VENGA IN BOLIVIA, PLEASE

di Paulovich (da “Los Tiempos” – venerdì 26 settembre 2003)
(traduzione di A.M.Bertoldo)
Visto che alcuni Governi all’estero sono preoccupati per la conflittuale situazione della Bolivia e hanno invitato i loro cittadini a non visitare il nostro paese fino a che non si risolvono i nostri problemi interni, ho deciso di scrivere quest’articolo per sollecitare investitori e turisti a non far caso a quei suggerimenti.
Venga in Bolivia, please, e provi l’emozione di sentirsi bloccato su una strada dell’altipiano a 4.000 metri d’altitudine, mentre può contemplare la bellezza del Titicaca Lake, il lago più alto del mondo, zona devo vivono gli Aymara, i condor e i lama che sono camelidi feroci.
Non aspetti che la nazione boliviana si rappacifichi perchè la guerra durerà molti anni e lei potrà diventare vecchio, venga adesso che è il periodo dei tafferugli, delle sparatorie, delle sassate e potrà ottenere una ferita od una contusione a prezzo di sconto e magari potrà morire improvvisamente perchè in Bolivia la morte è gratis; muoia subito invece di farlo nel suo paese in una lunga e incurabile malattia!
Venga in Bolivia, plis (così nel testo n.d.t.), a conoscere indigeni veri e non truccati da Max Factor come nel cinema. Venga a conoscere indigeni originari che non provengono dall’Asia, anche se ci assomigliamo molto, però noi siamo più simpatici e amabili degli altri abitanti dell’America del Sud perchè quando ci piace una straniera non la lasciamo più andarsene dalla Bolivia, come nel mio caso che mi sono innamorato di una spagnola e non l’ho più lasciata uscire di casa.
Venga in Bolivia, plis, e viva “pericolosamente” come diceva Mussolini.
Se viene in questo periodo le giuro che le presento Felipe Quispe, leader aymara dell’altipiano che in questo periodo si dedica ai blocchi delle strade perchè non è tempo nè di semina nè di raccolto e oggi presiede l’immaginario Kollasuyo (provincia dell’impero inca n.dt.) e perfino emana decreti di Stato d’Assedio. Lei deve conoscere questo personaggio boliviano perchè siamo rimasti in pochi seminatori di pietre e mietitori di sogni.
Drop in (così nel testo n.d.t.) Bolivia e per pochissimi dollari vivrà intense emozioni, come me che trascorro tutto il giorno avanti e indietro dal bagno sapendo che mi trovo nei “prolegomeni” di una guerra civile.
Venga in Bolivia, plis, in quest’epoca di liquidazione a prezzo ridotto perfino del gas che pretendiamo di vendere. Se viene in questa primavera, le presento un mio grande amico e leader cocalero e deputato nazionale Evo Morales. Le assicuro che non c’è dirigente al mondo che possa assomigliargli perchè è l’unico che ha stretto le due mani del Presidente di Cuba Fidel Castro, del presidente del Venezuela il comandante Chávez e di altri illustri “mandatari”. Ha fatto il giro del mondo in un paio di legislature ed è uno degli autori di questa Bolivia emozionante, romantica e pericolosa.
Drop in Bolivia, please, e faccia investimenti e pratichi turismo di alto rischio, quello che si chiama turismo di avventura.
Sia macho, venga in Bolivia.