsa.
Leandro mi diceva che ieri si sono trovati con i ragazzi, circa 15, e hanno parlato con loro per formare un gruppetto. Hanno messo come regola di non cheirar colla o tin (aspirare colla da falegname o tin, la droga dei poveri) e di non rubare, perché solo a queste condizioni la polizia accetta il lavoro. La polizia é sempre presente nei paraggi con una macchina e non accetterá che succedano aggressioni agli abitanti e arresterá i ragazzi se faranno furti o aggressioni.
In questa conversazione 10 ragazzi hanno accettato.
Oggi sono ritornati ma alcuni di loro avevano usato droga per cui non hanno giocato ma hanno dato solo la colazione. Hanno di nuovo parlato con i piú responsabili perché insistano presso i loro compagni a non drogarsi.
Io ho chiesto a Leandro se i ragazzi sono capaci di decidere da soli di non aspirare colla o se una loro minaccia è sufficiente per farli desistere.
Lui mi ha risposto che ci sono alcuni che hanno questa capacità e che loro hanno insistito nella responsabilizzazione dei leader del gruppo.
Domani vedranno se le minacce sono efficaci.
Da parte mia nutro molti dubbi perché le cause sono altre e il contesto deve essere differente, e puó succedere che allontanino dal gruppo quelli che non accettano. I poveri che allontanano i poveri. (Cose che ho giá visto). Vedremo se questo sarà sufficente.
Leandro mi ha fatto presente che hanno organizzato per loro una passeggiata per giovedí alla spiaggia di Flamenco, per commemorare la Giornata dei Bambini.
Inoltre mi ha detto che Cristiano é partito per la Fazenda da Esperança per disintossicarsi e che per quanto rigurda Batata non ha piú notizie.
Mentre scrivo mi vengono in mente i ragazzi che ho visto oggi vicino a praça Mauá dove si trova la Polizia Federale. Bambini di 8-10 anni che si rincorrevano e litigavano e avevano sulla cintola dei pantaloni la bottiglia con la colla. Bambini in mezzo all’andirivieni della gente, ai venditori ambulanti, ai negozi. E’lo scorrere normale della vita, l’assuefazione della mente e dello stomaco alla presenza del grande orrore, alla tragedia annunciata a cui tutti assistono impotenti, tutti costretti a schivare quel male che si chiama bambino.
Oggi grande titolo su tutti i giornali “il 32% della popolazione mondiale vive in favelas”, si é raddoppiato in 7 anni e ha superato il miliardo. Nell’America Latina é il 31,9%. La grande sfida mondiale delle favelas. Il Brasile vuole iniziare quest’anno al sua sfida liberando 4 milioni di case o appartamenti sfitti, questo é il programma di Olívio Dutra, ministro delle cittá. Vedremo.
Si sta concludendo questa nuova giornata, piove, l’aria si rinfresca…. sogno un mondo diverso. Ciao Mauro.