La settimana dal 3 al 10 Agosto

In questa settimana non ho visitato progetti perché mi sono fermato alla casa dom Elder Camara per aiutare nella preparazione della festa Julina programmata per Sabato 9 agosto. La festa é il momento di incontro di tutte le persone dei progetti coordinati dall´associazione AMAR, ed erano previste 400 persone tra ragazzi, genitori, amici e abitanti di Grajaú(quartiere di Rio,ndw). Ho sistemato la casa, fatto pulizie, livellato il terreno, aiutato in cucina, tutti lavori coordinati da suor Fatima.
Martedí 5 agosto avevo l´appuntamento preso due settimane prima con Luiz Alberto Gomez de Souza, direttore del CERIS (centro di statistica religiosa e investigazione sociale, www.ceris.org.br). L´incontro era per le 11 alla sede del Ceris nel quartiere di Santa Teresa. Questo quartiere si trova sulla collina che domina Rio, vicino al Corcovado. Quando sono giunto con l´autobus 107 direzione Silvestre alla via Julio Ottoni 571 mi sono trovato davanti una casa a un piano e non capivo dove poteva essere l´appartamento 35. Entrando il portinaio mi ha spiegato che lí la maggior parte dei palazzi si sviluppa verso il basso essendo il fianco della collina. Ho incontrato quest’uomo, alto come me, che ha l´etá di mio padre (classe 1935), simpatico e accogliente. Un uomo con un passato molto interessante: dalla dirigenza degli studenti cattolici, al ministero dell´educazione, a funzionario dell´ONU, a professore dell´Universitá di Rio e ora a presidente del CERIS. Un uomo che ha una grande conoscenza della realtá brasiliana e mondiale. Dopo essermi presentato, abbiamo conversato sulla realtá della chiesa brasiliana e mi ha illustrato l´ultimo libro publicato dall´istituto che si intitola: ““Le sfide del cattolicesimo nella cittá, una ricerca nelle aree metropolitane brasiliane”. Con grande enfasi mi ha mostrato la foto di copertina: una chiesa in cima al monte e sotto una immensa favela. E´ questa l´idea che emerge dal libro, una chiesa distante dalla realtá della gente, dalla sua vita quotidiana. Nonostante ció lui ripetutamente si é detto ottimista perché ci sono molti movimenti sociali, iniziative, attivitá ed organizzazioni che stanno a indicare che il popolo cammina, riflette e pone segni di speranza in mezzo al mare di problemi e miseria. Mi ha dato anche il suo libro di recente pubblicazione: “L´Utopia, crescendo in mezzo a noi”. Ottimista anche per la situazione politica con la presidenza di Lula, che in questo momento sta attraversando una forte crisi per la riforma della previdenza e del sistema tributario. A mezzogiorno ho pranzato con lui e alcuni collaboratori e verso le 13 l´ho salutato e ci siamo dati appuntamento ad un prossimo incontro per un altro scambio.
La settimana poi é continuata con il lavoro, ma non priva di comprensione riguardo la dura vita in Brasile.
Un primo aspetto che ho notato sono i venditori dei Piani di Salute. Quando entri in un centro commerciale, ma puó essere anche al mercato, alla stazione, trovi sempre un banchetto che pubblicizza il piano di salute. La gente va per consultare e farsi l´assicurazione medico sanitaria. Esiste l´assistenza sanitaria pubblica e anche gli ospedali, ma sono sproporzionati alla quantitá di persone. le quali devono attendere anche un anno per una visita o per un intervento. Proliferano allora gli istituti privati che sono convenienti per lo Stato perché non deve investire soldi, ma che penalizza i poveri. Qui la sensazione é che il pubblico é sempre svalorizzato o mal funzionante, sia gli ospedali, sia la scuola, sia gli uffici, solo il privato funziona. Allora chi puó opta per farsi una assicurazione che varia con l´etá, professione, ecc. Esempio, se sei giovane paghi 30 euro al mese o anche meno, se sei anziano arrivi ai 200 euro, e cosí se fai un piano che comprende tutta la famiglia. Si capisce bene che la maggioranza delle persone non puó fare questa assicurazione e si deve affidare al pubblico e alla buona sorte.
Nella casa dom Elder ci sono 6 muratori che stanno ultimando i lavori della terrazza dove si sistemerá la lavanderia e con loro in questo tempo ho cominciato a parlare. Ho chiesto loro quanto guadagnano e mi hanno risposto 200 reais a settimana ( circa 250 euro al mese). Loro mi hanno subito domandato quanto guadagna un muratore in Italia e a sentire le cifre mi hanno chiesto di portarli in Italia e io scherzando ho risposto che bisogna lavorare molto. Devo ammettere peró che anche loro lavorano molto. Pensate che hanno portato un camion di sabbia fino al terzo piano della casa, messo tutto in sacchi, pensate che fanno la malta a mano e con la zappa. Qui non ho mai visto il badile con il manico lungo come il nostro, ma tutti con manico corto, con una impugnatura per la mano alla fine. Gli operai, anche quelli che stanno facendo lavori per le strade, lavorano tutti curvi.
La Festa di sabato ha visto la presenza di circa 250 persone. Pioveva. Per fortuna suor Adma il giorno prima ha insistito per comprare un telone (15m x 8m) che ci ha protetto abbastanza. I Brasiliani non hanno paura della pioggia, anche se a me dava un pó fastidio perché temevo di ammalarmi, loro no, stavano sotto la pioggia, i ragazzi giocavano, per loro era una festa e alla fine erano fradici e infangati, ma senza problemi.
Alla festa si poteva trovare: spiedini, salatini, dolci, tutti fatti durante la settimana dal cuoco João e i suoi collaboratori tra i quali io che mi sono pelato e macinato circa 30 kg di mandioca (la radice famosa) che si chiama anche “Aipin”.
La festa ha visto anche la presenza di un gruppo di volontari, circa 25, della ditta CAVO. Questa impresa é tra le piú grandi in Brasile per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e in particolare dei rifiuti speciali. Possiedono a San Paulo un grande centro di trattamento di questi rifiuti, simile a un grande forno a microonde che sterilizza i rifiuti che poi possono andare in una discarica. Questa ditta si é avvicinata all´associazione Amar finanziando un progetto e anche aiutando con la presenza di questi volontari che sono dipendenti sensibili ai progetti sociali. Come é classico hanno distribuito un sacchettino con dentro dentifricio, sapone e altro, tutto con la marca della ditta.
La festa é durata dalle 14 alle 19 anche se gli ultimi ragazzi se ne sono andati alle 21. Era tutto sporco di fango e di immondizie, ma eravamo stanchi e non abbiamo fatto pulizie. Abbiamo lasciato tutto per lunedí.

La bella della settimana
Qui i furgoni, le macchine, i camion, hanno tutte scritte religiose come “Dio ti ama”, “Il signore é il mio pastore” e molte altre. Accanto puoi trovare altre molto diverse come: “Sorii, tua mulher gosta de mi” (sorridi, a tua moglie io piaccio.)
L´intercalare tipico dei Brasiliani che usano quando si domanda come va è: “Bene, grazie a Dio”.

La seconda della settimana
Ho scoperto che il ministro dello sviluppo brasiliano ha il mio stesso cognome Furlan ed é il propietario di una grande catena di prodotti alimentari. La presenza degli italiani qui é forte e ci sono molte persone conosciute come ministri, attori, cantanti che hanno cognome italiano. La maggioranza dell´immigrazione italiana é concentrata nel sud, negli stati di Santa Catarina e Rio Grande do Sul ma li puoi trovare dappertutto.
Sono curioso di poter incontrare persone che hanno il mio cognome. Vedremo.

Ciao da Mauro