Convegno Religione e Sessualità

Ottobre 01 e 02 2003,
Ero venuto a conoscenza del convegno tramite il sito della F.a.s.e. e avevo deciso di andare per conoscere come si muoveva la discussione del rapporto religione e sessualitá, sapendo che entrambi sono temi molto dibattuti qui in Brasile.
Il convegno é stato organizzato dal Centro latino-americano in sessualitá e diritti umani e dall’istituto di studio della religione (ISER).
Si teneva presso l’hotel Novo Mundo in Avenida Praia de Flamengo. Hotel lussuoso, sale arredatissime e servizio ottimo. Ho notato che per i convegni non badano a spese.
Alla mattina del mercoledí avevavo invitato studiosi delle varie religioni. Antonio Moser (francescano, moralista, presidente della editora Vozes), Robinson Cavalcanti (vescovo della chiesa episcopale anglicana di Recife), Eduardo Rosa Pedreira (pastore presbiteriano), Alexandre da Silva Costa (religione espírita). Mancava il rappresentante della religione ebraica ma sono in festa per l’inizio del loro anno. Tutti hanno presentato le idee della loro religione sulla sessualitá.
Nelle loro esposizioni niente di nuovo, solo che il mondo protestante é molto frammentato e ciascuno parla per la sua parte, anche se sostanzialmente non ci sono diversitá per quanto riguardano i problemi scottanti della omossesualitá e della contraccezione.
Dopo la relazione mi sono avvicinato a Antonio Moser che conoscevo perché ho letto una parte del suo libro “l’enigma della sfinge”, che aiuta a capire la complessitá del tema ma non si distanzia dalla linea cattolica. Lui mi ha parlato che anche in Brasile il grande argomento adesso si sta spostando sulla bioetica e lui si sta interessando a questo argomento. Mi confidava che comunque la gerarchia brasiliana é retrograda, una generazione di vescovi che sta perdendo tutte le sfide della societá.
Nel dibattito mi sono reso conto che la maggioranza della platea era sensibile ai problemi degli omossesuali e che parecchi erano gay e lesbiche e quindi una buona occasione per capire le loro difficoltá.
Il pomeriggio é stato piú animato perché hanno messo sulla tavola per dibattere esponenti delle varie religioni con varie esperienze. Hanno parlato una teologa del movimento “cattolici per il diritto di decidere” che lavora con donne per il diritto all’aborto, diritto all’educazione sessuale, per la contraccezione e sul problema dell’HIV; un pastore della chiesa presbiteriana di Copacabana che ha accolto gli omosessuali; una máe de Santos di un terreiro (sacerdotessa di Cadomblè, religione di origini africane) che ha parlato della relione afro-brasiliana e uno dei responsabili del Moses, un progetto di recupero degli omosessuali per una sessualitá salutare. Potete immaginare che il discorso si é concentrato sul fatto se gli omosessuali hanno bisogno di essere recuperati o bisogna aiutarli nel loro cammino per vivere la loro sessualitá.
Il giorno dopo, 2 ottobre, altra tavola rotonda, con esperienze e proposte di lavoro tra religioni.
Prima di tutti ha parlato un prete di São Paulo, Valeriano Paitone, di Brescia, che accoglie sia in canonica che in una altra casa, ragazzi sieropositivi. Per me é stata una vera scoperta perché ha parlato del moralismo della chiesa cattolica, della Sacra Scrittura che non puó essere usata per andare contro gli omosessuali, di non perdere di vista il cuore della scrittura che é “ristabilire il diritto e la giustizia”. Ha sfatato tanti modi errati della religione cattolica e anche delle altre fedi cristiane nell’affrontare l’argomento della sessualitá.
Poi ha parlato uno che lavora con le religioni afro-brasiliane per progetti di educazione alla salute e dopo ha parlato la piú contestata, una psicóloga evangélica che lavora con il progetto exodus per gli omosessuali che vogliono diventare etero, grande movimento in Brasile.
Il piú ammirato e applaudito é stato Paitone, per la libertà con cui ha parlato e per la sua azione con i sieropositivi e soprattutto per una lettura non letterale (fondamentalista) della Bibbia che le varie religioni cristiane tendono a fare.
A mio giudizio un grande uomo, che súbito ho agganciato parlando della situazione in Brasile e poi ho scambiando gli indirizzi. Gli ho promesso che a novembre vado a trovarlo. Per chi andasse a São Paulo é un uomo da conoscere.
Altro grande dibattito é stato quello del rapporto della religione con la psicologia, visto che parecchi fanno una mistura delle cose e i vari psicologi presenti hanno sollevato la grande quetione del rapporto tra loro, problema grave in Brasile, e la questione sulla definizione degli omosessuali ad parte dell’Organismo Mondiale della Sanitá.
Al pomeriggio ho assistito all’intervento dei ricercatori dell’universitá su problemi riguardanti prevenzione, educazione sessuale, ruolo della donna, specialmente riguardo ai giovani, dicendo sostanzialmente lo scarso interesse del tema nelle varie religioni cristiane.
Sono state raccontate parecchie storie interessanti di percorsi di omosessuali e di donne maltrattate e in crisi che nella religione trovano un punto di salvezza.

Per me sono stati due giorni ricchi di tanto portoghese, ma specialmente nel capire che un lavoro di scambio tra religioni qui é possibile. Sono stati due giorni di dialogo sia tra religioni, sia tra uomini impegnati nel campo educativo, sostanzialmente rispettosi delle diverse posizioni. Sono luoghi preziosi questi per aprirsi ad una analisi della realtá. Ho visto che la condivisione di percorsi, di storie raccontate, di vicende personali, ha un valore educativo, una forza di penetrazione maggiore di tutti i discorsi teorici che non dicono sostanzialmente niente ai problemi della gente.
Me ne sono tornato a casa felice di questa immersione nel grande e complesso mondo brasiliano, dei felici incontri, della ricerca sincera di molte persone per una crescita della societá brasiliana.