A Lima

Martedí 21 luglio ore 21, 45 Lima capitale del Perú.

Carissimi,
Ieri sono andato a mangiare con padre Giorgio Milan in centro a La Paz e ho fatto una scorpacciata di cibo e di cose tipiche della Bolivia, e alle 15,30 ho preso l’autobus che mi ha portato qui a Lima, dove sono arrivato dopo ben 27 ore di viaggio (3 di ritardo). Adesso vi scrivo da un albergo che costa 45 soles (16 dollari), mi sono fatto la doccia calda (ero veramente sporco dopo due giorni che non mi lavavo) e adesso sono davanti al computer per scrivervi che sto bene. Non ci sono pullman liberi per Quito e domani consulterò gli aerei, speriamo che non siano cari. Lima si sta preparando per la finale della coppa America che sicuramente sará disputata dalle eterne rivali che sono Brasile e Argentina. La finale sará domenica.
Che dirvi del viaggio.
Prima di tutto la Bolivia che ho attraversato velocemente, é grande piú di tre volte l’italia e ha poco piú di 8 milioni di abitanti. La capitale amminitrativa é La Paz, quella costituzionale é Sucre. La capitale, come vi ho detto, é come un girone dell’inferno.
Lasciata la capitale cerso le 15,30 siamo arrivati alla frontiera dopo due ore costeggiando il lago Titicaca. Alla frontiera, che si trova nella cittá di Desaguadero, c’era una fila interminabile di camion e solo dopo un’ora siamo riusciti a ripartire. La frontiera é come un mercato, un casino infernale di gente che vende e compra, un via vai di gente che passa la frontiera, in modo legale e no, con tutti i tipi di merce.
Verso le 20 siamo arrivati a Puno che si trova sempre sulle sponde del lago Titicaca, lago diviso tra Bolivia e Perú. Qui sono scese parecchie persone specie turisti che andavano a Cuzco. L’autobus si é riempito di nuovo. Ho fatto amicizia con un giovane peruviano commerciante di tessuti che mi ha invitato, quando torno, alla sua cittá. Verso le 22,30 mi sono messo a dormire. Mi sono svegliato verso le tre per salutare il peruviano che é sceso e poi ho ripreso a dormire e mi sono svegliato verso le 7 nello scenario del deserto. Dopo mezz’ora é apparso il mare che abbiamo costeggiato quasi fino a Lima. Lo scenario del deserto é rimasto anche quando siamo passati per Nasca, dove ci sono i disegni che si vedono dall’alto. Non pensavo che quasi metá del Perú fosse deserto. Alcuni peruviani mi dicevano che qui non piove mai e che le poche zone che si coltivano sono lungo i corsi del fiume o dove si puó pompare l’acqua. Le case che sono dei cubi, hanno il tetto piatto fatto di stuoia. Il deserto é sempre ventoso, la sabbia é dappertutto ed é un misto di sabbia e pietrisco. In una zona deserta ho visto anche delle casette (una stanza di mattoni) che mi sembrava differente dagli altri villaggi perché distribuite equamente sulla valle e mi hanno detto che é una occupazione dei senza terra. Mi domando cosa occupano nel deserto e mi rendo conto che come in Brasile anche il Perú ha un problema di distribuzione della terra. Di questo viaggio mi rimangono impresse le immagini di questi scenari forti, non normali per noi, il lago Titicaca, il deserto, le valli coltivate, la strada a strapiombo sul mare, la gente bruciata dal sole, le donne piccole con i tipici vestiti andini con un fardello sulle spalle, la polizia sempre pronta a controllare per poter dare multe e intascare soldi, le vette delle cime andine, l’altezza dei 4 mila metri con la sua vita difficile, la estrema semplicitá con cui vive questa gente, la terra che non ha fine, tanta terra con spazi immensi. Penso di aver fatto dai 1500 ai 2000 km vedró con precisione.
Per ora é tutto anche se le cose viste e pensate in questo viaggio sono tante.
Saluti da Mauro in viaggio per Quito.