Dal 17 al 24 Agosto

Domenica 17 agosto 2003
Appuntamento alle 10,30 con Sandro Mendes per visitare la cittá. Sandro é una conoscenza del gruppone perché é stato ospitato per breve tempo quando é venuto in Italia come volontario per aiutare la ricostruzione dopo il terremoto in Umbria. Con lui abbiamo visitato la chiesa della Candelaria, la chiesa barocca e dorata di São Bento (san Benedetto). Poi visto che non era una brutta giornata, e le nuvole erano alte, abbiamo deciso di salire sul Corcovado, il Cristo con le braccia aperte che domina Rio. Abbiamo preso il trenino (costo 25 reais). In cima tirava un forte vento, ma la vista era stupenda. Siamo stati fortunati, perché nei giorni successivi sarebbe stato impossibile salire visto la pioggia che ci ha accompagnato per il resto del mese.

Verso le due del pomeriggio siamo scesi e ci siamo spostati nella grande “Central do Brasil” che é la stazione centrale dei treni e degli autobus. Questo luogo conosciuto in tutto il mondo dopo il film omonimo, che parla di una donna e di un bambino, entrambi nella ricerca di affetto e delle loro radici. Da questa stazione partono i treni per tre direzioni e percorreranno al massimo 70–80 chilometri perché costruite con lo scopo di portare a casa i pendolari che lavorano a Rio.. In Brasile, tranne pochissime eccezioni, non esiste una linea ferroviaria che collega le grandi cittá. La politica non ha incentivato la loro costruzione e ha optato per gli autobus.
Di domenica la stazione é quasi deserta, ma durante la settimana, e specialmente la mattina e alla sera, é un via vai impressionante di persone.
Alla stazione trovi alcune bacheche con affisse le foto delle persone scomparse, generalmente bambini o persone con problemi psichici.
É una strana senzazione essere lí, sulla scena di un film e sul luogo dove migliaia di storie e di volti si incrociano, si sfiorano ogni giorno. Come essere sul luogo del delitto, qualcosa di misterioso e di sacro e allo stesso tempo terribile, incomprensibile, ma pieno di presenze, di voci, di storie non registrate, di orme sull´acqua, di vite scomparse, ma anche il collo di bottiglia, il percorso obbligato, l´unico guado del fiume, sulla stessa barca per destinazioni diverse appena scesi sull´altra sponda, un incanalamento forzato per uomini che amano la libertá. Tutti eravamo eccitati per stare in questo posto cosí vitale.
Non ancora stanchi siamo andati al giardino zoologico, ma al nostro arrivo stava chiudendo e allora ci siamo fermati sul prato a giocherellare e vedere il tramonto sulle favelas.
Salutato Sandro Mendes che aveva un’altra ora per arrivare a casa per il compleanno della moglie, ci siamo diretti verso Grajaú.
Alla sera ci siamo fatti la pastasciutta e poi abbiamo giocato a carte. Qui in Brasile ci sono tre giochi diffusi: primo Domino, che in varie parti si gioca anche con i punti, secondo la Dama con delle regole diverse (si puó mangiare in avanti e indietro, la dama si muove in obliquo di quante caselle vuole, la dama puó essere mangiata dalla pedina), terzo la Sueca.
Sulle piazze si incontrano sempre tavoli e sedie in cemento sui cui tavoli sono disegnate i quadrati della dama e la gente gioca spesso con i tappi delle bottiglie di plastica di due colori.
Il gioco della Sueca, l´ho imparato in Portogallo e l´ho incontrato anche qui. Si gioca con le carte da poker, dove si eliminano 8,9 e 10 per cui restano 40 e diventano come le nostre piú comuni con 1,2,3,4,5,6, 7, donna, fante e re.Il valore delle carte é: asso (11 punti), 7 (10 punti) re (4 punti) fante (3 punti) donna (2 punti). Ti vengono consegnate dieci carte, si gioca in coppia, non si puó parlare e c´é quella che noi chiameremo briscola, cioé il seme che prende (qui lo chiamano trunfo). Le regole sono: primo obbligatorio rispondere, solo se non hai da rispondere con lo stesso segno puoi tagliare con la briscola. È un gioco di abilitá e memoria e di intesa di coppia.
Buona partita.
Ciao mauro

Lunedí 18 agosto
Alla mattina sono andato in centro, alla Iberia, che si trova di fronte al consolato italiano, per cambiare il volo per il mio ritorno, visto che tutti hanno insistito perché rimanga a Rio l´ultimo dell´anno, perché é un momento magico, in quanto tutte le persone vanno sulla spiaggia di Capocabana a vedere i fuochi e a celebrare lo sposalizio con il mare. Adesso il mio ritorno in Italia é previsto per il 10 di gennaio 2004.
Dopo sono stato a visitare l´IBASE. che si troba in Avenida Rio Branco. L´Ibase é l´Istituto Brasiliano di Analisi Sociali ed Economiche. (www.ibase.br). Fondata nell´81 oggi é uno degli istituti di ricerca e analisi piú conosciuti in ambito nazionale e internazionale. Lo scopo é quello di contribuire per lo sviluppo della democrazia a partire dai diritti, passando per le istituzioni, ai processi economici, appoggiando i movimenti e organizzazioni popolari, movimenti sociali, cooperative.
Ho parlato con una segretaria perché nessun responsabile era disponibile, ho raccolto alcuni testi e ho dato la mia disponibilitá per un incontro. Questa é una realtá che terró d´occhio perche mi sembra interessante, in quanto promuove dibattiti e incontri su temi sociali interessanti. Ho visto anche che il suo presidente, un sociologo, é sempre presente in incontri internazionali.

Lunedí pomeriggio e Martedí 19 li ho trascorsi alla casa dom Elder e anche Mercoledí 20. Alla sera sono andato al Maracaná a vedere la partita : Flamengo – San Caetano. Pensate che il biglietto era di 5 reais (1 euro e 60), prezzo bassissimo per incentivare la presenza dei tifosi visto che il Flamengo é in un periodo di crisi.

Giovedí 21 agosto.

Avevo preso appuntamento con Ricardo Corrêa presidente della fondazione Bento Rubião (centro di difesa dei diritti umani) per le ore 13,30.
Questo uomo mi era stato indicato dal presidente del Ceris. Sono arrivato puntuale e come sempre mi sono presentato e lui mi ha ascoltato in silenzio. Ricardo é un uomo sui 45 anni accogliente e disponibile. Mi ha spiegato che la sua fondazione sviluppa l´attivitá in tre direzioni: sostegno ai progetti per bambini e adolescenti nei vari quartieri di Rio, appoggio a centri comunitari per programmi di sviluppo e di difesa dei diritti, sostegno a progetti di edilizia popolare (cooperative).
Mi ha dato la sua disponibilitá per aiutarmi e ci siamo dati appuntamento ad un prossimo incontro in quanto in questo periodo era molto occupato.

In questo stesso giorno avevo un altro appuntamento, presso il CEDAC (www.cedacnet.org.br) con Angelina ,la sua presidente.
Alle 15 puntuale, preso la loro sede, vicino alla stazione metrò di Gloria.
Angelina, una donna sui 55 anni, mi ha fatto accomodare, mi sono presentato e poi lei mi ha fatto visitare il loro centro. Cedac significa Centro di azione comunitaria, é nato nel 79 e sostiene movimenti popolari come centri educativi e in particolare cooperative di raccolta di materiali riciclabili. Qui ho anche incontrato uno dei coordinatori dell´attivitá che riflette sulla economia solidale, un campo interessante che qui in Brasile sta sviluppando una rete che ha come teorico Euclide Mance (filosofo e coordinatore della rete brasiliana di socioeconomia solidale). Mi hanno dato due piccoli libri che sto leggendo.
Da Angelina ho anche avuto indirizzi di cooperative di raccoglitori di materiali riciclabili (non posso piú dire immondizie) da visitare. Carico di molte informazioni sono ritornato a casa.

Venerdí 22 lavoro e riposo.

Sabato 23 agosto alla Favelas di Ramos
Partenza verso le nove per andare a Ramos, favelas che si trova quasi di fronte all´aeroporto. Bisogna prendere due autobus. Accompagnato da Leandro e Thiago sono arrivato puntuale verso le dieci. Gli italiani del gruppone erano andati, accompagnati da Robson, che é un responsabile della casa dom Elder, a vedere la chiesa della Penha, la chiesa famosa sul colle che domina le favelas.
A Ramos avevamo appuntamento con Claudio in quanto lui dimora in questa favela e qui ha creato la piccola scuola di calcio per i bambini e ragazzi. Ramos si trova sulla sponda della baia di Guanabara é conosciuta per la sua piscina, cioé una grande buca (artificiale) sulla spiaggia che forma un laghetto, dove tutta la gente va a fare il bagno. Penso che di diametro possa fare 500 metri. L´acqua viene cambiata periodicamente perché ho visto che non era molto sporca. Mi hanno detto che d´estate é invasa dalla gente, in quel giorno anche se é c’era il sole c´erano poche persone.
Lungo questa spiaggia ci sono tre piccoli campi sportivi dove la gente va a giocare prenotando il campetto. Claudio invece svolge la scuola di calcio nella scuola vicino, che ha un campo coperto e il sabato e la domenica é libero.
La giornata era bella, ma si sono presentate solo 4 squadre delle otto previste. Leandro ha arbitrato le 4 partite del torneo organizzato. Io ho giocato a calcio con i piú piccoli che dopo mezz´ora hanno cominciato a picchiarsi e a tirare pietre. Per questo ho fatto finire il gioco. Le ragazzine sono tremende a volte piú dei ragazzi e giocano bene a calcio.
Terminato il torneo abbiamo consegnato le medaglie e le coppe, io ho consegnato alla squadra vincitriee la coppa d’oro (di plastica colorata).
La voglia di giocare era tanta e allora abbiamo organizzato una piccola partitella a cinque, educatori contro ragazzi, con la presenza di Leandro abbiamo vinto, io ho fatto tre passaggi goal.
In brasiliano tira la palla si dice “chuta a bola” e il portiere é il “goleiro”, tutto diverso dal Portogallo.
Dopo ci hanno raggiunto quelli del gruppone e io, Leandro e Juruna abbiamo fatto il bagno nella piscina. Io ho indossato il costume in spiaggia coperto dall´asciugamano e Leandro e gli altri mi hanno fatto la romanzina perché in Brasile queste cose non si fanno. Sará, ma non capisco.
Alla fine tutti a mangiare lí vicino e poi a casa.

Domenica 24 agosto, tutti in spiaggia.
La Domenica era prevista la continuazione del torneo a Ramos, ma vista la poca partecipazione tutto si é concluso sabato. Domenica era libera e per nostra fortuna c´era il sole. Tutti al mare, meta Ipanema.
E´stato un giorno di amicizia, di sole, di sabbia e di onde oceaniche.