09 Ottobre 2003 con i meninos alla spiaggia

Ieri aveva piovuto tutto il giorno e nessuno poteva immaginare che oggi sarebbe stato un giorno di sole, comunque era previsto di fare questa passeggiata con i meninos (bambini).
Questa mattina il sole era forte e la giornata era bella anche se con una leggera foschia.
Alle 9 io e Claudio eravamo puntuali. Dopo i saluti io e Leandro partiamo per fare compere visto che ieri non sapevano se oggi sarebbe stato possibile fare l’uscita. Siamo andati al Pão de Açucar a comperare pan carré, formaggio, prosciutto, bibite, biscotti e frutta.
Quindi con un taxi siamo arrivati alla spiaggia di Flamengo (una delle tante spiagge che compongono la costa diRio de Janeiro, ndr). Abbiamo aspettato un pochino e poi é arrivato il gruppo di circa 20 meninos che é difficile chiamare così perché erano 5 mamme con 5 bambini piú due ragazzine incinte, e il gruppetto di maschi dove due avevano circa 10-12 anni e gli altri 8 avevano attorono ai 18-20 anni.
Scambio di abbracci con quelli che giá conosco, e presentazione con il resto. Ci siamo sistemati sotto gli alberi dove noi li stavamo aspettando, e dopo i ragazzi e alcune mamme sono andate a fare il bagno. Un bambino di quasi due anni è lasciato solo dalla mamma diretta verso la spiaggia e allora l’ho preso per manina e l’ho accompagnato a toccare l’acqua. Lui era sorpreso nel vedere questa novitá e parecchie volte si fermava a raccogliere la sabbia e a mangiarla. Nonostante i miei tentativi di dissuaderlo, ho dovuto allontanarmi dalla spiaggia e riportarlo dalla sua mamma. Non sapevo spiegarli che quella era “cacca”. Il bambino si chiama Ricardo. La cosa che mi ha impressionato di piú é stato vedere tutte queste mamme coi bambini in condizioni igeniche pessime. Prendevano con le mani sporche il cibo, lo riprendevano quando cadeva per terra e lo mangiavano. Ho pensato ai bambini che vengono allevati sulla strada e a qualcuna di loro che diceva che voleva andare a stare in una casa. Parlando con Lorene, anche lei grávida, seduta accanto al suo uomo mi diceva che lei non conosce i suoi genitori ed é rimasta fino ai 12 anni alla Febem (orfanotrofio) e poi ha scavalcato il muro ed é scappata.
Le donne di Rio (e quindi anche queste mamme ragazzine) quando sono gravide mostrano il pancione. Ho visto pochissime donne con il pancione coperto dalla maglietta. Non credo sai un fatto di calore, ne di non avere dei premamam, penso sai un fatto di costume, un vanto, un orgoglio e una forma di portezione. Un voler affermare “attenzione, io sono una donna grávida”.
Ad un certo punto Annapaola si avvicina e dice a me e Sebastiano: “guarda come é piccolo il mondo” e ci indica un uomo sulla spiaggia in costume, con una bella pancia, che con moglie e amici stava facendo una grigliata e continua: ” quello é il sergente che giovedí scorso ci ha picchiati”. Noi chiediamo anche ad altri conferma e le altre ragazze annuiscono. Anche lui si era accorto di noi, ma non lo ha fatto vedere, lo abbiamo capito perché dopo ha offerto dei pezzi di salsiccia ad alcuni ragazzi. In me la reazione é stata strana, volevo andare a fare “amicizia”, ma io non ero stato presente all’intervento di giovedí per cui sono rimasto “calato”.
Dopo aver mangiato molti ragazzi e le mamme si sono messi a dormire. Sulla strada non si puó dormire tranquilli. Qui inveve, con gli “zii” che sono con loro, possono fare un riposino senza problemi. Intuisco che per loro riposare é questo, dormire in un luogo sereno.
Con noi é venuto anche un nuovo italiano, arrivato da alcuni giorni alla casa di Macondo, è alla sua prima esperienza con i bambini di strada. Ho avuto una cattiva impressione. Gli avevo detto di non fumare davanti ai ragazzi, ma non mi ha ascoltato e alla fine gli hanno fatto sparire il pacchetto e lui si é incazzato. È stato bello vedere tutti i ragazzi andare in giro con una sigaretta, alla faccia sua. Gli ho spiegato la cosa e gli ho detto che la colpa é sua, ma credo che non abbia capito. Poi all’ora di pranzo é passato davanti ai ragazi per mangiare il panino, si é preso il doppio delle fette di prosciutto, tutti se ne sono accorti. Poi ha comprato della birra, quindi dell’acqua che era finita e ha ripetuto tre volte che l’aveva comprata lui. Ad un uomo cosi gli spaccherei la faccia. Non puoi avvicinarti ad una nuova realtá che non conosci e fare come sei abituato. Abbi un pó di umiltá e osserva.
Leandro mi ha confermato la cattiva impressione, non era contento di quello che era successo e si sentiva responsabile perché non gli aveva parlato precedentemente. Io gli ho ripetuto che comunque il comportamento dell’italiano é stato scorretto.
Verso le tre e mezza distribuzione di un pacco regalo, visto che oggi é il “Dia da Criança” (il giorno dell’infazia), che conteneva pantaloni corti e maglietta.
Alla fine ai piú grandi é stato dato il biglietto per l’autobus e i meninos se ne sono andati chie a casa e chi sulla strada.
Mentre giocavamo ho fatto un movimento errato e il mio ginocchio sinistro, che é giá lesionato, ha avuto un piccolo cedimento. Ho messo súbito del ghiaccio. Speriamo non sai niente di grave. Non mi fa male anche se si è gonfiato. Domani staró calmo e a riposo perché domenica sera voglio partire per Il Minas Gerais alla cittá di Teófilo Ottoni a conoscere la Pastoral da Criança e poi viaggiare per il Nordest.
Alcuni giorni fa avevo comunicato ad Irmã Adma che mi ero iscritto al Fórum Social Brasilero e lei non lo sapeva. Gli ho anche detto che sarebbe una buona cosa se alcuni di loro venissero. Questa mattina Sebastiano mi ha comunicato che lui e Leandro verranno. Ne sono veramente felice, specie per Leandro.