A La Paz

Lunedì 20 luglio ore 12.00 internet in centro a 4 Bolivianos (50 cent di euro)
Carissimi finalmente sono riuscito ad uscire da quel posto, alla fine del mondo che era Porto Quijarro. Ieri sera alle 19 ho preso l’aereo per Canta Cruz che mi è costato 700 Bolivianos (neanche cento dollari) Sono arrivato alle ore 20 e ho comprato il bilgietto aereo per La Paz (600 Bolivianos) per le ore 7 di questa mattina. Ho dormito sulle poltrone dell’aereoporto perchè l’aereostazione è distante dalla città. Ho visto la mappa della città a forma circolare e letto qualcosa di questa città ricca di storia. È veramente una città da visitare. In aereo con il mio amico Oscar abbiamo incontrato uno svizzero che ha sposato una Boliviana diretto a Potosì per trovare i parenti che parlavano italiano. Mi dicevano che Potosì e la sua regione è stata la più grande miniera di argento del mondo e la città nel passato era più grande di Parigi.
Con Oscar ci siamo salutati all’aereoporto di Santa Cruz, l’ho ringraziato, specialmente perchè ho incontrato il cammino più sicuro per andare in Equador, altri cammini via terra sono più rischiosi e incerti. Se avevo tempo a Porto Quijarro prendevo il treno per santa Cruz (16 ore), quel treno dove la gente sale con tutte le merci, galline e capre comprese e da lì l’autobus per Cochabamba che sale tutta la serra, perchè la provincia di Santa Cruz è tutta pianeggiante. Non l’ho vista perchè sono atterrato di notte e c’era nuvolo.
Oggi però alle 7 sebbene era nuvoloso quando l’aereo ho visto le cime delle Ande. Siamo passati molto vicini alla montagna che domina La Paz che si chiama Illimani (6462 m.) con la cima piena di neve.
L’aereoporto di La Paz si trova su un altipiano mentre la città si trova in una fossa, mi sembrava una cosa tipo gironi dell’inferno, una visione fantascientifica che non riesco a descrivere. Immaginatevi una valle grande, secca e sulle sponde di questa valle tutte case uguali, con i mattoni in evidenza, senza intonaco o pittura.
Arrivato all’aereoporto, ho preso un mini autobus e mi sono fatto lasciare alla stazione, ho cercato la linea per Lima e ho trovato posto alle 15,30 con arrivo previsto a Lima alle ore 16 del giorno successivo (21 luglio). La frontiera con il Perù dista solo una ora da La Paz. Costo 50 dollari, qui non accettano euro solo dollari o Bolivianos. Sono andato a ritirare 100 dollari e poi sono tornato a pagare. Quindi mi sono incammonato verso il centro lungo una strada che va al fondo della valle. Cercavo una guida della città e della Bolivia, ma non si trovavano e sono arrivato a piazza dello studente dove ho trovato la libreria don Bosco, sono entrato e ho comprato una piccola guida. Lì c’è l’istituto don Bosco. Ho chiesto se c’era un padre italiano e loro mi hanno detto che il parroco della parocchia si chiama Giorgio Milan. Mi è venuto in mente un padre Giorgio Milan che ho conosciuto a Martellago, in provincia di Venezia, ma non mi ricordavo se era salesiano, e poi non poteva essere lui. Non riuscivano a rintracciarlo e mi hanno detto che alla messa delle 11 l’avrei incontrato. Sono andato alla messa: era proprio lui. Incredibile, un caso, Alla fine della messa l’ho salutato e lui mi ha riconosciuto e mi ha detto: “ma sei qui da solo?”. Ci siamo accordati per pranzare assieme alle 13,15.
Che dire della Bolivia e dei Boliviani? Prima di tutto qui vedi i volti che esprimono le razze, specialmente i volti degli indios che sembrano bruciati dal sole. Comprendi che è una mistura di cultura che va dalla tradizionale indios a quella europea. Per le strade di La Paz strapiene di smog, vedi le donne con gli abiti colorati, i bambini appesi dietro, che vendono le porcherie dell’occidente.
La cosa che mi fa impressione è la confusione stratosferica di gente che va e viene, il traffico, gli incroci a tutti gli angoli con un vigile, come dire che la vita ha si dei cammini tracciati, ma non ha una regola, si decide nel luogo dove sei, è li che contratti per sopravvivere, è li che cerchi la soluzione migliore per continuare la tua vita. Anche quando ero a alla frontiera, con l’amico boliviano, lui contrattava con tutti per avere un biglietto, o trovare il taxi meno caro, od evitare di essere imbrogliato. La Regola è: tutto si può avere basta conoscere le persone e contrattare, solo così sopravvivi. Qui trovo lo stesso sistema di Rio, tanta gente vive del mercato informale, vendendo qualcosa per la strada. Per ora non ho visto tanti mendicanti come Rio e neanche bambini di strada, anche se le condizioni di povertà si vedono. La popolazione della città dovrebbe essere meno di 1,5 milioni, quindi niente a che vedere con gli 8 di Rio o i 17 di São Paulo.
Domanderò a Giorgio la situazione.
Per quanto riguarda le elezioni non sono riuscito a leggere i giornali, ma posso già dirvi che sono contrastanti.
La Paz si trova a 3627 m slm, e per la verità sento che la respirazione è un po’ difficile, ma per ora il mio organismo regisce bene.
Ora vi saluto, Mauro Da La Paz Bolivia in cammino verso Quito.