In São Paulo

25/11/03
Olà sono a São Paulo, sono arrivato ieri mattina come previsto e ieri sera avevo scritto una email in poco tempo con il computer di Carlo, italiano che lavora a San Bernardo do Campo, ma poi la lettera é scomparsa e non ho potuto riscrivere. Adesso sono ad un internet point vicino alla stazione Metro Santa Rosa in centro a São Paulo, vicino al parco di Ibirapuera dove si svolge in questi giorni il Reciclashow.
Ma partiamo da capo. Ieri sono arrivato presto, mezzo incriccato a causa della scomodità dell’autobus, ma per fortuna sono riuscito a dormire tutto il viaggio (9 ore) visto che ero molto stanco; ho atteso fino alle 7 e poi ho telefonato a Siro della comunità di Villaregia che si trova fuori città nel municipio di Embú Guaçú. Lui mi ha dato le coordinate per arrivare e dopo vari onibus sono arrivato verso mezzogiorno, visto che si trova molto fuori città. Ho incontrato Padre Siro, che é originario di Martellago (Venezia), in ottima forma. La comunitò ha uno spazio molto grande, parecchi ettari, per fare la formazione missionaria. Avevo l’impressione di esere in una delle nostre oasi di religiosi in Italia, la povertà che abita a mezzo chilometro, sembra un ricordo, qui regna la pace e la tranquillità.
Non lontano ci sono le varie comunità che i padri e le sorelle seguono. Sono circa 60 mila abitanti che abitano in favelas. Mi sono fatto una doccia, perché dal giorno prima non mi lavavo, ho pranzato con loro, chiaccherato sulla realtà sociale difficile di dei loro quartieri. Dopo, verso le 15, ho fatto una visita al centro e poi in macchina con Siro per alcuni quartieri a vedere le chiese e quello che sta nascendo. La comunità lavora sulla fede della gente e poi cerca di sviluppare alcuni progetti sociali. La comunità svolge anche attività missionaria in tutta la diocesi di São Paulo con corsi di formazioni nei fine settimana per giovani o sposati, ecc…, nello stile vilaregia. Devo dire che adesso io vivo in un altro mondo, questa metodologia non mi dice niente, la fede mi parla d’altro, il Vangelo di altre metodologie, la parola fatta carne di altri volti. Ho ripensato al valore della lotta politica, cioé la sfida fatta dalla vita a lottare per i diritto di esistere e il diritto ad essere rispettato, di amare e di costruire un mondo di inclusione. Essere Padre, essere Chiesa, é sempre la stessa pasta di potere, di arrivato che apre la porta della generosità per gli altri. Di chi sta nel giusto che convince gli altri che quello é giusto. Quanta presunzione e superficialitàa in questa visione, ma tanto la gente sa che la vita é altrove, che le cose non sono come le insegnano, che l’ipocrisia e la demagogia sta sempre dalla parte del potere che legittima se stesso.

Verso le 16 e 30 ho preso l’autobus per il centro e verso le 18 sono arrivato in centro a Piazza da Sé e disperatamente ho cercato un punto di internet, sotto la leggera pioggia che cadeva, ma niente da fare e allora ho ripreso la metropolitana: da quanta gente c’era sono riuscito a prendere il metrò solo al quarto tentativo.
Arrivato a San Bernardo verso le 21 e 30 ho incontrato Carlo mentre Anna stava facendo prove di danza per una messa Afro che faranno giovedí sera.
Dopo aver mangiato qualcosa e parlato con Carlo, ho sistemato le mie cose e a mezzanotte ho guardato la TV sul canale ‘TV cultura’ dove Chico Withaker faceva una relazione sopra il forum sociale mondiale. Una mezz’ora interessante dove lui ha descritto tutto il percorso del forum sociale mondiale dalla nascita ad oggi, comprese le sfide per il futuro. Molto interessante. La cosa mi era stata segnalata dalla sorella di Chico, che incontreró mercoledí per andare a conoscere una cooperativa di catadores.
Sono andato a dormire verso l’una e mezza dopo essermi lavato mutande e magliette.
Oggi mi sono alzato alle otto e verso le nove ero in viaggio. Alle 11 e 30 sono arrivato al parco di Ibirapuera dove si svolge il recicleshow.
Per me sembra una ‘brincadera’, cioé uno scherzo chiamare una fiera come show. La fiera al piano superiore dell’edificio della biennale era una esposizione misera di circa una ventina di espositori e accanto c’era l’area per gli incontri e per partecipare volevano 250 reais. Ero furioso per il fatto che gli incontri e i dibattiti sul tema del riciclaggio fossero praticamente per i ricchi. 250 reais é una paga mensile comune qui in Brasile. Una vergogna e l’ho detto a tutti gli espositori che condividevano. L’esclusione nasce qui, la logica della fiera, l’obiettivo del riciclaggio é solo per gli industriali, solo per fare soldi. L’ecologia, l’interesse per il popolo é solo un “mentira” , cioé un falsità pubblica.
Le cose interessanti erano poche e sono abbastanza deluso della fiera anche se mi ha fatto capire alcune cose e ho avuto alcuni indirizzi utili.
Per il resto bene, vi saluto visto che é un’ora che scrivo. Ciao da Mauro

27/11/03
Ciao
Mi trovo all’ennesimo shopping center, ma qui é piú caro di altri (6 reais all’ora), per poter scrivere.
Ieri sono stato a conoscere una cooperativa di Catadores che si chiama CoopAmare, e che fa educazione presso il quartiere Sumaré in São Paulo e promuove presso gli abitanti la raccolta differenziata volontaria, visto che il comune ancora non promuove niente. É una cooperativa con alcune differenze dalle altre per quanto riguarda l’organizzazione e raccoglie materiale sia dei 40 catadores, soci della cooperativa, ma anche degli altri 200 catadores della regione che portano il materiale. La cooperativa é aiutata e assistita da operatori dell’OAF, ong brasiliana che aiuta con assisteza sociale assieme alla prefettura. Mi ha accolto la responsabile OAF che si chiama Nonata che mi ha spiegato il funzionamentoe il presidente della cooperativa che é un catadores.
La montagna di materiale era grande ma tutti lavoravano in un clima sereno e in un ambiente meno sporco di altre cooperative.

Questa mattina (solite due ore di viaggio per spostarmi a nord della città) sono stato ad incontrare Padre Valeriano Paitone nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima vicino alla zona Santana, che si trova all’inizio della zona norte di São Paulo. Parroco da 10 anni fin dall’inizio ha coinvolto la comunità nella accoglienza di bambini malati di AIDS. Io ho visitato le due case che hanno ciascuna 13 persone. La prima che si chima casa SILOE ha i ragazzi piú grandi di di 13-16 anni e c’erano 3 persone presenti che accudivano i giovani. Mi ha mostrato nell’infermeria la cartella di André e la lista di medicinali che prende (il famoso miscuglio di medicinali, per reprimere il virus), erano 10 tipi di medicine. Un ragazzo mi diceva che ha grandi possibilita di morire.
Nella seconda casa che si chiama Bethania, accoglie i piú piccoli e li ho incontrato anche un bambino di 4 mesi che la mamma ha partorito all’ospedale e poi é sparita e il giudice per i minori l’ha affidata all’istituzione.
Case semplici, pulite, clima di festa per la presenza di tutti questi bambini.
La cosa interessante é che questa iniziativa è della parrocchia, Valeriano l’ha sviluppata secondo le capacità stesse che ha la parrocchia di sostenere le attività e di poter funzionare anche senza la sua presenza. Questo é quello che si chiama sviluppo sostentabile. Mi ha detto che le spese sono sostenute dalla parrocchia, che ci sono 8 persone che lavorano pagate e 120 volontari per tutto il resto delle necessità.
Altra attività interessante di Valeriano é il suo lavoro con le associazioni di malati di Aids, la lotta per una educazione all’uso di un sistema di prevenzione come il preservativo, alla vicinanza ai movimenti per un rispetto dei diritti degli omosessuali, e specialmente una presenza dentro la chiesa sui temi della sessualità con una vicinanza alla realtà della gente e per questo é abbastanza lontano dalle posizioni ufficiali. Lui partecipa spesso a convegni e incontri e porta una visione della chiesa differente da quella ufficiale, facendo un sacco di bene.

Questa sera vado ad una messa Afro che dovrebbe durare alcune ore perché é interamente cantata e ballata, a cui la Anna Sermasi partecipa assieme al suo ragazzo che é il maestro del teatro. Domani mattina andró a fare un salto alla scuola materna dove Anna lavora di mattino, e sabato, se tutto va bene, vado a conoscere gli indios assieme a Paolo D’Aprile. Sabato o domenica prendo l’autobus e ritorno a Rio.
Qui fa sole di giorno e pioggia di sera e la notte é fresco e dormo con una coperta. Per il resto tutto bene. Ciao Mauro F.