Visita alla OCERJ

Appuntamento alle 9,30 presso la sede OCERJ ( organizzazione delle cooperative statale di Rio de Janeiro ) dove si trova anche il SESCOOP cioé il centro di formazione delle cooperative, per un addestramento. E’ un incontro preliminare aperto a chi vuole formare una cooperativa, per chiarire i concetti base e aiutare le persone ad indirizzarsi presso il corso più opportuno per loro o per indirizzarli presso coloro che li possono aiutare. Per partecipare é obbligatorio portare un kg di cibo, io ho conprato un kg di fagioli. All’incontro partecipavano 6 persone delle 15 previste. Per me era una occasione per entrare nella legislazione brasiliana e per nuovi contatti. L’animatore ha parlato molto a ruota libera non seguendo lo schema classico perché eravamo in pochi. Io ho presentato la realtá delle cooperative italiane che é a mio giudizio molto piú avanzata.
La legge che istituisce le cooperative é del 1971 con un aggiustamento nel 1988. Per fondare una cooperativa ci vogliono almeno 20 persone. Un numero cosi elevato di persone é un impedimento, ma anche una assicurazione perché sia veramente una cooperativa.
La realtá delle coop é sviluppata specialmente nel sud del Brasile con una attivitá principalmente nel settore agropecuario (agricoltura e allevamento) ma adesso si stanno espandendo e sta crescendo il progetto del credito cooperativo. Il relatore era molto interessato alla realtá del credito cooperativo in Italia.
Ho capito che anche quí la realtá delle cooperative come in Italia spesso é espediente per pagare meno tasse, o dribblare la legislazione, come uno dei presenti faceva capire. La realtá delle cooperative sociali é poco sviluppata, ma sta crescendo. Non c’é stato tempo per entrare in questa dimensione e il responsabile mi ha detto che mi mandava la legislazione, ma non ho ancora ricevuto niente.
Ho capito che questo é un grosso centro di formazione e di organizzazione e che sarebbe interessante fare un corso introduttivo, ma non mi hanno detto quando sará. Ho anche incontrato una responsabile di una cooperativa sociale nel settore educativo vicina a dove abito, andró a visitarla.
Abbiamo terminato verso le 14,30. Sono andato a mangiare un panino e poi ho fatto un salto presso la sede del Movimento Sem Terra che si trova nella stessa Avenida, quasi di fronte. Non c’era la segretaria e il sostituto mi ha dato una serie di indirizzi di São Paulo e quello della sede centrale.
Dopo sono tornato a Grajaú.

Due notizie dal giornale.
Ribellione nella FEBEM (case di detenzione) di Tatuapé in São Paulo dove 10 persone sono rimaste ferite.
Questa é una occasione per parlare della situazione della Febem.
Titolo : Succursali dell’inferno
Sottotitolo: Ipea : 71% dei centri di detenzione giovanile non hanno le condizioni minime di funzionamento.
Lo studio dell’Istituto di ricerca economica applicata (Ipea) mostra che 71% degli istituti destinati alla detenzione di giovani minori coivolti in crimini non rispondono ai requisiti minimi di igiene, dotazioni fisiche, servizio medico, giuridico, educazionale previsti dalle Nazioni Unite. L’analisi fatta per la prima volta riguarda 10 mila giovani detenuti in tutto il Brasile in 190 istituzioni. Ipea ha constato che molti vivono in condizioni subumane.
Piú dell’80% degli adolescenti vivevano in famiglia quando hanno commesso il crimine e questo va a distruggere il mito che chi commette crimine é un bambino di strada.
L’85,6% degli adolescenti usavano droga quando furono presi, di cui il 67% usava maconha.
Lo studio dimostra le condizioni igeniche precarie della maggioranza degli istituti. Ache se il 93% offre l’insegnamento fondamentale (le nostre elementari+medie, 8 anni) e il 63% l’insegnamento medio (3 anni). L’85% offre anche corsi professionali.
Oltre i numeri il problema é della crisi della Febem e delle continue rivolte dei giovani, fughe, ferimenti o morti. La crisi della Febem (fondazione bene stare dei minori) specialmente in São Paulo é molto grande. Solo nei primi otto mesi di questo anno le 68 unitá ho registrato 199 situazioni tra fughe, rivolte, ammutinamenti. Il numero di giovani passó da 5399 (dicembre 2002) agli attuali 6400. 428 sono fuggiti di cui 240 ripresi.
Ci sono 153 denuncie di maltrattamenti nel 2003 che sono inestigate. Tutte le denuncie riferiscono a rivendicazioni interne. Anche i funzionari resclamano la mancanza di sicurezza dopo la morte di un monitore.
Alcuni dati:
Etá dei catturati: 16–18 anni,76% 12– 15anni,18% 19–20 anni,9%
Sesso: 94% maschi, 65 femmine
Grado di istruzione:
90% non ha conpletato gli otto anni di insegnamento fondamentale
6% analfabeti
2,7% (cioé 270 giovani) hanno conpletato l’insegnamento fondamentale
7,6 (cioé 760) avevano iniziato il medio.
Numero per stato:
São Paulo: 4.429
Rio grande do Sul: 864
Rio de Janeiro: 672
Pernambuco: 490
Minas Gerais: 333
Distrito Federal: 247
Amapá: 65
Acre: 61
Espirito Santo: 46
La cosa interessante é il numero per 10mila abitanti, dove in testa compare lo stato di Amapá (8,4), Acre (7,4) São Paulo (6,3) Rio de Janeiro (2,7)
Principali crimini:
Furto 29,6%
Omicidio 18,6%
Furto a mano armata 14%
Traffico di droga 8,7%…

Questi dati sono significati per farsi un’idea della situazione dei giovani. La maggioranza delle carceri é super affollata con continue rivolte.
A questo proposito ho visto il Film “Carandirú” che parla del piú grande carcere di São Paolo ora demolito, del racconto del medico che ha lavorato nel penitenziario per 12 anni. Ci si fa un’idea di com’è la vita nelle carceri brasiliane e anche leggendo il libro “Esmeralda” e “A queda para o alto” che parlano della vita nella Febem ci si fa un’idea di cosa siano queste case di detenzione ,di quanto poco efficace é l’attivitá di recupero dei minori.
Qui a Rio non esiste la Febem, ma non si ricordano il nome della casa per minore dove vanno i giovani che hanno conmesso un crimine. Mi informeró.

Altra Notizia.
Venerdí 12 settembre sono stati uccisi 9 uomini nella Fazenda Primavera in São Felix do Xingu, nel sud del Pará. Questi uomini non appartenevano ai Sem Terra. I massacri di contadini sono aumentati in questo anno. Da una relazione del MST e del CPT (conmissione pastorale della terra) questo anno ci sono stati 53 assassinati, che rappresenta un aumento del 50% rispetto allo scorso anno.
In tutto il Brasile é anche in corso una campagna per restringere il porto d’armi solo alle persone che la usano per lavoro. Ci sono manifestazioni di tanti gruppi popolari. Contemporaneamente c’é la publicitá per TV di coloro che vogliono le armi per difesa personale che dice: Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi, difenditi.
Il diritto, la giustizia e la legalitá ne hanno di strada da fare in Brasile.

Ciao da Mauro