15 Dicembre 2003

“Mais vale a incerteza que embala, que a certeza que basta”
[vale di più l’incertezza che fa oscillare che la certezza che basta]

Carissimi vi aggiorno sulle ultime cose dell’associazione Amar a cui ho partecipato in questi giorni.

Venerdí c’é stata la “formatura” [consegna dei diplomi] di quelli che hanno seguito il corso di cucinieri.
Sono partiti in 20 a marzo, lungo la strada se ne sono persi alcuni e altri li hanno sostituiti, ne sono arrivati alla fine 16. Sono tutti giovani daí 16 ai 18 anni che provengono da svariate favelas.
La formatura fatta venerdí pomeriggio consisteva in un momento di preghiera iniziale e poi la consegna dei diplomi di frequenza. Erano presenti 11 assieme a parenti ed amici. Gli altri 5 non sono arrivati in tempo portando giustificazioni varie. Con questi giovani bisogna avere molta pazienza, sottolineava suor Adma, visto che la loro vita é complicata, ma per un educatore é sempre una fatica dover fare i conti con le attese che vengono deluse. Suor Adma nella sua introduzione sottolineava che questi giovani hanno adesso in mano una grossa opportunitá per poter lavorare perché tutti hanno fatto uno stage presso ristoranti o panetterie e alcuni di loro sono giá stati ingaggiati. Tutti si sono rallegrati del lavoro fatto e di come ha funzionato questo primo corso.
Dopo la consegna dei diplomi c’è stato un momento di festa con parenti e amici. Il corso é finanziato da una grossa organizzazione di São Paulo (Camargo Correa) e in questi giorni stanno preparando il progetto per il prossimo corso che sperano sia finanziato dalla stessa organizzazione.

Sabato é stato allestito, fuori della porta della casa dom Helder, un mercatino con tutte le cose che sono state donate da fabbriche o amici (specie italiani), in particolare vestiti. Il Mercatino che é durato tutto il giorno ha fruttato 600 reais.

Oggi, domenica, sono andato assieme a Roberto, Leandro, Marcinha, Tatiana, i due italiani, la nonna e la sorella di Cristiano alla Fazenda da Esperança che si trova a due ore di strada, nei boschi della cittá di Teresopoli per incontrare Cristiano che é da due mesi alla fazenda per disintossicarsi dalla droga e questo era il giorno per incontrare parenti ed amici.
Dopo il solito ritardo a causa delle donne (siamo arrivati un’ora dopo quella prevista) verso le 11,30 abbiamo incontrato Cristiano, che stava veramente bene. Lui mi ha salutato e gli ho portato i saluti di tutti quelli del gruppone che lo hanno conosciuto sulla strada nel mese di agosto. Io gli ho controllato subito le gambe, visto che assieme a Sandro un giorno le avevo medicate. Erano veramente diverse, le piaghe erano molto ridotte e lea gambe migliorate. Lo abbiamo trovato sereno e contento. Pensate che Cristiano compirà 15 anni il 10 di gennaio.
La sua mamma non é venuta, hanno detto che stava male, e il suo patrigno che é evangelico non lo voleva in casa. Cristiano era un ragazzo che viveva nella strada e che aspirava colla o solvente e ha chiesto aiuto all’associazione per disintossicarsi e cosí é stato incamminato alla Fazenda.
All’arrivo abbiamo incontrato anche padre Renato Chiera che é il responsabile della casa do menor di Nuova Iguaçú che era venuto per celebrare la messa. Padre Renato é uno dei pionieri del lavoro con i giovani in difficoltá e da 20 anni lavora per recuperare giovani dal crimine e assistere giovani in difficoltá. Padre Renato é conosciuto in Brasile per la sua opera ma anche in Italia dopo la pubblicazione del libro: “meninos de rua”. C’é un legame profondo tra la Fazenda e Padre Renato visto che padre Renato aveva donato la terra per fare la fazenda di Teresopoli e tutti i ragazzi di Nuova Iguaçú che hanno problemi con la droga vengono in questo luogo o in altri che fanno parte della metodologia di lavoro della Fazenda.
La Messa é cominciata verso mezzogiorno ed é terminata dopo le due. Durante la messa padre Renato ha anche battezzato due giovani e ha fatto la prima comunione a 7 tra i quali anche Cristiano. Una grande gioia, con tanta commozione specialmente da parte dei giovani che alla Fazenda riscoprono una nuova vita.
Padre Renato ha sottolineato l’educazione alla condivisione, perché l’individualismo é una delle cause profonde che porta i giovani alla droga. Che i giovani drogati sono tutte delle persone speciali che recuperate hanno grandi possibilità. Che spesso questi giovani non hanno avuto persone che li hanno amati e che alla Fazenda trovano padri e madri su cui possono contare. ha sottolineato che la vera famiglia sono le persone su cui si puó contare.
Che il Brasile non riesce ad indignarsi e sembra che non aspetti altro che un bambino faccia un assalto a mano armata per poter mangiare, e poi sentire il coro della gente che vuole piú rigide le pene per i colpevoli.
La messa é stata una cosa molto ricca e anche lunga, parecchi si sono stufati, ma la messa é diversa dalle nostre visto che la gente va e viene, va a prendersi una boccata d’aria e poi ritorna.
Alla fine abbiamo mangiato il classico riso, fagioli, pollo e insalata. Dopo pranzo mi sono fermato a parlare con Padre Renato e Roberto. Padre Renato é da venti anni che si dedica al lavoro con i giovani di strada, drogati e senza futuro e ci ha detto alcune cose interessanti.
1. la prima é che ormai ha deciso di non perdere piú tempo con i politici per chiedere aiuti e sostegno e neanche di fare progetti. Tutti in questo tempo, con varie motivazioni prima lo hanno illuso e poi lo hanno lasciato fuori. Ci diceva anche che il partito del Governo il PT, non ha nessuno al suo interno che abbia una conoscenza o un coinvolgimento con il mondo dei minori e dei drogati per cui sono tutti sordi ai suoi appelli e poi sono fuori dalla realtá e quindi quando fanno qualcosa, ottengono dei fiaschi clamorosi e deleteri. Dalla Casa do Menor di Nuova Iguaçú escono ogni anno 2700 giovani formati ad una professione e lo stato non contribuisce in quasi nulla, eppure questa opera sociale lavora per il Brasile. Adesso Renato ha deciso di rivolgersi alle imprese private che hanno interesse a formare giovani (visto che in Brasile manca l’operaio specializzato), che gli organizzano i corsi e poi loro si scelgono i giovani che preferiscono.
2. Che sempre piú arrivano a lui ragazzini che hanno alle spalle molti omicidi. Lui quando li incontra per superare l’imbarazzo chiede se ne hanno ammazzati 40 e loro rispondono “non cosí tanti…”. Dentro la periferia i bambini coinvolti nel crimine sono sempre tanti e questo non solo a Rio ma in tutto il Brasile. Adesso stanno aprendo una nuova casa a Fortaleza e questo sempre con l’aiuto di persone che condividono il lavoro di padre Renato e di quelli sensibili al problema dei giovani. Che la realtá dei gruppi di sterminio é ancora presente, che la gente che si trova impotente di fronte alla violenza paga perché si ammazzino alcuni giovani e che il capo di questo gruppo di sterminio é un poliziotto che tutti conoscono. Inoltre la maggioranza dei Brasiliani, secondo un sondaggio, vorrebbe inasprire le pene per i minori che commettono reati, specie gravissimi come l’omicidio, senza capire che questo non limita in nulla la tragicitá della spirale della violenza che assorbe un giovane fino a farlo diventare un killer professionista o un dipendente dalla droga.
Dopo tutto questo dialogo erano giá le 4 e mezza e dopo aver salutato Cristiano con un forte abbraccio siamo ritornati a casa. Dopo esserci fatti una doccia io e i due italiani siamo andati a mangiare alla churrascaria di Sal Grosso (con 20 reais si mangia a sazietá).

Saluti Mauro