Festa Patria

Cochabamba, 4 settembre 2003

Cari amici, da un po’ avevo in mente di raccontarvi della nostra Festa Patria. Ma la festa Patria della Bolivia cade il 6 di agosto e, dalla metà del luglio precedente, l’Italia, rappresentata per me da un centinaio di corrispondenti via etere, era piombata in un lungo letargo, non si faceva più vivo nessuno. Mi scriveva un amico, che stava trascorrendo le sue vacanze in Canada: “…sono tutti spariti… in montagna, al mare, nelle cantine…e parecchi, purtroppo, al cimitero… “ E così mi ero disanimata; figurati, mi dicevo, a chi interessa quel che racconti tu, con il caldo che fa da quelle parti. Improvvisamente, il 1º di settembre, sono cominciati ad arrivare, quasi a valanga, i messaggi. L’Italia s’è desta!!! E così anche a me è ritornata la voglia di raccontarvi ancora qualcosa di noi.
Dunque: la Festa Patria. Per la Bolivia, oltre che essere giorno festivo, è il giorno in cui tutti, ma proprio tutti, debbono (è un obbligo) partecipare alla sfilata che ogni Comunitá Municipale organizza per l’occasione: Scuole, Militari, Corporazioni, Gruppi, tutti con la loro brava divisa e le loro bandiere, possibilmente a paso de ganso (passo dell’oca), marciano attraverso le vie dei paesi fino ad arrivare alla piazza principale dove sono ad attenderli le Autorità Civili, Militari, Religiose (le maiuscole sono d’obbligo). Qualche raggruppamento ha anche la propria banda “de guerra”, che segna il passo dei marciatori. Per l’occasione le Scuole fanno portare le loro bandiere agli alunni che fino a quel momento si sono distinti per diligenza e profitto: è un grande onore per i premiati, che vengono appunto chiamati “abanderados”.
La giornata inizia con la messa “de acción de gracias”, cui partecipano le Autorità del luogo e il popolo. Bandiere, gagliardetti, labari vengono esposti attorno all’altare. Fuori dalla porta spalancata della Chiesa è in attesa la Banda Municipale, che, al momento della Consacrazione, inizierà a suonare l’Inno Nazionale (Bolivianos el hado propicio….), le cui musiche sono state composte da tal L.Benedetto Vincenti, italiano. Il Celebrante dovrà attendere, prima di dire il suo “Mistero della Fede” (Este es el Sacramento de nuestra fé), che l’Inno Nazionale arrivi al termine (…¡morir antes que esclavos vivir! ).
Come potete immaginare, anche la nostra Casa Estudiantil deve organizzare la sua brava marcia, e le ragazze devono indossare una divisa che le caratterizzi. Finora la nostra divisa consisteva in una gonna blu con camicetta bianca. Ma a Colomi è praticamente sempre inverno, le nostre ragazze non sono abituate a portare le calze (io ogni tanto brontolo a qualcuna, che vedo con le gambe viola, “perchè non ti metti un paio di calze?”, ma è una specie di gioco delle parti: io so che loro non mi ascolteranno e loro sanno che dico tanto per dire), gonna e camicetta erano proprio inadatte al clima. Così ora abbiamo una nuova divisa: pantalone verde scuro, maglia di lana beige chiaro con profili in tinta con i pantaloni e, naturalmente, lo stemma della Casa. Sono belle e calde, così, le nostre ragazze. E. quest’anno abbiamo avuto ben SEI “abanderadas” dal Colegio “Samuel Fina”, l’Istituto che frequentano le nostre chicas una volta superato l’anno di formazione intensiva. Neysa è risultata la migliore in assoluto di tutto l’Istituto (1.400 alunni, più o meno). E poi Eufenia e Rosmery, le migliori delle loro sezioni di 2ª Superiore. E Norma, Francisca e Aida, le migliori delle loro sezioni di 1ª Superiore. Cosa volete che vi dica, è proprio una gran bella soddisfazione!
Un abbraccio
Anna Maria