Scorrazzando per il Brasile

Queste sono sintesi delle giornate di Mauro, dato che percorrendo con frenesia il Brasile, difficilmente trova tempo e modo per scriverci dei resoconti più puntuali.

17 ottobre 2003
Ciao,
sono arrivato a Camaçarí (a 40 km da Salvador) dalla Delia che ci ha riservato una ottima accoglienza. Siamo partiti da Rio lunedí alle 19, siamo arrivati dopo 11 ore di autobus a Teofilo Ottoni alle 6 di mattina. Abbiamo incontrato Suor Anita che si occupa della pastorale dei bambini e poi siamo andati al progetto APJ di padre Giovanni. Abbiamo visitato il progetto e abbiamo dormito nella casa Emmaus. Mercoledí a mezzogiorno abbiamo pranzato assieme a padre Giovanni appena arrivato da Brasilia. Teofilo Ottoni che si trova nel Mians Gerais é una realtá molto problematica e povera. Abbiamo ripreso l’autobus alle ore 19 di mercoledí e siamo arrivati a Salvador alle 10 di giovedí. A mezzogiorno eravamo a Camaçari e abbiamo pranzato alla scuola materna. Qui lo scenario é totalmente diverso, c’é molto verde e aria di pioggia, anche se i problemi sono gli stessi.
Viaggiare in autobus é molto stancante, ma piú economico rispetto all’aereo. facendo dei calcoli penso che in tutto abbiamo fatto quasi 2000 km. Il Brasile é enorme.
Per ora tutto bene.

18 ottobre 2003
Camaçarí sabato.
In questi giorni di viaggio non vi posso scrivere molto perché non ho molto tempo per fermarmi.
Vi scrivo dal computer di Delia. Oggi é venuto alla casa Gianni Boscolo, italiano che insegna filosofia alla universitá di Salvador. Con lui il dialogo é stato interessante sulla situazione in Brasile e sul governo Lula. L’impressione generale é che sostanzialmente niente é cambiato per la gente fino ad ora e che la politica di Lula non sta portando cambiamenti sostanziali. Alcuni del partito si stanno staccando per formare una ala radicale, critica nei confronti del PT.
Al pomeriggio siamo andati in spiaggia sulla casa di Gianni a Itacipimirim, bellissima spiaggia, quasi deserta. Per fortuna c’era fuori il sole. Abbiamo mangiato del pesce sulla spiaggia.
Domani incontreremo un altro professore universitario Gino Tapparelli. La previsione é di partire lunedí sera per Recife.
Ieri e oggi nei momenti liberi sto leggendo articoli e pezzi di storia che parlano di Don Paolo Tonucci, parroco a Camaçari per 20 anni, morto nel ’94. Un prete molto importante per la realtá di Salvador, un uomo di fede che ha lavorato con i poveri, animatore della formazione degli adulti, sostenitore del progetto Agata Esmeralda che aiuta circa 150 scuole nella zona di Salvador.
Statemi bene.
Vi lascio una frase:
Para conheser as coisas há que dar-lhes a volta (José Saramago)
Per conoscere le cose bisogna girarle.

19 ottobre 2003
Secondo giorno a Camaçarí. Oggi abbiamo visitato due progetti e poi il grande centro petrolchimico di Camaçarí che per farvi un esempio é uguale a Marghera, stessa visione, stessi odori, stessa paura.
Al pomeriggio siamo andati a Salvador a conoscere Cason Luciano e il suo centro di formazione professionale. Interessante il suo lavoro di preparazione di giovani operai meccanici.
Qui il lavoro é molto e le cose che si possono fare ancora di piú. La vera preoccupazione e’ creare reddito perché, anche se non pare, il problema della povertá é molto forte. Continua alla televione l’inchiesta sulla pubblica amministrazione e il “desvio” (cioè come è stato impiegato) del denaro pubblico. Nessuno controlla, nessuna sa leggere un bilancio comunale. Cose da pazzi. Su 50 comuni controllati solo due erano in regola.
Manca una cultura. Nessuna fa niente per indagare, anche se adesso sembra che qualcosa si muova, ma la gente vive rassegnata e questo mi irrita.
Questa sera ho fatto la pizza per 8 persone, non mi é riuscita male.
Domani andremo a conoscere Gianni Boscolo e se non é brutto tempo andremo in spiaggia.

20 ottobre 2003
Ciao
sono alla rodoviaria di Salvador e alle 19,45 mi imbarco per Recife (sono 11 ore di viaggio senza fermata) e da lí prenderó un altro autobus per Limoeiro dove mi attende Giorgio Barbieri.

Dopo aver goduto della accoglienza splendida di Delia e della sua casa, delle sue attenzioni, della sua storia di lavoro a Camaçarí, e delle sue conoscenze della zona e delle persone, questa mattina siamo partiti alle 9,30 con João, il motorista della casa, che ci ha portati a fare un giro per Salvador. Cielo poco nuvoloso, sole forte, un clima stupendo. Salvador é la citta della festa e del colore. Siamo andati alla chiesa di nostro signore di Bonfim, un passaggio lungo la costa, poi al Pelorinho, a vedere la chiesa di S. Francesco ricoperta di oro (alla faccia della povertá) e di azulejos, un passaggio veloce al “mercado model”o che stava chiudendo perché oggi é la festa dei commercianti (c’é né sempre una di festa per tutte le attivitá), poi passaggio per il museo afro che racconta la storia degli schiavi e della cultura e religione negra, e poi a conoscere il progetto Axé che lavora con i bambini di strada qui a Salvador. Axé ha un taglio culturale molto forte, loro lo chiamano etico ed estetico, in quanto i progetti che sviluppano sono artistici: danza, pittura, musica, ecc.. I loro finanziatori sono ditte di vestiti italiane come Dolce&Gabbana. Mi ha interessato questo taglio educativo particolare che penso sia caratteristico di Salvador. Mi hanno detto che hanno in progetto di impiantare un centro professionale rivolto alla moda.
Per il resto tutto bene.

22 ottobre 2003
Ciao
sono a Limoeiro e qui il cellulare non prende. Grande ospitalitá di Giorgio Barbieri e della sua famiglia.
Ieri abbiamo incontrato anche Padre Luigi Cecchin. Questa mattina abbiamo fatto una visita ad alcuni anziani (in condizione di miseria e di abbandono) che Giorgio segue, poi ho incontrato una associazione di Catadores di materiali reciclabili e poi siamo andati a vedere il centro professionale di padre Luigi Cecchin con i vari laboratori e i suoi responsabili. Con Giorgio abbaimo girato sempre a piedi o in mototaxi, che qui sono molto comuni, tutta la gente lo saluta e lui saluta tutti. Al pomeriggio mentre loro sono andati a dormire ho preso un mototaxi e sono andato a farmi un giro per tutto il paese per farmi una idea nel complesso della cittá. Ancora c’é molto verde visto che l’estate tarda ad arrivare e il secco non é ancora molto diffuso.
Questa sera andró alla prima riunione del progetto del governo Fame Zero di cui Giorgio é uno dei coordinatori per la formazione della commissione che gestirá il primo piano, quello della cesta basica che significa 50 reais al mese per 3000 famiglie di limoeiro.
La moglie di Giorgio , Judite é insegnante, il suo salario é di 250 reais al mese (80 euro) e insegna ad una classe di 40 alunni, in una classe corrispondente alla nostra quarta elementare e gli alunni hanno un’tá compresa tragli 8 e i 14 anni, di cui molti ripetenti. Il ministro della educazione ha detto che la scuola in Brasile é una tragedia.
Domani mattina mi sposteró a Recife e andró ad incontrare al pomeriggio Luis Tenderini che in passato é stato responsabile di “Giustizia e Pace” ed ora, da quanto ho capito, é responsabile della comunitá di Emmaus (quella dell’Abbé Pierre), qui si chiama Tropeiros de Emaus.
Non so ancora, ma penso di partire venerdí per tornare a Rio. Il problema é che Claudio deve prendere l’aereo mercoledí per tornare in Italia.
Nella cittá si viaggia tranquilli, non cé la violenza di Rio, si cammina tranquillamente per le strade. E’una bella sensazione.
Per il resto tutto bene, qui la temperatura é di 31 gradi e di 60% di umiditá.
Si dorme con il ventilatore perché le case sono molto chiuse.
Statemi bene. Mauro

24 ottobre 2003
Ciao
sono ad un Internetpoint di Olinda.
Questa mattina siamo partiti da Limoeiro, dopo la bella accoglienza che ci ha riservato Giorgio Barbieri. Oggi siamo andati all’ufficio del movimento dei bambini e bambine di strada e poi siamo andati a vedere i Tropeiros de Emmaus, che qui sono molto diversi dalle comunitá di Emmaus che ci sono in Europa, come immaginavo. Primo non sono una comunitá perché i Brasiliani sono allergici alle regole, secondo faticano a lavorare il sabato, terzo materiali da aggiustare come mobili e televisori ecc. non ce ne sono e quindi il loro lavoro deve essere diversificato e assomiglia di piú ai catadores di materiali riciclabili che ho conosciuto a Rio. Luis Tenderini non sono riuscito ad incontrarlo perché aveva degli impegni imprevisti. Lui ha lavorato nella commissione “giustizia e pace” con don Elder Camara e poi quando qui é arrivato l’Abbe Pierre, il vescovo gli ha chiesto di fondare a Recife la comunitá di Emmaus e così è stato.
Domani daremo uno sguardo ad Olinda e poi partiremo per Rio.
Statemi bene
Mauro F.