A Maringa, Paraná

21/11/03
Ciao, Sono arrivato questa mattina alle 6 alla rodoviaria di Maringa, stato del Paranà, dopo 16 ore di autobus scomodissimo. Mi sento rincitrullito. Ho preso altri due autobus locali per arrivare al centro dove si svolge il convegno. E qui mi sono trovato davanti autobus che provenivano da tutto lo stato del Paranà per il primo incontro di Economia solidale dello stato del Paranà. Sono previsti tre giorni di incontri e formazione e in parallelo c’è la fiera di economia solidale che devo ancora vedere ma mi dicono interesante con 80 espositori da tutto il Brasile.
In questi giorni ho scritto poco perché ero impegnato a tradurre lettere e a seguire una famiglia di Italiani che é a Rio in questi giorni.
Ho scoperto che qui il cellulare non funziona (c’é una rete telefonica che non ha un accordo con la tim, rete del mio cellulare), il Brasile non ha una rete unica e ogni stato trovi situazioni e cellulari differenti, questo é il risultato del privatizzare tutto.
Per il resto sto bene, devo andare a vedere dove posso dormire in questi giorni, ma non mi preoccupo.
I pasti vengono serviti qui al convegno.
Statemi bene.

Ciao sono a Maringa al secondo giorno del primo convegno dello stato del Paranà di Economia solidale.
Maringa é una bella città di circa 200 mila abitanti in mezzo al verde, non c’é il traffico di Rio, il clima é fresco anche se oggi c’é stato un sole forte. É un città con una forte presenza di italiani, metà dei relatori aveva un cognome italiano e sull’elenco telefonico c’erano 40 persone con cognome Furlan.
Ieri é stato il giorno delle autorità e di varie relazioni sui problemi dell’economia solidale, cioé su quell’economia dei poveri che cercano forme alternative di lavorare per sostenere la propria famiglia, con un sistema solidale di scambio, di aiuto, di sviluppo. In Brasile da un anno esiste il forum di questa economia e anche il governo sta cercando di attuare politiche sociali più ‘vicine a questo tipo di sviluppo. Se solidarietà é il nuovo nome della pace (papa Giovanni XXIII), c’é molto da lavorare per ripsondere alle sfide delle ingiustizie e delle povertà. La solidarietà é la vera alternativa alla guerra, ma chi non vuole condividere, non ha altra alternativa che la guerra.
L’economia solidale vuole ripensare il mercato, la logica del capitale, l’educazione scolastica, le relazioni sociali. Un grande cammino, siamo appena all’inizio e il Brasile é un grande laboratorio. Mancano aiuti e specialmente leggi che aiutino e poi ci sono gli ostacoli di chi non vuole perdere il potere. Il movimento sta crescendo e coinvolgendo la massa enorme dei poveri. Lula aveva detto che dove c’é scarsezza bisogna essere creativi e la creatività viene dai poveri, una vera alternativa alle regole vecchie del sistema che produce una maggioranza di esclusi. La parola chiave che é rimbalzata sulla bocca dei vari relatori é inclusione sociale, per quella fetta di brasiliani (50 milioni) che sono un 30% che esistono nelle statistiche della povertà, dell’analfabetismo o della violenza.
Alcuni relatori che sono a fianco dei Catadores o di alcuni movimenti sociali hanno ripetuto lo slogan del protagonismo dei poveri, nessuno deve decidere al loro posto, loro sono artefici di un cammino per guadagnare il diritto alla cittadinanza e ad una vita degna.
Oggi é stato il giorno dei catadores di materiali riciclabili dello stato del Paranà nel loro primo incontro statale. Circa 500 tra uomini, donne e bambini, parecchi volti di indios, hanno discusso in vari gruppi le tematiche che a loro interessano come: i problemi nel fare una cooperativa, il protagonismo dei catadores, la politica dei comuni, la presenza dei bambini che lavorano con i genitori nelle immondizie, l’accesso al microcredito, ecc… Un grande momento di festa per questa gente che é abituata a separare le immondizie con le mani e vivere in catapecchie.
Anche per me era strano trovarmi in mezzo a queste persone povere che nel nostro pensare sono incapaci di affrontare le grandi questioni del mondo. É vero, sono persone che non hanno gli strumenti per affrontare tante questioni, ma appena si offrono loro strumenti e occasioni di apprendere la vita delle persone, cambia subito e appaiono anche dei leader capaci di aiutare il loro cammino.
A scrivere queste poche righe mi trovo ad un internet point mentre tutta la gente é in piazza a fare festa e alla fiera di economia solidale dove tutte le cooperative o anche singoli lavoratori pongono in mostra i loro prodotti, specie di artigianato.
Domani dovrei andare verso San Paulo, ma vediamo forse ci vado lunedí con piú calma.
Per il resto tutto bene. Il luogo del convegno si trova appena fuori della città, e lí ci danno da mangiare, colazione e tutto il resto. Come potete immaginare il cibo base é riso e fagioli, un pezzo di carne e un po’ di verdura. mi sto abituando a questo cibo.

23/11/03
Ciao, sono a Maringa in attesa di prendere l’autobus per São Paulo che parte alle 21.15 per arrivare verso le 6 di domani mattina. Sono in un shopping center che io odio tantissimo, ma sono gli unici luoghi che hanno internet. Costo orario 3 reais (1 euro).
Questa mattina l’incontro dei catadores dei materiali riciclabili era dedicato ad uno scambio di esperienze e all’elezione dei due rappresentanti dello stato del Paranà nel forum di economia solidale e nel movimento dei catadores nazionale.
Partecipavano circa 200 persone di una ventina di cooperative di tutto lo stato, praticamente pochissimi, visto che lo stato del Paranà é grandissimo e i catadores sono praticamente in tutte le città. Tutti i responsabili delle cooperative hanno parlato, incitando a continuare a lottare perché il loro lavoro sia riconosciuto, crescano le cooperative, si superino le barriere legali che spesso ostacolano l’organizzazione degli stessi. “Non siamo catadores di lixo (immondizia), ma di materiali riciclabili” hanno ripetuto, orgogliosi del loro lavoro. Leader dell’incontro un personaggio che tutti chiamano Cina per i suoi tratti da cinese, ma é un indio con la faccia da Gesú Cristo. Lui era un carrozziere che per crisi di lavoro é finito a raccogliere immondizie in cima alla discarica assieme a tutta la famiglia. Quando due anni fa il comune e l’assistente sociale sono entrati nella discarica e hanno cominciato a parlare di formare una cooperativa lui ha rifiutato. Dopo che sono partiti i lavori di fondazione della cooperativa lui ha aderito e partecipando a corsi di formazione adesso é un leader. Raccontava che quando lui é finito nella discarica, mai avrebbe pensato di uscire, di poter entrare in una aula scolastica, di parlare con un microfono, di poter fare una festa con gli amici. Come potete capire ci sono storie al limite della commozzione che riguardano queste persone che la maggioranza reputa marginali, ladri, ubriaconi. Ma a sentire le loro storie, la lotta per dar da mangiare ai figli, la lotta perché il loro lavoro sia riconosciuto, per guadagnare e non essere sfruttati dagli attraversadori (sono coloro che comprano quello che loro raccolgono per pochi soldi e rivendono guadagnadoci), si puó comprendere la umanità di queste persone, una umanità vera nascosta sotto pelle spesso sporca e le mani callose dei catadores. Una lotta perché i loro bambini non siano condannati ad andare con i genitori per le stade a raccogliere il materiale e invece possano andare a scuola. Lotta ancora lunga, perché gli orari della vita dei catadores, spesso l’assenza del padre, e gli altri problemi sono tanti e alla fine i genitori preferiscono avere con sé i figli. Pensate che c’é anche una campagna nazionale: Criança no lixo, nunca mais, che significa: Bambini nelle immondizie , mai piú.
A questo convegno assieme ai genitori c’erano molti bambini e giovani ed era comune vedere nel mezzo della sala mamme che allattavano, parecchie mamme di 16- 17 anni.
Al convegno era presente anche una giovane dalla Norvegia che stava facendo il dottorato in antropologia e la sua tesi riguardava la vita dei catadores. Lei sta vivendo da luglio con i catadores di Curitiba e lavora insieme con loro andando per le stade con il carrinho (il carretto) e raccogliendo le loro storie.
Dopo questo scambio di esperienze sono passati a eleggere i due rappresentanti e qui é nata una bagarre incredibile perché sotto ci sono manovre politiche per avere dei rappresentanti piú vicini a un gruppo che sostiene i catadores piuttosto che ad un altro. Dopo un po’di questa confusione mi sono fatto spiegare da un argentino, di origine tedesca ma che lavora in Brasile da 20 anni come sono le cose e lui mi ha detto che questo é normale, i partiti sempre entrano e la democrazia é una realtà dura a venire, persino in una elezione semplice come questa non riescono ad essere democratici.
A quel punto la mia presenza mi é parsa non importante e allora ho deciso di andare in città a comprarmi il biglietto e farmi un giro. Vi dicevo che Maringa é una città bella. Mi hanno raccontato che la città esiste da circa 50 anni quando hanno disboscato (desmatar) e hanno creato piantagioni di caffé ad opera di inglesi. Le piantagioni sono morte circa 20 anni fa a causa di una gelata e adesso non esiste piú. Peró la città pur avendo quasi 300 mila abitanti ha un centro e anche la periferia ricca di verde. Le strade sono costruite in stile graticolato romano e ad ogni incrocio trovi una rotonda e questo crea spazi molto belli. Al centro della rotonda sempre un giardino o parco o piazzetta. Le strade come vi dicevo sono sempre larghe a due corsie e al centro un spazio verde con alberi.
Nei prossimi giorni che sono a San paulo devo fare un salto a San bernardo do Campoa trovare la Anna Sermasie e a farmi raccontare come organizzano coloro che escono dai corsi di formazione, poi devo incontrare Paolo D’Aprile e la Edith e se riesco ad andare a visitare gli indios di cui ha scritto.
Poi ho intenzione di andare a vedere la fiera delle macchine per il riciclaggio il “Reciclashow”. Se riesco vorrei anche incontrare padre Paitone che lavora con i bambini malati di Aids.
Per ora vi saluto e statemi bene.
Mauro, Maringa, Paranà, Brasil