Riflessioni

15/11/2003

Carissimi sono tornato a Rio l’altro giorno e già mi hanno messo al lavoro a preparare e tradurre delle cose per l’associazione.
Oggi ho sistemato un po’ di cose, ho piantato finalmente una piccola siepe all’ingresso della nuova casa.
Oggi il tempo é cambiato e dopo alcuni giorni di caldo é arrivata la pioggia. Si sta bene, adesso fa fresco.
Sono rimasto a Belo Horizzonte due giorni in piú e ho incontrato due cooperative di catadores… cose interessanti (ma anche indescrivibili…) e sono anche andato ad incontrare alcuni che lavorano per il sindacato che ha una agenzia di sviluppo specie in ambito rurale.
Lo stato del Minas Gerais che ha per capitale Belo Horizonte, é diverso dallo stato di Rio. È uno stato molto grande (penso 2 o 3 volte l’Italia) e, a parte la capitale e altre poche città, ha una situazione di grande miseria anche se ci sono molte attività sociali e i problemi sociali, pur nella loro drammaticità, sono meno complicati di Rio o San Paulo..
Al fórum sociale ho conosciuto delle cooperative del Parana e mi hanno invitato ad andare a vedere il loro sistema di organizzare il lavoro dei catadores, così penso di partire mercoledí o giovedí per Maringa. Ho anche scoperto che la settimana seguente a San Paulo faranno la Fiera del ricicleggio titolata: “Reciclashow”.
Cosí mi fermeró a San Paolo per alcuni giorni per incontrare delle persone che non sono riuscito a vedere nella mia prima visita.
Spéro in questi giorni di avere un pó di tempo per scrivere con calma.
Lunedí é previsto l’arrivo della famiglia Pellizzari, che mi porterà il gelo dell’Italia… in tutti i sensi visto che ho saputo della tragédia dei soldati uccisi in Iraq.
Qui nonostante la pace, le morti non mancano. Ogni giorno ammazzano qualcuno… contadini, assessori, responsabili di carceri, una coppietta di ragazzini violentati e uccisi, poliziotti, incidenti stradali e poi quei ragazzo o giovane di strada che muore ogni 5 minuti in Brasile (questa é la statistica che si dava a Belo Horizzonte da parte del Movimento Nazionale Meninos e Meninas de Rua)… che dire… tra guerre dichiarate e guerre di fatto, tra ingiustizie conclamate e povertà nascoste, tra utopie stroncate e speranze silenziose soffocate… che scegliere se non la lotta…. qui o là. Interrogarsi sui legami di sangue che uniscono gli uomini, sulle scelte che portano a dividere l’umanità, all’odio che viene coltivato dalle nostre televisioni… che dire se non ripetere la frase di Gesú, amare i nemici.
Lavorare per la pace, condividere la vita con colui che consideri tuo nemico…
Guardando sul sito di Macondo ho letto la relazione di Siende Arigbede che ha per titolo “Il tempo della giustizia”… ne sono rimasto affascinato…. vi invito a leggerlo e ad accoglierlo come ad aprire gli occhi per vedere il mondo, per spiegare le cose con gli occhi degli altri… Il Brasile mi fa vedere questo e anche di piú… Non so se avete letto il racconto di Paolo D’Aprile sugli indios…. ne hanno ammazzati anche in questi giorni… uno sterminio continuo… e questa guerra dove siamo noi i carnefici…
Non ci sono santi a questo mondo.
Siamo tutti allo stesso tempo complici… costruttori del male… i morti che spesso piangiamo sono le persone che sono state inviate da quelli che oggi ne fanno l’epopea.
Se non si fa un serio esame di coscienza.. nulla cambia… se non ci sono atteggiamenti di riconciliazione, di ascolto dell’altro, la morte si nutre delle nostre sicurezze.
Qui in Brasile non ho molto tempo per guardare la TV, ma vedo che anche qui impera la stessa lógica, é venduto lo stesso prodotto di morte, impera la medesima ipocrisia.
Ci sono le voci dei profeti, leader di movimenti sociali, índios, donne; c’é n’é a sufficenza per chi ha orecchie aperte, non servono i miracoli, serve solo credere all’amore.
Dentro al cuore ho una grande tristezza per quello che é successo, anche rabbia, ma la cosa piú importante é l’appello alla conversione verso gli altri, e la critica al potere dominante e a tutte le sue giustificazioni.
Continuo il mio cammino per il Brasile e incontrare i segni di vita di cui la nostra esitenza é piena, le belle persone che tu incontri in tutti i posti, oltre le etichette, le religioni, le culture…
Un abbraccio…