Sabato 16 Agosto: inaugurazione della casa dom Elder Camara

Dopo alcuni giorni di sole, sabato cielo nuvoloso e pioggia ad intervalli. Fin dal mattino. Grande apprensione e preparativi per l´inaugurazione della nuova casa dedicata a Dom Elder Camara prevista per le ore 11.
Verso le dieci e trenta é arrivato Frei Carmelo, (coiniziatore con Adma della San Martinho) e assieme la signora tedesca Marlis che ha finanziato per gran parte l´acquisto e i lavori di ristrutturazione della casa.
Verso le 11 passate, ci siamo concentrati davanti alla porta principale per il taglio del nastro. Frei Carmelo ha recitato la preghiera di benedizione e poi Andrea (il piú piccolo, figlio di Sandro e Serena, coppia del Gruppone) ha letteralmente strappato il nastro. Presenti all´inaugurazione eravamo circa 50 persone: i responsabili dell´associazione Amar, alcuni amici, i cuochi, un gruppo di ragazzi/e dei progetti, i 7 del Gruppone, Stefania belga di origine italiana, io.
Subito é stato scoperto il quadretto con la foto di Dom Elder Camara (vescovo conosciuto in tutto il mondo per il suo impegno per i poveri) affisso sulla parete della sala principale.
Suor Adma prendendo il microfono ha parlato della nuova casa come di un sogno che si é realizzato grazie alla Madonna che ha preservato per loro questo edificio. É da sottolineare che il precedente padrone della casa aveva costruito nel giardino una grotta e vi aveva collocato una statua della madonna che tutt´ora esiste.
Dopo é stato invitato a parlare Frei Carmelo che gentilmente ha declinato l´invito e ha dato la parola a Roberto, il braccio destro di suor Adma, dicendo che il sogno si é potuto realizzare perché in tanti hanno sognato e hanno concretizzato questo sogno.
Dopo hanno chiamato me a parlare (che non ero preparato), ho detto soltanto che l´Associazione Macondo é dalla parte dei bambini ed é impegnata ad offrire loro una possibilitá di vita da cittadini.
Poi é stata chiamata la rappresentante del Gruppone (eletta al momento) Serena, che ha sottolineato la gioia di essere lí e di aiutare i bambini e del lavoro che si fa in Italia per sostenere tante iniziative in tutto il mondo. Questa casa adesso ha un piano interamente preparato per accogliere le persone che vogliono fare un tempo di volontariato: 4 camere per circa 12 posti letto e 6 bagni).
Il microfono é stato dato alla signora Marlis che prima ha spiegato come é nata l´idea di aiutare Amar e poi ha mostrato le due tele che aveva portato. Una grande (2,5 x 2 m.) con stampato un quadro di Esquivel: la resurrezione dove si vede Gesú risorto e dietro a lui una marea di gente con i volti di tutti gli uomini conosciuti, morti nella lotta per la pace o per la difesa dei diritti dei piú poveri e alcune scene della storia dell´America Latina.
L´altra tela piú piccola rappresentava un quadro dell´eucarestia dove si vedono due braccia che spezzano il pane e il volto di Gesú riflesso nel calice di vino e la gente attorno alla tavola.
Dentro questa ondata di quadri anch’io ho offerto la mia bandiera della pace che avevo portato dall´Italia (la cosa curiosa é che la bandiera con i colori dell´arcobaleno in Brasile é il simbolo dei gay, cosa che tutti mi hanno fatto notare), comunque é stata gradita.
Dopo tutti questi discorsi e regali siamo andati nel giardino interno per mangiare qualche spuntino e a vedere i ragazzi suonare i tamburi e danzare.
Terminate le danze siamo entrati per un pranzo luculliano.
Verso le quattro del pomeriggio é terminata la festa.
L´inaugurazione della nuova casa era tanto attesa dalla equipe di Amar per le grandi opportunitá che questa offre: la scuola di cucina, l´accoglienza dei volontari, la possibilitá di uno spazio per giocare, ecc…
Un grande passo in avanti per questa associazione che in tre anni ha fatto molta strada.

La Fiera Nordestina
Alla sera ci siamo dati appuntamento per andare nel quartiere di São Cristovão per la fiera di Paraiba. Assieme alla nostra guida e guardia del corpo Leandro si é aggregato Juruna e Thiago giovani del progetto. La fiera si trova nel quartiere di São Cristovão ed é il luogo di appuntamento per tutte le persone che sono immigrate dal nord-est del Brasile. La Cittá di Rio e di São Paulo hanno una presenza massiccia di nordestini, immigrati perché quella regione é la piú povera del Brasile. In questa fiera si incontra la cucina tipica del nordest e specialmente la musica: il Forró. La fiera é un luogo di incontro, di festa, di ballo (e di sballo) con i sapori, odori, colori della propria terra. La fiera é comunemente chiamata “di Paraiba” perché la maggioranza viene dallo stato di Paraiba. Anche i muratori che lavorano nella casa “dom Elmer Camara”, cinque erano dello stato di Paraiba di cui tre della cittá di João Pessoa (la capitale dello stato).
La fiera è un susseguirsi di bancarelle protette da enormi teloni blu tesi con una serie complicata di corde, che coprono tutta la strada dove le bancarelle sono disposte e dove passeggiano i visitatori, che permettono di ripararsi dal sole o dalla pioggia. Trovi le bancarelle del formaggio, delle carni appese (un odore insopportabile), delle verdure, delle spezie, del tabacco, e amenicoli vari. Importante é che ci siano dei grandi teloni dove sotto si beve birra e si danza il Forró.
Abbiamo tentato di ballare (io sono negato), abbiamo fatto amicizia con i bambini (8-10 anni) che vendevano caramelle, abbiamo visto ubriachi/e, ma anche molta gente a divertirsi.
Questa fiera é un luogo simpatico e tipico per chi vuol vedere alcune caratteristiche e alcuni volti del nordest, nel cuore della vita carioca.
Verso mezzanotte abbastanza stanchi siamo tornati a casa.
Alla prossima fiera.
Ciao Mauro.