Sulla costa dei pirati – Viaggio a Paratí e Trindade (19 e 20 luglio 2003)

Valeria mi ha chiesto di accompagnarla per 2 giorni di svago. Lei aveva aiutato Gennaro con i bambini della Favela e prima di tornare in Italia voleva trovare un momento di relax. Tutti le avevano consigliato di non andare da sola. Io ero appena arrivato in Brasile e non avevo programmi, cosí ho deciso di accompagnarla e quando mi disse che voleva andare in spiaggia e in particolar modo a Paratí, ne fui contento perché avevo letto di questa cittá che aveva conservato lo stile dell´epoca coloniale.
Senza nessuna organizzazione, sabato 19 luglio partimmo con l’autobus da Grajaú (dove siamo alloggiati) e arrivati alla Rodoviaria (una delle due stazioni degli autobus) abbiamo prenotato il Bus delle ore 9,30. Ci aspettavano 4 ore di pullman.
Paratí si trova a sud di Rio e dista 250 km circa. Il costo del bus é stato di 34 reais (10 euro), poltrona comoda, sedile reclinabile, posto prenotato. In Brasile si viaggia principalmente così, sopportando anche giorni di viaggio. Chi se lo può permettere per lunghe distanze usa l’aereo, il treno è di fatto insesistente. Dopo 2 ore di viaggio sosta per bere un cafezinho (acqua piú o meno colorata di caffé) e fare xixi (la pipí). Per me era un viaggio nuovo si aper il mezzo scelto e sia perchè non ero mai andato a sud di Rio.
Dopo la metá del viaggio compare la costa e tra insenature e isole, baie e colline lo spettacolo è veramente bello. Questo territorio si chiama “Costa Verde” ed é una delle piú belle del Brasile. La sensazione che ho avuto per due giorni era di stare dentro il mondo dei pirati e di avventure dei secoli passati. Quei scenari che avevo visto nei film, dove ci sono isole verdi con montagne ricche di vegetazione, spiagge bianchissime, con le palme a due metri dal mare.
Scenario da mondo dei pirati, e veramente questa terra ha visto i pirati perché da Paratí partivano le navi cariche di oro. Pensate la minaccia per i galeoni portoghesi. Ho letto che Costa Verde é composta da piú di 350 isole e Amerigo Vespucci arrivando qui, avrebbe scritto : “Oh Dio, se ci fosse un paradiso sulla terra , non sarebbe molto lontano da quí”. Io vi posso garantire che é un incanto. Dopo essere passati per Angra dos Reis siamo arrivati a Paratí in orario verso le 13,30. Abbiamo cominciato a visitarla subito. Paratí é una cittá coloniale che non ha subito lo scempio della civilizzazione e dell´urbanizzazione moderna. È stata una cittá potente e importante perché era lo sbocco al mare per le miniere di oro dell’interno che erano collegate attraverso un sentiero di montagna che gli indios percorrevano. Il suo declino avvenne con la scoperta di una nuova strada che dalle miniere portava a Rio de Janeiro. Fino al 1954 la cittá si raggiungeva solo dal mare e per quel sentiero attraverso le montagne, e questa é stata la sua fortuna. Tagliata fuori dal mondo ha conservato la sua struttura.
La cittá é abbastanza piccola, si visita in mezza giornata ed é strutturata nella forma del graticolato romano. Quello che subito colpisce sono le case bianche a uno o due piani, con i contorni delle finestre e delle porte colorate in armonia con il paesaggio (verde, azzurro, giallo) . Altra particolaritá sono le strade dove non passano le macchine. Sono dei selciati fatti di grosse pietre, non regolari con una pietra rettangolare nel mezzo a fare da linea. Quando cammini devi stare attento a come metti i piedi, c’è il pericolo di slogaturte. La gente qui la chiama strada a “piede di riccio”. Se la cittá é piccola e in teoria fai presto a girarla, in realtà il tempo si allunga perché ogni casa é un negozio di arte, antiquariato, artigianato, riciclaggio per non parlare dei ristoranti e bar e delle bancarelle sulla piazza… Per una donna un mondo dei sogni e Valeria cominció a strabuzzare gli occhi ad ogni porta. Avevamo fame e siamo andati alla ricerca di un ristorantino e ne abbiamo trovato uno vicino al ponte che collega le due parti della cittadina. Non volevamo mangiare molto ma abbiamo sbagliato ad ordinare e abbiamo dovuto abbuffarci come squali. Quando siamo arrivati in questo ristorantino, che di ristorante non aveva niente, solo della carne in strada a cuocere, abbiamo incontrato una persona che pensavamo fosse il gestore e invece era un uomo che era venuto per mangiare e attendeva al bar finché il propietario andava in negozio a prendere della merce. Ci siamo presentati e abbiamo cominciato a parlare di Brasile e dell´Italia. A quest’uomo abbiamo chiesto qual’é la miglior spiaggia e come arrivarci. Lui ci disse con certezza Trindade. Quando lui finí di mangiare e noi stavamo iniziando l’uomo con la sua birra si sedette da noi e cominció a raccontare della sua vita. Lui era originario del Minas Gerais e dopo aver fatto il militare a Rio fu assunto dal ministero della salute e capitó a Paratí per combattere la malaria e quando la sconfissero affrontarono altri tipi di malattie tropicali. Era un uomo felice, aveva moglie e due figli che studiavano, gustava di quel paese meraviglioso. Un uomo veramente cordiale e dopo aver parlato di musica italiana (lui si era fermato a Beniamino Gigli e roba di quel genere) ci siamo salutati. Dopo il pranzo e dopo essere stati in un altro bar per il caffé ho lasciato Valeria in libertá a fare spesuccie per i negozi e bancarelle.
Tutti quelli che abbiamo incontrato ci dicevano di andare a vedere il forte. Cosí verso le 15,30 siamo saliti per la strada asfaltata fino ad un cancello aperto che non aveva indicazioni. Abbiamo proseguito praticamente in mezzo al bosco per una strada di terra, ad un certo punto ci prese il timore di essere assaliti perché con noi avevamo pochi soldi ma tutti i documenti.
Valeria ebbe due minuti di crisi, ma poi ci siamo fatti coraggio e abbiamo proseguito. Finalmente dopo 5 minuti di cammino abbiamo intravisto l´entrata del forte dopo il cancello una guardia armata. Io subito sono andato a fare amicizia e spiegai del nostro timore. Lui mi ha risposto ché c´é una guardia lungo il sentiero anche se noi non l´avevamo vista. Rincuorati, abbiamo ammirato il paesaggio che dal promontorio domina la baia di fronte a Paratí. C´erano ancora i cannoni di quel tempo puntati nelle varie direzioni della baia. Si vedevano tante isolette verdi con un mare altrettanto verde. Dopo la classica foto ed aver visitato il piccolo museo dei barcaioli siamo scesi dalla collina e dopo aver fatto un altro giretto per i negozi si fece buio, alle 18 in punto. Dovevamo cercare un alloggio per la notte e io volevo dormire vicino alla spiaggia.

Alle 18,30 abbiamo preso l´autobus per Trindade, 40 minuti di strada. Dopo circa 20 minuti di una classica strada statale abbiamo inforcato una strada asfaltata, ma stretta, come lo sono le nostre di montagna, dove non passano due auto. Un saliscendi continuo, curve e qualche incrocio con macchine e quindi manovre (delle macchine perché l´autobus non faceva marcia indietro) per passare. Tutto questo in mezzo all’oscuritá e al bosco. Ad un certo punto di lontano si intravvide una fila di luci e davanti a noi la strada scomparire per lasciar posto al torrente che scorreva sulla roccia. L´autobus con calma attraversó il torrente pieno di alti e bassi passó dall´altra parte dove la strada asfaltata riprendeva. Dopo 5 minuti eravamo a Trindade. Siamo andati alla ricerca di una Pousada (come le nostre Pensioni) per dormire la notte. Io mi sono interstardito con un camping piccolo dove c´era scritto “alugase quarto”. Abbiamo incontrato per caso lungo la strada la donna che gestiva il camping che ci disse che era possibile e che lí avremmo trovato suo marito. Era un Camping piccolo per poche tende con tre piccole casette. Ci ha sistemato in una. Mentre Valeria si faceva la doccia io sono andato alla spiaggia dove le onde facevano un rumore forte e continuo. Beh, grande fu la mia sorpresa nell´alzare gli occhi al cielo. Una stellata che mi riempì di commozione e meraviglia. Una quantitá di stelle da non riconoscerle. Sono ritornato nella camera e ho preso il mio libricino con i nomi delle stelle e delle costellazioni. Ho visto la stella del sud, lo scorpione, il sagittario, il triangolo australe, le due grandi stelle (alfa e beta) del centauro,la corona australe, la mosca, il lupo. Giove sembrava enorme e la via lattea era luminosissima. Il cielo mi aveva riempito gli occhi di una luce da impedirmi di lasciarlo. Questo cielo mi piacerebbe vederlo tutte le sere. A Rio pur salendo in terrazza, a parte le 10 stelle principali non vedi altro, solo la luminositá della cittá.
Dopo aver mangiato qualcosa al bar (eravamo ancora pieni della scorpacciata del pranzo) ed aver fatto il giro delle bancarelle, siamo andati a letto. Alla mattina sucessiva, colazione al bar e partenza per la spiaggia. Il sole abbiamo ci ha permesso di conoscere la cittá. Una riga di case lungo il mare e il camping era quasi alla fine di questa fila, la strada interna e un´altra fila di case sull’altro lato della strada e poi la montagna. Dopo questa prima spiaggia dopo 5 minuti di cammino un’altra spiaggia e dopo 10 minuti di attraversamento del bosco un’altra ancora. Tutti ci avevano consigliato la spiaggia piú lontana. Non c´era molta gente e esistevano dei capanni lungo il mare che fungevano da bar. La gente che abbiamo visto arrivare era tutta di San Paulo, che dista 350 km. Questa terza spiaggia quasi deserta, ha una sabbia stupenda e si vedono i granchietti che corrono, il mare invece in quel posto era pericoloso e abbiamo fatto il bagno (si fa per dire) con molta attenzione. L´acqua non era molto fredda e con mia sorpresa meno salata della nostra. Lungo le spiaggie e lungo i sentieri c´erano molti cartelli dipinti a mano che avvertivano di non lasciare immondizie e del pericolo per l´ambiente di ciascuna delle tipologie di immondizie. Una cosa strana e originale, perché noi siamo abituati ai cartelli stampati in serie dal comune, invece questi erano artigianali e ciascuno diverso. Il messaggio era chiaro. Il sole della mattina non era forte e cominció a scaldare verso le due del pomeriggio quando noi decidemmo di partire per ritornare al camping e farci una doccia.

Dopo la doccia e aver fatto i bagagli siamo andati a pagare e siccome non avevo reais ho pagato in euro (ben 15 euro) e io come sempre ho cominciato a chiaccherane con Elson e Alzira, coppia di quarantenni che gestisce quell´ambiente. Fu una scoperta. In attesa del cafezinho che gentilmente loro mi hanno offerto e io non ho rifiutato anche se dovevo ancora mangiare, quell´uomo mi ha parlato di questo posto Trindade con grande orgoglio. Borgo di pescatori, isolati dal mondo, poi scoperti dagli hippy e quindi nel 1975 da una multinazionale canadese che progettó di costruire un villaggio turistico. In quell´anno arrivarono lí circa 30 persone armate e cominciarono a comprare il terreno. La gente del luogo dopo il primo disorientamento cominció a organizzarsi come associazione e ONG e con una battaglia di 15 anni che arrivó persino a San Paulo e aiutati dagli ecologisti riuscirono a spuntarla e a far si che questo territorio sia una riserva naturale. In contempo cominció anche la lotta contro i turisti che inquinavano. Auzira ci disse che lei ha insegnato ai bambini della scuola il riciclaggio e che tutti quei cartelli che noi avevamo visto lungo la spiaggia e i sentieri li aveva fatti con la sua classe. Ci mostró anche le bottiglie grandi di coca-cola tagliate a metá e dipinte che lei aveva fatto, appese ai muri come vasi porta fiori. Inoltre Elson ci disse di aver inciso anche un Cd con le musiche di Trindade e che lui fu uno dei cantori e protagonisti di questa avventurosa lotta contro chi voleva distruggere il loro paese. Queste storie di vita e di lotta mi fanno impazzire dalla gioia. Rimango esterefatto nell´incontrare questi piccoli grandi uomini e donne. Ho comprato il Cd : “Trindade aldeia antiga”, é una musica semplice, ma che mi piace. In una di queste canzoni Elson scrive: “Io sono nato qui, sono un uomo libero, non voglio andare in cittá. É tutto differente, niente é uguale, só che non sarei piú felice”.
É la veritá. Questo é il clima di tranquillitá e bellezza che si respira in questo luogo. Difenderlo é un diritto. Rispettarlo un dovere per tutti coloro che visitano questo posto.
Ho lasciato a malincuore lo “Chalé Magia do mar” di Alzira e Elson, come si lasciano pezzi di storia e non sai come vanno a finire e vorresti terminarli tu, sempre nel bene, o come quei colori di certi dipinti che non vorresti che si staccassero mai dai tuoi occhi, o come quei volti di persone che vorresti avere sempre con te. Questa fui la senzasione nel lasciarli. Buon lavoro Elson e Alzira.
Partiti per non perdere il combi (pulmino a 9 posti ma siamo saliti in 11), alle 16,45 siamo tornati a Paratí. La corriera era alle 18,30. Era possibile fare un´altra scorribanda al centro. Leggendo un manifesto vedo che alle 17 inizia la processione in onore di Santa Rita e mi dissi che era una buona occasione per vedere una processione in Brasile. Verso le 17 ero davanti alla chiesetta di Santa Rita (da Cascia). La processione dopo vari spari di mortaretti e con la banda davanti inizió. Bambini, ragazzi, donne, adulti, tutti avevano il loro baldacchino e la loro statua da portare. C´erano 6 statue, a partire da quelle piccole a quella grande portata da 8 uomini. Il sacerdote di media etá cantava, pregava e la gente rispondeva. Ogni tanto ripeteva a voce forte: “viva Santa Rita”, e la gente ripeteva forte : “viva, viva”. Impossibile vedere in Italia il prete urlare e la gente gridare, battere le mani, osannare, in una processione.
Sono le 18 é ora di andare a prendere il bus. Valeria mi aspettava incasinata perché non riusciva a telefonare, in quanto in Brasile c´e un numero da fare prima di quello dell´abbonato ed é il numero dell´operatore, e non sempre ci si capisce.
Viaggio di ritorno, altre 4 ore in pulman. Stessa routine dell´andata con fermata a metá percorso. L´autobus a differenza dell´andata era pieno di gente ma la maggioranza non era vacanziera era gente che andava o tornava dal lavoro.
Ritorno a Grajaú verso le 23,30. A letto contento per tutti gli incontri fatti e le cose viste. Grazie Valeria per avermi invitato ad accompagnarti. Un grazie a tutti quei volti appena sfiorati, alle persone che ci hanno indicato la strada a quei posti cosí belli.
Siti internet: www.paraty.com.br e www.trindade.tur.br
Alla prossima
Mauro