5 Agosto 2003

Domenica siamo andati con suor Adma a fare un giro, vedere la foresta di Tijuca, stare un poco in spiaggia e poi mangiare in una churrascaria che sono quei locali dove tu paghi un fisso (circa 15-20 euro) e mangi finchè sei sazio e dove i camerieri passano con la carne alla griglia a ciclo continuo.
Lunedí sono rimasto tutto il giorno alla casa Dom Elder Camara per dei piccoli lavori e non ho avuto la possibilità di scrivere.
Oggi, martedí 5 agosto, sono stato a Santa Teresa all´istituto di ricerca CERIS ad incontrare il presidente, ma di questo vi racconteró più avanti.

“A CAMINHO DA CIDADANIA”
Il progetto

Sabato 2 agosto alle 10 di mattina abbiamo avuto l´incontro com Irmã Adma responsabile dell´Associazione Beneficiente Amar che è anche la responsabile del progetto: “Nel cammino dei cittadini”.
Lei ha presentato ai sette del Gruppone (gruppo di ragazzi trevigiani, ndr) l’attività che attualmente svolge con i ragazzi, i giovani e le donne, ed è per me l´occasione per presentarvi l´associazione dove mi trovo ad operare.
Il progetto si trova nel bairro (quartiere) di Grajaù, nel grande município di Rio de Janeiro, sviluppa progetti socio educativi e professionali, che hanno come obiettivo quello di riscattare i ragazzi e di formarli alla cittadinanza. Si prende cura di circa 500 persone tra ragazzi, adolescenti, giovani in situazione di rischio sociale e delle loro famiglie. Questo lavoro si estende anche alle famiglie e comunità carenti, non solo a Grajaù ma anche in luoghi più o meno lontani come Duque de Caxias, Acari, Ramor e altri quartieri.
Sono 12 i progetti attualmente in opera, anche se la tensione è quella di affrontare nuove sfide e nuovi bisogni.

Il primo progetto è il doposcuola o meglio, l’azione pedagogica di aiuto alla scolarità. Qui in Brasile c´è un’alta percentuale di bambini che non vanno a scuola perché spesso la mamma non puó controllarli e il papà è disinteressato. Capita che le mamme per iscrivere un bambino alla scuola devono stare tre giorni in fila d’attesa così si portano la sedia, si danno il cambio con i parenti, per poi vederseli rifiutare per mancanza di posti. La scuola è un diritto per tutti ma già l´iscrizione puó presentarsi come un ostacolo insuperabile e se aggiungiamo che qui si sopravvive è chiaro che mandare i bambini al lavoro è una necessità. Spesso sono solo le mamme o le nonne ad accudire questi bambini (i papà, come accennato, o non ci sono o non si curano della prole)… capite quanto puó essere difficile sbarcare il lunario da sole, magari com più figli.

Per venire essere accolti da noi devono andare a scuola, racconta suor Adma al Gruppone, e noi facciamo un´azione presso le mamme perché i bambini la frequentino. Anche la scuola pubblica è molto precaria, sono 3 ore e mezza di scuola al giorno in due turni, uno al mattino e uno al pomeriggio, sabato escluso. I bambini vengono all´associazione quando non vanno a scuola per cui esiste um gruppo di 17 ragazzi/e che vengono al mattino e um altro gruppo di 17 al pomeriggio. Chi arriva al mattino fa la colazione e poi i compiti per casa. Sono seguiti da donna Livia. I compiti per casa si danno perché la scuola sa che c’è qualcuno che li aiuta, altrimenti evitano. È Suor Fàtima ad aver informato le scuole del nostro sostegno. Il progetto ha due obiettivi: assicurare l’istruzione per i bambini e assicurare loro una giusta alimentazione. Senza dimenticare uno spazio per giocare, ballare, conoscere gli altri, poter fare uma gita, andare allo zoo o in spiaggia.
Claudia insegna l’inglese e c´è anche l’aula di informatica. Adesso c´è anche la possibilità di andare un’ora la settimana in un campo di calcio. A quelli del mattino si dà una piccola merenda (verso le 12) e poi vanno a scuola e alle 15,30 la scuola pubblica ne offrirà un’altra. Quelli che vanno a scuola alla mattina mangiano alle 10 e arrivano al progetto verso le 12,30, fanno merenda, poi doposcuola e gioco. Alle 16,30 prima di andare a casa un´altra merenda. Si sa che a casa troveranno poco da mangiare.
Di tutti questi ragazzi è importante conoscere la situazione perché sono molte le domande di isciversi al centro e bisogna fare una scelta. I criteri di scelta sono: i bambini si devono trovare in una grave situazione di rischio di facile coinvolgimento nella violenza o situazioni familiari di degrado. Per questo l´assistente sociale compila uma scheda quando la mamma viene a fare la domanda; la mamma deve avere delle grosse difficoltà, normalmente è uma mamma che lavora, è sola e non puó accudire i figli, i quali finiscono sulla strada. Ma ci sono mamme che il lavoro non ce l’hanno e allora provvediamo a lavare e vestire il bambino.

Il secondo progetto, iniziato subito dopo la separazione dalla São Martinho (è anche il più importante, secondo Suor Adma), è quello della formazione dei giovani che sono stati ragazzi di strada e che adesso si preparano ad essere educatori sociali. I ragazzi incontrati sulla strada 15-16 anni fa ora sono i veri animatori delle attività. Sono stati ragazzi di strada e ora apprendono a fare gli educatori, questo è una cosa molto bella e l´orgoglio di suor Adma. Erano 14 che con suor Adma tutti i lunedí si incontravano per la formazione e l´apprendimento della metodologia di AMAR, inoltre partecipavano a corsi di formazione e convegni. Per il resto della settimana lavoravano nei progetti. Qualcuno di loro lascia, come due che prossimamente partono per lavorare in una nave italiana, è una buona opportunità di lavoro anche se dispiace che se ne vadano dal progetto. Un altro giovane sta lavorando come attore, perché non gli è congeniale essere operatore sociale. Adesso sono rimasti in 11, alcuni di loro hanno dimostrato attitudine come operatori sociali altri meno. Questi giovani guadagnano 240 reais (80 euro) al mese che è il salario minimo. Ma chi ha mansioni più qualificate quadagna qualcosa in più, 350 reais.

Sabato prossimo si farà la festa di luglio (julhina) in coincidenza conm la festa del papà e si inizierà con la preghiera e un momento di formazione. Questo terzo progetto dell´evangelizzazione avviene tutti i sabati pomeriggio e organizza momenti di formazione, ritiri, ecc…

Il quarto progetto è l´abordagem dei ragazzi di strada. è un lavoro difficile e lento, e qui i risultati non sono sempre appariscenti e facili da essere pubblicizzati. Tutte le mattine 3 persone vanno sulle piazze e sulle strade ad incontrare questi ragazzi, portano loro da mangiare e iniziano questo lungo cammino di amicizia. Trovano i ragazzi che aspirano la colla, a volte anche ragazzi feriti che portano all´ospedale o li medicano loro stessi.
L´associazione São Martinho, dove Adma ha lavorato per 10 anni, nel tempo era riuscita ad organizzare e gestire 6 case dove accudire questi ragazzi, ma l’associazione Amar non ne ha neanche una e si cercano altre soluzioni. Alcuni hanno trovato ospitalità in centri di recupero per tossicodipendenti, altri hanno trovato degli spazi dentro la favelas. L’importante è non farli tornare sulla strada. Questi ragazzi hanno qualche malattia, legata alla sporcizia, alla malnutrizione, alla violenza subita.

Il quinto progetto è l´Adozione a Distanza. In particolare l´associazione Macondo ínvia ogni anno il denaro per 128 bambini. Il denaro è dato ai ragazzi in 4 momenti dell´anno. La prima rata dopo il carnevale in coincidenza con l´inizio dell´anno scolastico e così si possono comprare il necessario per la scuola (la divisa e i libri). Ogni bambino ha um padrino in Italia e tra loro c´è uma corrispondenza periodica. Suor Adma insiste col dire che questi bambini non sono poveri, ma miserabili, anche se sono in famiglia e non sulla strada. La seconda rata viene rilasciata a inizio di agosto dopo le vacanze, la terza il 12 ottobre giorno del “bambino” in Brasile. Qui loro si comprano um vestito nuovo secondo la tradizione. La quarta rata prima di Natale.
Questa consegna del denaro spesso è fatta a casa o in gruppetti cosi da avere un costante monitoraggio della situazione.
Ognuno, nei loro scritti, ha una storia ugualmente diversa e triste.
Una ragazza di 12 anni scrisse al padrino ringraziandolo perché con i soldi il papà ha potuto costruire um muro per dividere la stanza dove dormono i genitori da quella di lei e dei suoi 7 fratelli. Mancava ancora il bagno, e lei si vergognava di fare i bisogni nei sacchetti di nylon e anche perché lei è diventata donna. Adma che aveva letto la lettera disse che non poteva spedirla in Italia e allora fece chiamare la madre, che non sapeva leggere, accompagnata daí suoi sette figli. Disse che il marito era muratore ma aveva mal di stomaco e lavorava a periodi. Suor Adma com pazienza sta aiutando questa situazione a risolversi.
Un altro caso um bambino scrisse che gli piaceva il calcio e il padrino gli rispose che lui era stato um giocatore e conosceva l´Inter. Un giorno arrivó un pacco con una maglietta firmata da Ronaldo. Per i bambini potete immaginare cosa vogliono dire queste piccole cose.

Sesto progetto la Cachoerinha (cascatella), cioè 15 donne sono aiutate da 2 psicologi a riprendersi la loro vita ed essere capaci di portare avanti la famiglia, ad orientarsi nella comunità. Mentre ci sono queste riunuioni i bambini vengono accuditi dai nostri giovani.

Settimo progetto, nel “Morro dos Macacos”,(favelas di cui vi ho già parlato) Roberto e Fàtima accompagnano um gruppo di ragazzi che sono dentro il giro della droga. Una volta alla settimana vanno al centro CEACA con donna Anna per fare um percorso di aiuto e riflessione.

Ottavo progetto il corso di Informatica, per i ragazzi più poveri della favelas vicine. Un’aula com 10 computer e un giovane insegnante.

Il corso per cuoco e cameriere è il nono progetto, qui si chiama: Buffet “Pão com banana”. 19 giovani di 18-19 anni frequentano il corso che darà loro una professione. Questo progetto non consiste solo nel fare il corso ma anche ad accompagnarli durante lo stage in albergo o in ristorante. Questo non è un lavoro facile per Fàtima e i suoi collaboratori perché questi giovani abitano nelle favelas, più di una delle ragazze che frequentano hanno già um figlio piccolo che spesso portano a scuola. Hanno problemi col narcotraffico e anche con la frequenza al corso che si attua tre giorni la settimana. Dall´inizio del corso già 5 hanno abbandonato soppiantati, però, da altri 5.

Decimo progetto la piccola scuola di calcio nella favelas di Ramos. Clàudio, un ragazzo di strada, a 12 anni è stato aiutato dalla São Martinho. Adesso che ha 28 anni si è formato uma famiglia, ha due bambine e vive in Ramos. Si è preoccupato dei bambini che vivono nella sua favelas e allora al sabato e alla domenica (sono giorni di non lavoro) lui fa questa scuola di calcio. Per questo ha chiesto lo spazio alla palestra della scuola che al sabato è chiusa. Da solo e senza soldi aveva iniziato questa attività. Ora fa parte del progetto. Tempo fa Clàudio disse ad Irmã Adma che non poteva più continuare a seguire i ragazzi al sabato e alla domenica perché doveva andare a pescare per recuperare alcuni soldi per preparare la sua casa. Adma gli chiese quanto prevedeva di guadagnare andando a pescare il sabato e la domenica. Lui rispose 20-25 reais (7-8 euro). Adma disse che non poteva abbandonare il lavoro con i ragazzi perché era più importante e trovó uma persona che gli offri questi soldi mensilmente.

Undicesimo: Gruppo delle ragazze. Un gruppo di donne tedesche di religione protestante si incontrano uma volta all´anno in concomitanza col giorno della donna per pregare e riflettere e in quel giorno raccolgono del denaro con lo scopo di finanziare attività legate allo sviluppo della donna in tutto il mondo. Una parte di questo arriva all´associazione che promuove um gruppo di 20 ragazze povere, alcune sono già mamme. Si paga loro il biglietto dell’autobus e si fa un incontro mensile dove si dà una borsa di 70 reais (23 euro). Questo denaro serve a portare avanti il loro piccolo lavoro di imprenditrici (es.venditrice ambulante) o frequentare piccoli corsi di aiuto infermiera, manicure, ecc. Ogni mese devono rendere conto dell´attività svolta e di come hanno impiegato i soldi. E` una forma di microcredito.

Dodicesimo l´Interscambio culturale che inizia adesso con il Gruppone. Scambio con giovani dell´Europa, sia sul piano culturale, che su quello umano e motivazionale, oltre che dare um aiuto e condividere un’esperienza e una medesima passione per l´educazione.

Questi progetti hanno dei finanziatori. Il denaro proviene da varie associazioni o persone che rendono possibile il funzionamento di un’attività. Gente che a vario titolo e con differenti contributi (umani e materiali) permettono ad un progetto di stare in piedi e di affrontare nuove sfide. Adma e i responsabili sono molto grati a tutti, anche se le esigenze sembrano infinite. Si intravede in suor Adma il desiderio di avere delle case dove alloggiare i bambini di strada (come aveva nell´altra associazione), per ora, con l´acquisto e ristrutturazione della nuova casa Don Elder Câmara, si è fatto um passo avanti. Le strutture sociali in questo paese in evoluzione sono sempre inferiori alle necessità.

(Mauro Furlan)