Album di Agosto dalla Casa Estudiantil

1 agosto

Domande
Passare le serate con le ragazze, a fare i compiti, a leggere, ad imparare a tessere una sciarpa o un maglione può portare a volte a lasciarsi andare in chiacchiere sui temi più disparati: a volte parliamo di cose leggere, comiche e divertenti; altre volte le chicas sono interessate a tematiche che mi lasciano ….basito. Mi sono trovato spesso negli ultimi tempi a riflettere su cose che da anni non affrontavo o che davo per “scontate”, ma le domande sono acute ed importanti, spesso frutto di riflessioni fatte in classe ma poi non approfondite. Per esempio:

– Aida e Blanca interrompono una mia lettura chiedendomi: hola Pigi, qual e’ la differenza tra libertà e libertinaggio? Ho guardato nel vuoto per 3 minuti e poi ho abbozzato una risposta.

– Martha e Sonia (ma perché arrivano sempre in coppia?), mentre Nelly mi sta insegnando inutilmente a fare il più semplice dei “punto a croce” si siedono accanto a me: hola Pigi, che cosa vuol dire “femminista” e chi e’ un liberale? E ci si innamora più con la mente o con il cuore? Alle domande mi pratico “involontariamente” un buco nella mano con l’uncinetto e poi abbozzo un discorso semiserio. Non so da dove cominciare.

– Eufenia, Nataly e Neysa, mentre mangiamo del mais tostato, sorridendo mi chiedono: hola Pigi, l’omosessualità e’ una malattia? E Dio esiste? Mi va di traverso tutto il mais, mi siedo e ancora una volta guardo il soffitto in silenzio, faccio un sorrisone per ammantare una certa tranquillità, ma sono intellettualmente confuso: da dove comincio?

4 agosto

Castigo

Nei collegi che si rispettino capita di dover dare dei castighi a chi ha trasgredito qualche regola. E la Casa Estudiantil non e’ da meno: a volte e’ per una bugia, a volte e’ per non aver fatto il proprio dovere, e’ normale che cio’ avvenga tra ragazze adolescenti; e cosi’ lo e’ il “castigo”: dare una ripulita ai dormitori o non avere il permesso di uscire per un giorno sono cose che servono alle ragazze per capire e correggere un po’ i loro errori. Tra me e me penso che se forse da piccolo mi avessero fatto usare di più’ “scopa e ramazza”…..

Nel mentre in questi primi giorni di agosto sono arrivate nella Casa due volontarie italiane di nome Chiara entrambe, di 18 e 28 anni, veronesi.

6 agosto

El dia de la Patria

Oggi e’ giorno di festa nazionale in Bolivia per il 175 anniversario dell’indipendenza: tutte le istituzioni sociali e politiche devono sfilare per le vie cittadine di Colomi. E’ un rito politico dal sapore un po’ retro’ e sciovinistico. Ma oggi tutti si vestono a festa, le bande dell’esercito e della scuola hanno provato le musiche per settimane e c’è chi ha speso una fortuna per farsi fare un vestito bello e vistoso. Anche le nostre chicas devono sfilare (se per caso non volessero c’è una multa salata da pagare!) e sono molto eccitate: si vestono con l’uniforme della Casa con il logo della Madonna di Monteberico ben in vista, si pettinano bene, si stirano i pantaloni. Insomma, e’ una gran occasione di festa per loro e le due Chiare ed io sfiliamo tra due ali di folla incerti se fare il passo marziale ritmato d’obbligo o rimanere seri. Alla fine tutte si fanno scattare una foto che conserveranno poi nei loro quaderni con gelosia.

9 agosto

Giocare e’ bello

Partita di calcetto: sono il capitano di un gruppo di chicas agguerrite, mentre dall’altra parte c’e’ la prof. Edit che capeggia un altro gruppo. Sono tutte molto veloci ma soprattutto con il coltello tra i denti per la foga agonistica: Norma Espinoza e’ un attaccante con ottimi piedi, Rosalía ha una potenza nei tiri sorprendente, ottima Nilsia in difesa, Marlene e’ un portiere reattivo e Hilda picchia duro come terzino sinistro. Io sono regolarmente a terra surclassato dai falli non sanzionati (pero’ ridono di gusto). Non possiamo che vincere. E vinciamo con un autogol: stiamo pensando di fare una squadra di calcetto per il torneo che si giochera’ a Colomi a fine settembre, con tanto di maglietta “Equipo Casa Estudiantil”, e secondo me le nostre chicas faranno il loro bel figurone. Vedremo. La cosa piu’ bella pero’ e’ che si divertono un sacco, ma di una gioia infantile, sana ed esuberante.

12 agosto

Il “mote”

Alcune chicas si sono chiuse dentro al garage dove il nostro direttore, Marcello, mette la sua jeep. Incuriosito entro a vedere il motivo di tanta segretezza: c’era un pasto fuori orario in corso, una specie di merenda campesina. Stanno sedute in ginocchio in 7 attorno ad una pentola calda di mais lessato ed una bacinella piena di cipolle tritate, pomodoro a pezzi e formaggio a pezzetti, il “mote”: mangiano con le mani e la cosa mi affascina tanto che chiedo di essere invitato. Mangiare con le mani, mentre si chiacchiera e si ride, e dividere il cibo cosi mi e’ sembrata la cosa più naturale del mondo e non da “primitivi” come certamente qualsiasi occidentale (io compreso) avrebbe guardato questa scena. Ovviamente a cena non ho toccato cibo, sazio com’ero, mentre tutte le partecipanti alla “merenda” non hanno lasciato nulla nel piatto.

14 agosto

La pizza a Colomi

Le volontarie si danno da fare: lezioni di italiano per tutte, chiacchierate sui diritti delle donne (la Chiara “senior” lavora in un’associazione culturale in Italia che si occupa proprio delle donne). Le nostre chicas si sono affezionate subito alle ragazze italiane e nel giro di 2 settimane c’è già molta affinità: Chiara junior pero’ e’ gia’ di partenza perche’ va a vedere un altro progetto, ma per salutare tutte si e’ messa in un’ impresa titanica: preparare la pizza per 62 chicas! Con l’aiuto di Chiara senior e di Edit, io assaggiatore -mandarino ufficiale, ed un intero pomeriggio davanti al forno escono 23 teglie di pizza farcite di tutto. La maggioranza delle chicas non hanno mai mangiato una pizza, la guardano incuriosite, alcune chiedono come si mangia. Fa davvero tenerezza osservarle, ma poi diamo il via noi italiani mangiandola con le mani. E alla sera e’ una gran festa per salutare chi parte, ballando e divertendosi assieme.

15 agosto

Domenica in Casa Estudiantil

La domenica nella Casa Estudiantil e’ giornata dedicata alle visite famigliari: le ragazze passano il tempo guardando il portone della Casa o aspettando il suono del campanello con la speranza che sia un loro parente. Molte di loro riescono cosi a stare con i loro cari per alcune ore, passeggiando per il mercato di Colomi, comprando cio’ che gli manca o rilassandosi. Ma altre non ricevono la visita di nessuno e non posso non notare la loro malinconia:a volte e’ perché i loro familiari vivono troppo lontano. Ma spesso e’ perche’ molte di loro hanno situazioni famigliari disastrate, alcune senza genitori, altre non riconosciute, alcune con un passato di violenza famigliare che e’ meglio dimenticare. La domenica nella Casa Estudiantil fa emergere molti sentimenti, spesso opposti, ma anche uno dei significati di questo progetto:la possibilita’ di andare avanti offerta a ragazze che da sole sarebbero rimaste al palo delle loro drammatiche esistenze.

23 agosto

Ospitalita’ boliviana

Andiamo a passeggio verso Candelaria, un paesino a 12 km da Colomi, dall’altra parte della laguna. Le chicas ci sono tutte, c’è chi cammina più veloce, chi rimane indietro perche’, diciamo, “fuori allenamento” (il sottoscritto), fa freddo ed il cielo e’ coperto, ma la voglia di fare due passi e’ più forte. Ci mettiamo 3 ore ad arrivare, mangiando arance, panini e bevendo in quantità. Vengo a sapere che Candelaria e’ anche uno dei paesi da dove arrivano un paio di chicas. Leticia e’ di Candelaria, ha un viso simpaticissimo perché e’ sempre sorridente e le amiche la chiamano “conejito” (coniglietto) perché il viso e dei bei incisivi fanno pensare al roditore e a lei questo fa sorridere. Ad un certo punto, seduti sul prato a finire le provviste, Leticia ci dice che sua madre ci ha invitati a casa sua per la merenda.

“Ma siamo piu’ di 60 persone…dove ci mette?” Ma la sorpresa per me più forte e’ la casa stessa di Leticia: senza tanto descriverla, credo di non esagerare se scrivo che una qualsiasi malga di montagna nostrana sarebbe una reggia al confronto: mattoni in fango e paglia, pavimento in terra battuta, una cucina con fuoco a legna (come in campeggio) che neanche in un bivacco puoi trovare. Eppure, la mamma tutta sorridente, ci sistema dove puo’, le ragazze si mettono a pelar patate, a pestare con i piedi chissa’ quale tubero da cucinare, a sminuzzare cipolla. In un’ora siamo in piena merenda campesina, seduti un po’ qua e un po’ la’. Ed io guardo tutta la scena con meraviglia, immaginandomi una mamma italiana che prepara con questa semplicita’ la merenda per 60 persone. Ma la meraviglia e’ che proprio non riesco ad immaginarla.

PS: per gli amanti della “scopa”, questa e’ la situazione nella 2 edizione della “Copa America di scopa” : Volontario PG – Doña (baro) Bertoldo 2-1.

Il volontario si allena con continuità con las chicas a quota 3300 m. per ossigenarsi meglio e i risultati si vedono. Doña Bertoldo sta preparando all’uopo panno verde, cicche e whisky per recuperare, ben sapendo che il Volontario non fuma e non beve! Armi di distrazione di massa?

PS da parte di Anna Maria: il whisky è in realtà autentica grappa italiana e l’unico fumo che circola da queste parti è quello di una candela profumata alla rosa bianca e camomilla che, a quanto dicono, favorisce l’equilibrio……di cui, vi assicuro, alle condizioni date, ho estremo bisogno!
PiGi