Album di Ottobre dalla Casa Estudiantil

1 ottobre

Colomi, Europa nel primo ‘900

Capita di vedere in questo paesino situazioni, persone, cose che possono ricordare delle foto ingiallite o in bianco e nero viste su qualche rivista fotografica specializzata in immagini che ricordano la storia italiana passata recente:

– con due chicas vado a prendere della legna nelle colline qui attorno e ci dividiamo le zone; quando ci rincontriamo Hilda e Nataly (le chicas) hanno sulle spalle un’enorme quantità di legna raccolta in un telo colorato sotto cui piegano la schiena: mi ricorda tanto una foto dei nostri contadini veneti di tanti anni fa, ma qua si fa ancora così; io , come un bambino, portavo la legna tra le braccia);

-camminando per il paese vedo uscire da un cortile un paio di bimbi che giocano con un cerchione di ferro e lo fanno girare con un bastoncino che fanno correre lungo la circonferenza: non ricordo il nome del gioco, ma e’ ancora una foto del nostro passato che ho già visto;

– non piove seriamente da 5 mesi e l’acqua nei nostri serbatoi si sta esaurendo: per lavare le loro cose le nostre chicas vanno al fiume: lo facevano anche mia nonna e la mia bisnonna, ma vederlo fare nel secolo 21 da ragazze di 15 anni e’ una cosa che mi affascina e mi stringe il cuore allo stesso tempo

3 ottobre

Cresima

Oggi e’ stato un giorno importante per alcune delle nostre ragazze: hanno fatto la cresima Jesica, Norma, Dora, Alejandrina, Ely, Nelly, Neliana, Rosalia, Tania, Irma, Remigia, Adela Rosmery e Ines. Erano vestite in modo splendido, truccate, ben pettinate e soprattutto molto, molto felici. Anche qui c’è la figura del padrino per le cresimande, ma qui ha un ruolo molto forte e attivo nella vita della ragazza: ha il dovere di comprarle i vestito, di sostituire i genitori naturali per tutta la vita in caso di disgrazie, di consigliere e di educatore a tempo pieno: insomma, comporta un impegno che, personalmente, mi farebbe per lo meno pensarci 2 volte prima di assumerlo. E poi la festa che gira attorno all’evento coinvolge l’intera comunità: c’erano più di 200 ragazzi da cresimare, 11 parenti come minimo per ragazzo, venditori di patatine, di panini, di coriandoli. .una bolgia incredibile: il vescovo ha dovuto adattarsi a celebrare la messa nel palazzetto dello sport del collegio di Colomi per far entrare tutti.

Ci sono le cresime italiane e quelle boliviane: decisamente non sono la stessa cosa.

E’ stata, ad ogni modo, una bella giornata di festa.

8 ottobre

deputate crescono

Martina e’ una classica ragazza che vive nella campagna boliviana: e’ una cholita (nome tipico delle ragazze che vestono ancora con abiti della tradizione quechua) ed e’ nel corso di recupero della Casa. Ha 20 anni e ha deciso di recuperare il tempo perduto e di studiare. E’ un esempio per le sue compagne, e’ carismatica, un punto di riferimento positivo, e difende la sua lingua e la sua cultura quechua con orgoglio e passione. Le piace molto cantare e fisicamente e’ una forza della natura: spalle possenti, due gambe forti come colonne, treccione lunghe, e’ 1 metro e 55 di potenza che solleva 60 kg di patate sulle spalle come fossero nulla ed e’ riuscita a caricarmi sulle sue spalle con la sua coperta portandomi a spasso per diversi metri. Si cuce le scarpe da se’: compra la suola e poi comincia a tesserci attorno con un filo molto grosso la scarpa: c’è da rimanere incantati. Ieri l’ho vista seduta nel nostro prato con un libro in mano e quando le ho chiesto cosa stesse leggendo mi ha mostrato la copertina: “Come diventare deputato del Congresso”. Mi si e’ stampato un sorrisone in viso e lei, seria, mi ha detto che ci sta pensando.le chicas della Casa Estudiantil puntano decisamente in alto!

12 ottobre

Flavio

E’ arrivato un nuovo volontario nella Casa: si chiama Flavio De Munari, e’ di Vicenza e fa il pompiere specializzato elettricista. E’ arrivato con un contributo raccolto tra i suoi colleghi pompieri (grandissimi, sempre detto che sono degli eroi!) e di alcuni cittadini vicentini (sempre detto che la nostra gente e’ splendida!): un grazie grande come una Casa Estudiantil e’ d’obbligo.

Nei primi giorni ha dovuto pagare il fio imposto dalle dure condizioni climatiche boliviane: mal di pancia, un po’ di febbre, spossatezza.: ci passano tutti. Ma poi si e’ ripreso bene ed e’ venuto a Colomi a darci una mano a risolvere alcuni problemi elettrici che si sono accumulati nel tempo. Con gran passione ha sistemato luci, fotocellule, cavi penzolanti, docce a 5400 watt (!!) con qualche disguido. A dire il vero e’ rimasto impressionato dagli impianti elettrici boliviani: come sicurezza sono.da brividi, come dice lui, ma qui la legge 626 non e’ ancora arrivata!

15 ottobre

il forno nuovo

Alla Casa Estudiantil e’ arrivato, grazie alla donazione di un signore svizzero e di un’amica di Anna Maria, Nadia, un bellissimo forno in acciaio tutto luccicante, dalle dimensioni considerevoli, composto di 2 piani e 6 teglie in acciaio pure quelle. Era proprio necessario anche perché adesso ci possiamo permettere di cucinare cose in quantità che prima neanche sognavamo. La cosa bella e’ che il giorno dopo le chicas e la prof. Edit si sono messe ad impastare una cosa come 500 forme e per la sera sono uscite le prime sfornate di pane: e’ stata una bella emozione per tutti e mangiarlo ha dato un gusto molto speciale alla serata. La cosa si e’ già ripetuta ed il pane e’ uscito addirittura meglio (600 pezzi, la fame monta!), più morbido e alto ed e’ durato appena 3 giorni (!): inoltre le ragazze stanno imparando a farlo autonomamente e a dare al lavoro ed al pane stesso maggior valore.

24 ottobre

paese che vai.

Seduto a chiacchierare attorno ad un piatto di mais lessato mi incuriosisce il discorso di una ragazza: dice che nel campo (in campagna) quando un uomo sceglie con chi sposarsi, tra i tanti riti c’ é quello per cui la promessa sposa viene invitata della futura suocera in casa sua: qui la fa sedere in cucina, le mette davanti un sacco di patate del tipo più piccolo che si possa incontrare al mercato e gliele fa sbucciare: se sa sbucciarle velocemente, bene e con sicurezza ottiene il suo beneplacito, altrimenti sconsiglia al figlio di sposarla: chissà se esportare questo in Italia avrebbe successo.

Tra i “rimedi della nonna” tipicamente boliviani ce n’è uno che usano nel campo che, premetto, mi ha lasciato più di altri basito, ma qui si chiama “medicina tradizionale” ed e’ molto diffusa, dato che mancano sempre soldi per le medicine: le chicas mi raccontano che da piccole, quando hanno la febbre, i loro genitori le inumidivano con un panno bagnato di pipì (di chi non l’ho ben capito, non ho chiesto delucidazioni) e che ha sempre funzionato.da occidentale penso che gli antibiotici siano una gran bella scoperta!

Menù del mese da Doña Bertoldo:

Primo piatto: brodo di pollo

Secondo piatto: zucchine lesse, pollo lesso, carote lesse

Dessert: budino al cioccolato (lesso)

Ps: eravamo entrambi ammalati!
PiGi