ANCORA PIÙ LONTANO – Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia

Questo bastardo deve marcire in prigione…
bisognerebbe ammazzarli tutti…
Perché non c’è nessuno che puó sistemarlo come si deve questo pezzo di animale…
Lascia perdere, tra poco ci penseranno i suoi compagni di cella a sistemarlo per benino.

Queste, tra una serie di altre, le profonde considerazioni che ci piovono addosso tutti i giorni da anni (e chissá fino a quando) regalateci da illustri giornalisti, opinion makers, bravi presentatori di programmi popolari, che si autonominano difensori del popolo e dei suoi diritti. Si proprio cosi: difensori del popolo e dei suoi diritti. Queste dichiarazioni vanno molto più in lá dell’illustre giornalista che le ha proferite: entrano a far parte del pensare e dell’agire quotidiano della nostra gente, del modo di affrontare le relazioni tra le persone, le istituzioni e la convivenza pacifica e democratica, trasformando cosi l’opinione pubblica in massa amorfa e omogenea che esige vendetta e morte.
La cosa piú semplice, il cammino piú breve è quello del discredito e della mancanza di speranza.
É facile guardare ad un pericoloso criminale, uno stupratore, o un semplice ladruncolo e pensare a quello che gli farei se potessi… oltre ad essere facile è ció che piú si ascolta quando pubblicamente si osa contestare o confutare simili affermazioni….
Vorrei vedere se fosse capitato a te, o a tua figlia… sei giá stato assaltato? Cosa risolve arrestarlo se tra poco te lo ritrovi in strada, bisognerebbe ammazzarlo davvero.
Cosa dire davanti al dolore e alla disperazione delle vittime di una violenza così grande? Cosa dire davanti alla paura che immobilizza la nostra gente? Come far capire che il cammino della diffidenza e della disperazione è una strada senza ritorno?
Come spiegare che anche quello li, proprio quello li che è stato preso con le mani sporche di sangue, quello la cui faccia appare alla TV, quell’esecrabile esposto al publico ludibrio, quel mostro (per continualre con le definizioni degli illustri giornalisti)… ha diritto ad essere processato secondo la legge, e se la stessa legge che ordina il suo arresto lo determina, deve essere scarcerato? come spiegare tutto ciò?
Non lo so, sinceramente non lo so. Non so se riesco a parlare di Princìpi, di Diritti, di Democrazia davanti alla disperazione che predomina nella nostra società.

É doveroso ricordare che la mia generazione à cresciuta, ha sofferto e molte volte è morta, durante l’esibizione muscolare di um potere infettato di autoritarismo in un tunnel di paura, intimidazione e violenza istituzionale. È giusto ricordare che la libera convivenza democratica è stata riconquistata non con la violenza ma con la forza dei Princìpi e degli Ideali. Perché non esiste libertà democratica che non abbia le sue basi in valori più forti e durevoli che una semplice revanche.
Forse è proprio questo che posso rispondere: non voglio una revanche e non voglio retribuire all’offesa del crimine con i mezzi, i metodi e le parole che esso stesso usa. Allora non sarò più così piccolo e impotente davanti alla disperazione. Divento forte perchè mi armo di Idee e Principi universali. Divento una roccia, un guardiano, divento quello che può fare la differenza tra la barbarie dell’arbitrarietà e la Giutizia, la Legge: parlerò a nome di, assumerò la responsabilità, farò miei i bisogni e le istanze di chi necessita di protezione davanti alla violenza del mondo e spesse volte davanti alla noncuranza dello Stato: ecco il vero significato dei termini latini Advotatus, Advogare. Nessuno ha la forza di obbligarmi ad occuparmi di chi non ha nessuna risorsa, ma qualcosa di superiore me lo impone. Dice un antico proverbio ebraico: chi salva una vita salva in mondo intero… ed io aggiungo: chi opera nella giustizia e in suo nome agisce dimostra e comprova che essa realmente esiste.
Sì, è così che potrei rispondere ogni qual volta ascolti quelle affermazioni che offendono la coscienza di chi crede nei valori della Libertà.
La libertà è il diritto più sacro di un popolo. Ed io ho in mano gli strumenti per custodire questa Libertà e per fare sì che venga realmente vissuta nella sua pienezza, nella sua coscienza dei diritti e dei doveri della persona con se stessa e con i suoi simili. E di questo ne sono certo. La garazia della Libertà sta nelle mani e nelle azioni di chi la costruisce ogni giorno curandola e alimentandola affinché la legge sia applicata la Giustizia sia giusta e l’individuo, massificato, amorfo e umiliato si trasformi in cittadino consapevole della sua dignità.