Lettera aperta

Cochabamba, 02 giugno 2003

Cari amici,

ieri ho trascorso il dì di festa a Colomi con le nostre chicas, le Educatrici e il Direttore.

Data l’occasione della “bienvenida” alla sottoscritta, c’erano a pranzo anche alcuni invitati..

E’ stato bellissimo rivedere le “vecchie” e conoscere gli ultimi arrivi: 13 ragazze e un cagnetto.

Le “nuove” erano un po’ intimidite dalla mia presenza; il cagnetto, un bastardino nero che hanno chiamato “Tobias”, mi si è precipitato contro abbaiando furioso. Ma non appena ha visto Perkins (il boxer) tampinarmi con il suo muso a mo’ di saluto, ha improvvisato una tale sarabanda di salti, guaiti e leccamenti che un altro po’ mi metto ad abbiare anch’io.

Al di là del numero effettivo (63), le ragazze si vedono “tante”: hanno ormai riempito tutti gli spazi disponibili ed a me è ripreso l’assillo del “dove le metteremo il prossimo anno”.

Naturalmente mi hanno fatto la festa: mi hanno incappellata di petali di fiori, inghirlandata, e messo in mano una bellissima composizione di rose e margherite.

Ma la sorpresa vera è stata che hanno posto una identica ghirlanda ed una identica composizione floreale anche alla loro “Virgincita”, la Madonna di Monte Berico.

Sono, come sempre, belle e gioiose, le nostre chicas: arrivano dai noi con le tre “sp”, spaventate, sporche e sparute, ed è una grande consolazione vederle trasformarsi a poco a poco sotto i nostri occhi.

La situazione socio-politica qui in Bolivia, dopo gli scontri fra polizia e militari del 12 e 13 febbraio scorso, che hanno causato 30 morti e 212 feriti, alcuni tutt’ora molto gravi, è al momento “sospesa”.

O, per meglio dire, paralizzata.

La Coalizione Governativa, esclusivamente presa dai propri litigi interni per futili interessi “di bottega”, ha smesso di occuparsi della cosa pubblica e del bene comune.

L’opposizione chiama il popolo campesino alla guerriglia armata di tipo “zapatista”, allo scopo di rifondare il paese secondo un modello di “giustizia sociale”.

La Chiesa Cattolica, che in Bolivia gode di un riconosciuto ruolo di mediatrice fra le parti in caso di conflitti, richiama tutti alle loro responsabilità, inascoltata.

La povertá, il disordine, il degrado, la corruzione, la violenza aumentano di giorno in giorno.

E il paese sta andando sempre piu` velocemente alla deriva.

Speriamo bene.

E, come sempre, un abbraccio.
Anna Maria