A Colomi

Carissimi vi scrivo da Colomi dove sono arrivato ieri domenica 15 agosto. Sono partito da Cusco venerdì sera alle 10 in bus e alle 5 di mattina sono arrivato a Puno con l’inizio del chiarore del mattino, sul cielo rosso fuoco l’ultima fettina di luna sullo sfondo del lago Titicaca, cose da quadro. Ho ripreso il viaggio per la frontiera e sono entrato in Bolivia alle 10, a mezzogiorno ero a La Paz dove subito partiva il bus per Cochabamba, costo 20 boliviani, cioè 2 euro, per 500 km e 8 ore di viaggio. A metà strada, fermata per andare al gabinetto e mangiare. Mentre stavo chiacchierando con un medico di Santa Cruz, non ci accorgiamo che il bus parte senza di noi. I due autisti non hanno controllato se c’erano tutti i passeggeri, cosa che era abituale in tutti i (tanti) bus che ho preso. Noi eravamo disperati (soprattutto io) perchè non si poteva comunicare in nessun modo, eravamo in mezzo alle montagne e a telefonare non cambiava niente. Io ero anche disperato perchè avevo lasciato tutto sul bus (giacca con passaporto, borsa con tutti i documenti, carta di credito, libri e documenti vari, cellulare, l’agenda con tutti gli indirizzi, il quaderno degli appunti…). Non avevo paura per lo zaino perchè stava nel bagagliaio del bus e avevo la targhetta con il numero, ma per la borsa in cima al sedile che aveva tutti i documenti, che qualsiasi persona poteva prendere, quella mi faceva tremare. Dopo 15 minuti è passato un bus di una altra impresa che abbiamo preso e dopo 4 ore di ansia, spergiuri e imprecazioni siamo arrivati a Cochabamba, dove nella sede dell’impresa che si chiama Bolivar ho ritrovato tutto e anche il medico ha ritrovato la sua valigia (gli hanno però rubato la sciarpa). Con il medico abbiamo protestato con l’autista ricordandogli la sua responsabilità di controllare, ma lui gentilmente (incazzato come una iena quando il medico voleva prendere il suo nome) ci ha mandati a quel paese e io (straniero) al mio.
Ci siamo salutati e scambiati gli indirizzi e quasi davanti alla stazione dei bus ho trovato un albergo per 80 boliviani (1 euro = 9.90 boliviani) con stanza pulita e acqua calda.
Mi sono informato anche sulla strada per arrivare a Colomi, che sapevo stava sulla strada per Santa Cruz, ma non a che distanza. Mi hanno informato che per arrivarci c’erano sia i taxi sia gli autobus.

Domenica 15 agosto
Alla mattina, dopo colazione, sono andato a prelevare dei soldi (300 boliviani) e poi ho telefonato a Colomi e ho parlato con Marcello, italiano che gestisce l’associazione e che gentilmente mi ha detto che potevo andare. Sono andato a prendere le mie cose in albergo e ho preso il taxi fino al punto di partenza per Colomi. Al momento di entrare nell’altro taxi mi accorgo di non avere più i soldi e neanche la carta di identità che era insieme, che avevo messo nella tasca posteriore dei pantaloni, probabilmente mi sono caduti nel taxi che se ne era già andato. Per alcuni minuti dentro di me ho espresso qualche dolce parolina di imprecazione alla mia stupidità e lungo il percorso mi sono rasserenato ad aver perso i soldi. Con me avevo 40 dollari e poi due dollari di spiccioli, e ho chiesto al taxista se potevo pagare con quelli e lui mi ha detto di sì. Il taxi era un una ford familiare dove siamo saliti in 9, più i bagagli sulla cappotta dell’auto. Tre davanti (tra cui io) quattro dietro, due sul bagagliaio dietro. Un percorso di 50 km su una strada non del tutto perfetta, che sale fino a quasi 4000m. Per poi scendere a 3500 dove si trova Colomi. La cosa impressionante è il clima completamente differente da Cochabamba dove c’era vento ma era caldo, mentre a Colomi era freddo e pieno di nuvoloni da pioggia. La fermata che Marcello mi aveva indicato era il primo dosso (spacca molle qui lo chiamano) all’ingresso della città.
Sceso ho preso la traversa a sinistra e dopo 100 metri mi trovo adavanti al portone della Casa Estudiantil e mentre suono vedo le ragazze arrivare dalla messa in parrocchia. Con loro entro e incontro Marcello e poi Piergiorgio che mi accolgono. Dopo le presentazioni faccio presente a Marcello che mi trovo in una grossa difficoltà, sono pieno di pulci che mi stanno divorando vivo. Lui mi dice che bisogna disinfettare tutti i vestiti e bisogna andare a comprare del prodotto. Dopo aver pranzato io sono ritornato a Cochabamba (altro taxi stracarico) per vedere se per caso i soldi mi erano caduti in alberdo e prelevare qualcosa, Piergiorgio mi ha prestato 20 boliviani per il viaggio. Nell’albergo non avevano trovato niente e là ho detto addio definitivamente ai soldi e alla carta di identità, poi sono andato a prelevare qualcosa e ho chiesto dove potevo comprare del prodoto per le pulci. Tutti i negozi erano aperti anche se era domenica solo i negozi per l’agricoltura erano chiusi, ma sono andato al mercato in una piazza e una vecchietta mi ha venduto due bustine di prodotto. Sono tornato a Colomi e ancor di più mi sono reso conto che il clima è totalmente diverso da Cochabamba. Colomi si trova sul versante opposto della montagna, con vento e nuvoloni che vengono dalla zona dell’Amazzonia. Marcello mi diceva che a Colomi esistono due stagioni, l’inverno e l’inverno, il freddo è costante. Tornando a Colomi mi sono fermato in centro e in una bancarella ho comprato dei vestiti perchè dovevo lavare tutta la biancheria che avevo, in quanto presumibilmente contaminata dalle pulci.
Dal centro di Colomi il collegio dista 500 metri e sono andato a piedi. Nella stanza dove sono ospitato ho fatto un bagno con il prodotto, mi sono completamente cambiato e presa la mia roba nella lavanderia dell’istituto ho messo tutto a mollo nel veleno per pulci. Dopo cena alcune ragazze dell’istituto mi hanno aiutato a lavare il tutto anche con il detersivo. Avevo immerso tutti i vestiti compreso lo zaino in una grande bacinella e una delle ragazze ha messo del detersivo, si è tolta i sandali è entrata nella bacinella e ha cominciato a pestare gli indumenti, come stesse pestando l’uva. Io meravigliato le dico che non è necessario e lei mi risponde che si fa più presto. Ho accettato e ho ringraziato. Le ragazze mi hanno anche spiegato che ci voranno almeno tre giorni perchè gli indumenti si asciughino perchè fa freddo e il sole è spesso nascosto dalle nuvole.
Verso le 20, 30 sono andato a letto, con la speranza che le pulci fossero allontanate per sempre.