La guerra del gas

24 settembre 2003

Cari amici,
ed ora siamo alla guerra del gas.
Dopo più di una settimana di blocchi delle strade attorno alla Paz, con “ostaggi” di viaggiatori che si sono trovati nell’impossibilità di rientrare in città, la polizia ha deciso di intervenire per “liberare” un migliaio di persone, fra cui 20 turisti provenienti dagli Stati Uniti, Inghilterra e Nuova Zelanda, che erano bloccati a Sorata, località a 148 Km. da La Paz.
Risultato: 6 morti (5 campesinos e un poliziotto) e 23 feriti.
Venerdì scorso, 19 settembre, una grande manifestazione nazionale ha praticamente paralizzato La Paz, Cochabamba, Oruro e Potosì: si manifestava contro la vendita del gas.
“El gas es nuestro, no lo vamos a vender, ¡carajo!”, recitava uno dei tanti cartelli innalzati per l’occasione.
Ma, soprattutto, il gas, se deve essere venduto, non deve passare, per arrivare all’oceano, attraverso il Cile.
Nel 1879 il Cile, vincendo una guerra contro la Bolivia, ha tolto l’unico accesso al mare del paese: e questa è una ferita non ancora rimarginata, che si riapre periodicamente soprattutto a causa delle strumentalizzazioni degli “agitatori sociali”.
Oggi “Los Tiempos”, quotidiano di Cochabamba, porta una serie di informazioni, tutte molto preoccupanti:
dalle 6 di ieri mattina sono state sospese tutte le partenze dei bus da Cochabamba a La Paz, Potosì e Sucre, perchè le strade sono bloccate;
é stata chiusa l’Università di Warisata, a causa dei disordini continui nella località da parte di campesinos e studenti;
la sede del Governo di La Paz è praticamente isolata;
i mercati, sempre a la Paz, hanno chiuso per mancanza di rifornimenti: il cibo comincia a scarseggiare;
per domani, tanto per cambiare, è prevista una grande manifestazione dei pensionati che invaderanno le strade delle città;
400 persone, che erano andate a Luquisani per la Festa dell’Esaltazione della Croce, sono impossibilitate a ritornare nelle loro case: non hanno più nemmeno un centavo, e non sanno di che mangiare;
i cocaleros del Chapare stanno organizzando blocchi della strada Cochabamba – S.Cruz;
alla frontiera Bolivia – Cile si stanno verificando scontri, con lanci di pietre, blocchi di camion e pulmann internazionali, che vengono costretti a ritornare sul loro cammino;
Germania e Cile (per ora), attraverso le loro Ambasciate, stanno invitando i loro connazionali a sopendere tutte le visite al paese, per ovvie ragioni di sicurezza.

Avrei voluto raccontarvi del 21 settembre, della festa della primavera, dello studente, dell’amore, dell’amicizia, ma come si fa?

Un abbraccio a tutti.

Anna Maria