DEMOCRAZIA IN BOLIVIA

Carissimi amici,
ieri, 10 ottobre 2003, la Bolivia ha festeggiato il 21º anniversario dell’instaurazione della democrazia nel Paese.

Così:
blocchi, marce, scioperi, violenza hanno caratterizzato la giornata in La Paz, che è praticamente accerchiata da vari fronti di conflitto;
il gasdotto La Paz-El Alto (città satellite di La Paz, dove di trova l’aeroporto internazionale) è stato fatto esplodere in un attentato;
Cochabamba è stata teatro di marce e manifestazioni da parte di lavoratori del trasporto, studenti universitari, donne produttrici di coca, studenti delle scuole superiori, e quant’altri, che hanno lanciato pietre, tagliato gomme e distrutto auto, si sono picchiati fra di loro e con la polizia, che ha lanciato i soliti gas lacrimogeni;
I passeggeri bloccati nella stazione delle corriere di lunga percorrenza di El Alto, che da settimane vivono accampati in attesa di ripartire, hanno deciso di effettuare un “blocco” (di che?) contro i bloccatori delle strade;
A S.Cruz della Sierra sono arrivati, dopo due giorni di marcia, 8.000 lavoratori, provenienti da Montero, inalberando cartelli “El gas no se vende” “Que se vaya Goni (Gonzalo Sanchez de Lozada, attuale Presidente della Repubblica)”;
Tarija è rimasta isolata dal resto del paese a causa del blocco della strada che la collega a Potosì;
Giusto ieri i cocaleros del Chapare (zona che si attraversa andando da Cochabamba a Santa Cruz, passando per Colomi) hanno deciso di iniziare dal prossimo lunedì blocchi, scioperi e manifestazioni varie.

Il controllo dell’ordine pubblico è ormai scappato di mano al Governo, che aspettava che il conflitto si smontasse per stanchezza.
Invece a rabbia si è aggiunta rabbia, scontento a scontento, protesta a protesta, e quello che era un fuoco acceso nella zona di la Paz è diventato incendio di tutto il Paese.

Tutti noi viviamo, più che mai, alla giornata, senza poter programmare nemmeno un “giro in centro”, perchè, alle volte, fatte poche centinaia di metri, dobbiamo ritornarcene sui nostri passi a causa dei disordini.

Ancora non siamo allo stato d’assedio, ma se ne parla sempre più frequentemente.

Abbiamo rifornito la Casa Estudiantil di carne, frutta e verdura bastanti ad arrivare alla fine del mese…poi si vedrà!

Oggi è iniziato il 22º anno della democrazia in Bolivia.

Vi abbraccio

Anna Maria