Espaço Progredir

Giovedí 18 luglio visita al progetto : ESPAÇO PROGREDIR
Assieme ad Egidio, con Monica e padre Fabio della cooperativa Olivotti di Mira siamo andati nel Municipio di Nova Iguaçu nella cittá di Miguel Couto a visitare il progetto “Espaço Progredir”, nuova realtá che sta nascendo vicino alla Casa do Menores di padre Renato Chiera.
L´incontro é con Milli De Giacomi, che per circa 10 anni ha collaborato alla Casa do Menor come responsabile dei volontari. La Casa do Menor da anni tenta di rispondere alla situazione di degrado giovanile di questa periferia di Rio in particolar modo con i centri professionali e anche con comunitá terapeutiche per giovani tossicodipendenti. Per questi ultimi ha creato delle Fazendas (comunitá agricole) dove questi giovani possano vivere un tempo lungo per disintossicarsi. Questo nuovo progetto, invece, vuol essere una risposta che permane nel territorio. Milli ci ricordava che il municipio di Nova Iguaçu é composta da 750 mila persone di cui 241 mila (32%) sono minori di 15 anni. Qui il tasso di analfabetismo é di circa il 20%. La mortalitá infantile é di circa il 29% perché la maggioranza sono figli di mamme con una etá inferiore ai 19 anni. Le analisi sociali mostrano che l´indice di violenza sta crescendo per la mancanza di opportunitá e per la povertá della maggioranza delle famiglie. Circa l´83% degli adolescenti che hanno fatto atti criminosi appartiene a famiglie in situazione di estrema povertá e senza assistenza, che non potendo esercitare il loro essere cittadini non hanno la possibilitá di educare i figli. I giovani vengono sempre piú coinvolti nel giro della droga, dalla dipendenza si passa allo spaccio, al furto, all´assalto a mano armata. Anche i giovani che sono stati in carcere o in istituti statali di recupero a causa della mancanza di progetti educativi seri ritornano nel giro. Gli educatori sono stanchi e indignati per il continuo stillicidio di morti giovanili (in media 2-3 la settimana) nel municipio di Nova Iguaçu. Dall´esperienza di questi anni, diceva Milli, é ormai chiaro che il trattamento dei dipendenti chimici richiede un sistema di azioni di prevenzione che porti il giovane ad occupare il tempo libero, all´allontanamento da situazioni di rischio, creando alternative di vita. Il carcere é solamente un atto punitivo che non muta le cose. Anche in Brasile si é verificato che il lavoro di rete di piccoli progetti, con un numero ridotto di adolescenti e il coinvolgimento delle famiglie, ha portato a dei buoni risultati per quanto riguarda il reinserimento di giovani coinvolti nel narcostraffico. La realtá allarmante, diceva Milli, é che qui metá dei giovani fa uso di droga anche se non sempre ne é dipendente. Ecco allora la nascita di questo spazio per fare accoglienza e seguire gli adolescenti. La struttura é stata donata dalla Casa do Menor. É stata concepita come una casa abbastanza grande con vari spazi, uno per ciascuna delle dimensioni del giovane: biologica, psichica, sociale, spirituale. Ad accogliere questi adolescenti che verranno al centro ci saranno 2 psicologi, 1 medico, 1 educatore, 1 assistente sociale, 1 psicomotricista e i responsabili. Otto persone che aiuteranno questi ragazzi. Milli ha sottolineato che il loro lavoro non sará incentrato sul problema della droga, ma sulla voglia di vivere, questo a partire dal gioco e dal corpo. Il lavoro sará incentrato sulla persona nella sua totalitá, perché questi giovani devono crescere nell´autostima. Questi adolescenti vivono con la coscienza che hanno poche possibilitá di vita, ed é una mentalitá assorbita dal contesto. Milli ci ha detto che per gli adoloscenti l´unico spazio di divertimento sono delle sale da ballo di Funky. Un tipo di musica che qui ha un grande successo e ha assunto dei connotati di violenza. I testi delle canzoni come mi dicevano altri giovani sono una incitazione alla violenza e alla sessualitá in modo crudo.
Creare uno spazio alternativo é una grande opportunitá per i giovani. Milli ha parlato di sogno e di svegliare il sogno dei giovani. La maconha (la nostra marijuana) uccide il sogno nei giovani e porta all´apatia. Non si puó proibire una cosa senza offrirne un´altra.. L´adolescente che verrá al centro troverá uno spazio per giocare e divertirsi, per fermarsi durante il giorno, per lavarsi e avere cura del corpo. Questo dará la possibilitá agli educatori di conoscerli e poi di accompagnarli in un cammino di crescita. In questa casa c´é anche la cappellina per pregare. I responsabili hanno una forte motivazione di fede e si trovano sempre a pregare. Insistono nel dire che Dio é un Padre che perdona. Tra i responsabili ci sono 2 educatori di fede Battista, ma questo non costituisce ostacolo, anzi qui in Brasile il lavorare tra persone di fedi diverse é molto comune. I responsabili hanno progettato di lavorare su tre aspetti: il primo é l´allontanamento dalla droga, il secondo la relazione con le famiglie, il terzo il reinserimento familiare e sociale. Si capisce che sono tre aspetti che vanno insieme. Questo Centro dovrebbe iniziare a funzionare nel prossimo mese e il tutto é stato realizzato con il contributo di privati perché lo stato non ha dato niente. Il costo di questa struttura e della sua gestione é di 51 mila euro (154 mila reais). Milli era molto preoccupata di recuperare tutti questi soldi perché il problema é pagare gli operatori in modo che restino e non debbano andarsene per cercare un altro lavoro piú redditizio. Il progetto ha come meta quella di seguire 30 adolescenti e le loro famiglie per i primi due anni e dopo una verifica seguirne 60. Questa é una bella sfida.

Quando abbiamo lasciato il centro io e Monica ci siamo scambiati le impressioni e abbiamo condiviso che in Milli e negli altri c´era una forte idealizzazione e specialmente una motivazione religiosa per noi esagerata (in Italia non sarebbe possibile mettere Dio dappertutto). La seconda osservazione di Monica (visto che lavora in una comunitá di recupero per tossici) é stata quella che secondo lei si é poco riflettuto sulla dipendenza dalla droga, perché ci sono meccanismi psicologici che vanno affrontati direttamente e non solo parlando di risvegliare i sogni dei giovani.
Dopo questo incontro, siamo andati in macchina a vedere una comunitá terapeutica (fazendas) in mezzo alle colline a 20 km dalla cittá di Miguel Couto. Non abbiamo visto molto perché il responsabile non era stato avvisato ed era impegnato. Nella Fazenda in mezzo al cortile stavano squoiando un boi (toro), una scena d´altri tempi. Abbiamo visto una casa che stanno costruendo e abbiamo capito che le fazendas sono divise per etá, dalle comunitá dei piú piccoli alle comunitá dei giovani e tutti hanno degli adulti che si occupano della loro gestione. La terapia é vita di comunitá e lavoro dei campi o nelle serre.
Non avendo potuto capire molto ho deciso che andró a vedere in un posto piú lontano le comunitá che sono giá strutturate anche perché questo modello creato da Padre Renato Chiera si sta esportando in altri stati del Brasile.
In mezzo al verde ho respirato un aria diversa, a Rio mi accorgo dello smog asfissiante e dalla concentrazione soffocante di persone.
Per tornare a Rio abbiamo preso l´autobus impiegandoci 1 ora e poi altri 30 minuti di autobus per arrivare a Grajaú dove abito. Rio é molto grande come potete capire e per andare in centro ci vuole minimo mezz’ora. Gli spostamenti occupano sempre molto tempo e specialmente in autobus sono una avventura. Avete presente un pilota di formula uno che guida un autobus? Questo, penso, é quello che si sentono questi autisti. Partenze brucianti ai semafori, curve a tutta velocitá, gare fra autobus, cambi di marcia con strappi violenti. Ogni volta che scendi dall´autobus ti guardi se sei intero. Non vi dico alla sera tardi tipo le 23. 00 quando ci sono meno auto. Con le strade semivuote gli autisti sembrano impazziti con la fretta di tornare a casa, i semafori rossi come se fossero lampeggianti, curve quasi su due ruote, e devi fare in fretta a scendere altrimenti ci lasci una gamba. Dopotutto sono gentili e mi dicono sempre dove devo scendere se non conosco il posto e poi basta fare un complimento e mi fanno scendere tra una fermata e l´altra o mi danno un passaggio per arrivare alla stazione anche se sono fuori servizio. Cose incredibili, per noi inconcepibili. come anche fare la fila per salire sull´autobus, Gli autobus hanno ancora il bigliettaio che ti fa passare per una porta rotante. Non c´é biglietto, paghi quando sei salito, non ti da ricevuta. Il prezzo normale é 1, 40 reais ( 1 euro = 3,15 reais). La verifica delle presenze é fatta dal conteggio dei giri della ruota. Io una volta sono passato, la ruota é girata, ma poi per una curva veloce dell´autista colto alla sprovvista mentre stavo pagando mi sono afferrato alla ruota ed é scattata nuovamente. La bigliettaia mi ha fatto pagare due biglietti. Io ho protestato , ma non c´é stato verso. Queste sono cose che capitano a chi non conosce. Questa ruota é un vero tormentone per le persone grasse perché é stretta, ma anche per chi ha una borsa che la deve alzare. I bambini e i vecchi non pagano e per questo salgono per la porta davanti e anchi gli abbonati che sono veramente pochi. Ogni tanto vedi i bambini che possano sotto la ruota o i genitori li alzano per farli passare sopra. Per non parlare dei venditori ambulanti che salgono sull´autobus a vendere caramelle e cioccolatini o quelli che domandano la caritá.
Tutte queste sono un lato folcloristico di Rio, che alla fine é divertente.
Venire per credere.
Ciao a tutti, alla prossima. Mauro