14 e 15 Ottobre 2003 a Teofilo Ottoni

Siamo arrivati a Teófilo Otoni la mattina di martedí 14 ottobre alle ore 6. Vedendo le colline intorno di terra rossa, aride e con pochissima vegetazione ci siamo súbito resi conto di essere in una zona di grande povertà. Abbiamo aspettato fino alle otto quindi abbiamo telefonato alla “pastorale da criança” (pastorale dell’infanzia) e verso le 9 eravamo nella loro sede, in centro. Abbiamo incontrato una suorona enérgica, suor Anita, che é la responsabile della pastorale. Lei ci ha introdotto alla realtà della città e della regione.
Teófilo Otoni si trova nello stato di Minas Gerais, sulla strada da Belo Horizonte verso lo stato di Bahia. In una valle abbastanza arida che ha come ricchezza naturale le pietre preziose, specialmente l’acqua marina. In tempi recenti le pietre preziose erano estratte ee lavorate qui, ma adesso i commercianti preferiscono farle lavorare in Asia dove la manodopera costa ancora meno e per cui si é creata altra disoccupazione.
Il município é formato da 134 mila abitanti, con 8 parrocchie. La Pastorale dei bambini e degli adolescenti é una realtà estesa a tutto il Brasile, con 30 anni di storia e attualmente coinvolge 150 mila volontari. In Teófilo Otoni ci sono 1200 leader volontari con 200 equipe di appoggio. Il grande problema é la denutrizione (per Suor Anita sono interessati il 60% dei bambini). Ogni leader comunitario accompagna un gruppo di 15 famiglie, dalla gravidanza fino ai 6 anni. Il leader fa una visita al mese presso la famiglia e una volta al mese il gruppo si ritrova per fare la Celebrazione della vita, dove i bambini vengono pesati e si fa educazione alla maternità e paternità e dove si discutono i problemi. C’é una costante valutazione dei problemi che si incontrano e i principali sono la denutrizione, la diarrea, la polmonite. Per tutto questo la pastorale in tutto il Brasile promuove anche le medicine alternative. In tutte le sedi in cui sono andato ho sempre incontrato bottigliette di infusi e sacchetti di una multimistura, molto nutritiva per i bambini.
Altra attività che la pastorale sta promuovendo sono i corsi di alfabetizzazione. L’indice di analfabetismo é molto alto, circa 80% degli adulti (daí 15 anni in su). La suora aveva sul tavolo la richiesta di 80 corsi di alfabetizzazione da presentare al governatore dello Stato di Minas Gerais che doveva arrivare al pomeriggio per firmare alcuni accordi.
La suora mi ricordava che l’analfabetismo é una realtà che tocca specialmente le donne, in quanto la cultura locale favorisce loro una bassa autostima, tu sei donna, tu sei nera, non ti serve studiare.
Altro grande problema di Teófilo é l’emigrazione. Tutti hanno familiari emigrati o in Portogallo o negli Stati Uniti, e continuano ad emigrare. Anche la mia impressione di quell’area é stata pessima. Altra realtà é la cultura del non stabile, del non aver mai avuto qualcosa di próprio. La suora mi diceva come é importante per una persona sapere di avere una casa propria, poter dire questa casa é mia, qui vivo, questo é il mio focolare. La gente di Teófilo Otoni viene da una storia di precarietà, di erranza. Anche lei mi ripeteva il ritornello della fatica a formare delle cooperative, perché venendo da una cultura della precarietà, fanno fàtica a conformarsi ad un orario, ad una organizzazione, preferiscono il lavoro precario, saltuario, una libertà dagli obblighi.
La suora mi sottolineava con tristezza la situazione politica del municipio, dove il denaro destinato alla salute é sviato, dove non c’é chiarezza, la política sociale é osteggiata in tutti i modi, dove non si riesce a recepire informazioni, ad avere dati, ad impostare una política seria.
Il giorno seguente ho saputo che nell’incontro con il governatore dello Stato, questi ha fatto scena muta, mentre ha parlato il Vescovo che ha dimostrato una collusione con la gestione corrotta del município. Mi sottolineavano che questo Vescovo ha come prima preoccupazione l’essere in accordo con i politici e non difendere il diritto e la giustizia.

Salutata e fatto gli auguri a suor Anita siamo andati al centro di Padre Giovanni Lisa (tutti lo chiamano Padre João)che ha nome Progetto APJ (aprender produzir juntos = imparare e produrre uniti). Al centro siamo stati accolti da Johanna la responsabile del settore progetti, da Daiane segretaria e Maria una educatrice. Súbito ci hanno fatto accomodare nella casa per gli ospiti, che loro chiamano casa di tijolo perché é l’única ad avere le tegole, ma che ha nome “Casa Emmaus”. Dopo aver posato i bagagli abbiamo visitato la Casa dell’Adolescente dove 830 ragazzi e adolescenti trovano del sostegno scolastico e ci sono laboratori di manualità. Accompagnati dalla responsabile visitiamo il centro che é un grande edifício di tre piani dove ci sono tanti laboratori. Lei ci diceva che al centro vengono giovani da tutta la città che al mattino o al pomeriggio vanno a scuola e dopo o prima vengono al centro perché la maggioranza (85 %) non ha una famiglia normale o completa (per la maggioranza dei casi manca il padre). La città sta diventando sempre piú violenta, l’uso di droga sta aumentando velocemente, ci sono molti casi di abuso sessuale. Il centro é un luogo di formazione e di vita per tutti questi giovani figli dei poveri. In questo centro si fanno piccoli lavori manuali (cartonaggio, lavori con il legno, pittura, ecc…) e poi attività sportiva e culturale (corsi di musica, teatro, capoeira, ecc…).
Quinndi abbiamo pranzato con Daiane e Maria. Padre João non c’era perché si trovava nella capitale (Brasília) e tornava il giorno dopo.

Dopo un breve riposo siamo andati a conoscere la cooperativa APJ. La visita é stata guidata da Sergio Boscolo (piemontese anche se il cognome é di Rovigo) che da poco lavora presso l’APJ e vive in una nuova casa famiglia con due bambini adottati. Il progetto é sorto nel 1984 nella parrocchia di Padre João ed é partito con il fondare una cooperativa per generare reddito. É un inizio diverso da tutti gli altri progetti che normalmente sono partiti dalla scuola. Sono state formate all’interno varie officine (carrozzeria, falegnameria, gioielleria, panificio, bigiotteria, carpenteria, confezioni e pubblicità) dove le persone imparano il lavoro e producono. Giorgio ci spiega come in tutti questi anni é sempre stata difficile l’autosufficenza perché molto dipendeva dalla bravura del responsabile dell’officina. Fino ad oggi hanno sempre lavorato su ordinazioni con momenti di iperlavoro e momenti di stanca. Tra i settori trainanti la lavorazione di gioielli e la falegnameria. Mi diceva che in questo momento erano in difficoltà in quanto l’amministratore che sembrava una persona in gamba, si é rivelato un approfittatore e lo avevano allontanato. Il grande lavoro adesso sarà quello di abbassare i costi di produzione, di qualificare il lavoro e di trovare una línea di prodotti da commerciare.

Accanto a questo lavoro Johanna ci parlava anche dell’organizzazione nella regione di Teófilo Otoni della rete del terzo settore, con la pubblicazione di un foglietto di EPS (economia popolare solidària), di incontri con tutte le cooperative della regione, di promozione degli incontri di formazione. L’organizzazione delle cooperative é un grande lavoro appena all’inizio nella regione ma sicuramente un campo interessante di crescita.
Verso sera io e Claudio ci siamo fatti da mangiare e poi siamo andati a letto.

Il giorno successivo (mercoledi 15), dopo la colazione, siamo andati a conoscere la casa famiglia dove vivono 15 ragazzi/e che non hanno genitori, casa accogliente e ben organizzata, quindi siamo andati alla casa dell’adolescente per stare un po’ con i ragazzi. Verso mezzogiorno abbiamo pranzato ed era arrivato anche Padre João che ci ha accolto calorosamente. Lui é originario di Alba (Cuneo) e tutti volontari che passano nella sua casa provengono da quella regione. Ci ha raccontato che era appena arrivato da Brasília dove é andato a parlare della situazione della chiesa di Teófilo Otoni e del Vescovo (un uomo debole) manovrato da alcuni preti che stanno dalla parte dei potenti. Anche lui ci ripete la situazione difficile della città dove sta aumentando la violenza (un omicidio la settimana) e la droga e dove la povertà dilaga. La valle in cui si trova la città ha indici di povertà, di analfabetismo tra i piú alti del Brasile, l’emigrazione é un flusso continuo e le statistiche sembrano ignorare questa zona.
Dentro questa realtà la APJ é la piú grossa entità a favore dei giovani della città assieme alla cooperativa e per questo ha una grande forza aggregante. Ci ha parlato anche dei suoi progetti. Prima di tutto potenziare il servizio progetti, poi un centro di formazione per gli educatori, un centro di recupero per i tossicodipendenti, un centro di formazione professionale, un centro commerciale per piccole imprese. Un uomo ricco di idee e i suoi collaboratori mi confermavano che non sono capaci di stargli dietro. Padre João si é confermato un uomo che vuole bene alla Chiesa e a quel popolo.

Verso le due abbiamo salutato e ringraziato e con le collaboratrici ci siamo dati appuntamento al Fórum Social in Belo Horizonte il prossimo mese.
Dopo aver fatto i bagagli siamo andati alla rodoviària a prendere l’autobus per Salvador.

Cooperativa APJ
Rua Mariana Celina dos santos
Vila Verônica
Teófilo Otoni MG
Tel 33 3529 3064 o 33 3522 8015
Email . apjuntos@uol.com.br
Il sito che stanno completando é www.cooapj.com