Arrivano Gaetano e Carmine

Gaetano e Carmine

Giovedí 10 mi sono svegliato alle 4 per essere all´aereoporto verso le 5,30 e cosí attendere l´arrivo di Carmine e Gaetano. L´aereo é arrivato puntuale. Verso le 6,20 li ho accolti e ci siamo diretti a Grajaú dove, verso le 7,15, suor Paola e Severina ci hanno aperto le porte, baci e abbracci.
Ho fatto in tempo anche a tornare alla casa dom Helder verso le 8 per aprire le porte ai muratori.
Giovedí era “feriado” cioé tutto era chiuso per la festa del Corpus Domini. In centro si è svolta una grande processione con 100 mila persone tra la Candelaria e la Cattedrale. Io ne ho approfittato per cercare un appartamento e sono riuscito a trovarne uno discreto.
Ho lasciato riposare i due nuovi arrivati e alla sera verso le 17 sono venuti a visitare la casa dove sono ospite dell´associazione. Con loro abbiamo parlato un po’ di tutto e del lavoro dell’associazione.
Alle 19,30 li ho accompagnati alla casa dove sono alloggiati (le suore di Maria Riparatrice) e io ho preparato una cena luculliana.

Venerdí 11.
L´appuntamento era per il mezzogiorno per andare a pranzare in una churrascaria (carne ai ferri) ma quando sono arrivato all´appuntamento Roberto ci ha accompagnati alla casa Kablin, dove la notte precedente avevano tentato di rubare tutti i computer. Avevano scassato le porte e staccato tutti i computer, mancava solo portarli via. Non si sa per quale motivo, forse per il cane del vicino che ha abbaiato molto e ha insospetito la vicina, ma non sono riusciti a completare l´opera. Sarebbe stata una grossa perdita.
Dopo aver sistemato i computer al sicuro siamo andati a mangiare. Il servizio (servizio? come posso chiamarlo servizio?) e la quantitá di cibo erano infimi.
Verso le 15 siamo andati in centro a cambiare i soldi e alle 16 siamo giunti alla San Martinho, dove abbiamo incontrato Leo, che praticamente ne é il responsabile. Ci raccontava che hanno dovuto chiudere per 20 giorni il Centro Sociale (dove accolgono durante il giorno i ragazzi di strada) perché il traffico di droga era sceso dalla favela e praticamente si era piazzato all´entrata del centro. Dopo c´é stato l´intervento della polizia che ha preso i giovani che gestivano la vendita della droga. Ci raccontava inoltre che la casa di accoglienza dei bambini di São Cristovão sará chiusa e inizieranno una esperienza di comunitá mista nella casa delle ragazze.
Verso le 17 abbiamo salutato Leo e siamo passati vicino agli archi di Lapa dove ho mostrato dove dormono alcuni giovani di strada, quindi siamo andati alla cattedrale anche se era ormai buio e non si potevano ammirare le vetrate, che sono l´unica bellezza.
Siamo ritornati a Grajaú in autobus e Carmine ha fatto l´esperienza della roletta e della guida spericolata degli autisti.

Sabato 12.
Sono andato a svegliare Gaetano e Carmine e alle 9,30 eravamo in autobus diretti per la Centrale e da li per Nuova Iguaçú ad incontrare Chiara Pedrazzini. Verso le 11 siamo arrivati, senza troppe difficoltá, alla casa di Chiara, una bella casetta non molto lontana dalla stazione del treno. Con lei abbiamo parlato del progetto che sta portando avanti di sostegno alle ragazze gravide, delle gioie e difficoltá che incontra. Verso mezzogiorno é arrivato Luis, il suo fidanzato e con lui abbiamo pranzato con cibi brasiliani, ma con sapori italiani (olio di oliva, pasta di olive, formaggi, salame) e mi sono rimpinzato per bene.
Verso le 15,30 siamo tornati a Rio, e siamo arrivati a Grajaú verso le 17.00
L´appuntamento era verso le 21 in centro per un momento culturale. Ci siamo ritrovati come previsto verso le 21 in una specie di ristorante che si chiama Rio Scenario, che é un negozio di antiquariato a tre piani dove si beve, si danza e se si vuole si comprano i pezzi di antiquariato che sono esposti e che arredano i vari piani. Un posto davvero originale.
Verso le 23 siamo tornati a casa e ci siamo dati appuntamento per il giorno successivo per andare a trovare le due suore che vivono nella favela 117 a Rio Comprido. Chiara e Luis hanno dormito nella mia casa per non tornare a Nuova Iguaçú.

Domenica 13
Dopo aver partecipato ad una barbosa messa, alle 11 abbiamo preso un taxi e siamo andati a Rio Comprido, zona Estacio, dove ci attendeva Suor Claudia. C’ero giá andato due anni fa in questa favela e avevo fatto anche delle fotografie. Questa favela si chiama con questo nome perchè l´accesso si trova al numero 117 di rua do Bispo. Claudia ci é venuta a prendere all´entrata della favela perché altrimenti sarebbe stato impossibile entrare senza essere accompagnati da gente del posto che ci fa da lasciapassare. Saliti lungo le scale e i vicoletti della favela siamo giunti alla loro casa dove abbiamo conversato per due ore. Il nostro obiettivo era conoscere il loro lavoro in quella comunitá. Mi ricordavo del lavoro nell´asilo che loro guidavano. Adesso quell´asilo é passato nelle mani della parrocchia (che si trova ai piedi della favela) ed ha l´appoggio del comune. Le due suore studiano ancora (una ebraico e greco e l´altra sta preparando la tesi sul femminismo) e la loro attività ora è di ascolto dei problemi della gente e fare un accompagnamento ad un gruppo di donne. Siamo passati dai temi della favela, ai temi della teologia, a quelli di sociologia e di storia. Un confronto interessante.
Le suore poi ci hanno salutato e ci hanno detto che potevamo scendere tranquilli. Uscendo dalla favela lungo i vicolo abbiamo visto i giovani armati di mitragliatrice, io e Luis sapevamo del fatto, mentre Chiara, Carmine e Gaetano, hanno preso un po’ di spavento. Siamo usciti velocemente senza guardare in giro.
Versole 13,30 siamo andati a mangiare in un ristorante a chilo (ovvero si paga il peso di quello che si consuma) e poi siamo andati in Centro. Oggi a Rio c´era l´arrivo della torcia olimpica (quella delle olimpiadi prossime di Atene) che ha attraversato tutto Rio partendo alla mattina dal Maracaná (Pelé il primo a prenderla in mano) e poi per tutto il giorno circa 300 persone (piú o meno celebri) percorrevano 400 metri con la torcia, fino ad arrivare alle 5 del pomeriggio all´aterro di Flamengo. Tutta la cittá era in fibrillazione. Noi abbiamo visitato un po’ il centro accompagnati da Luis, professore di storia e geografia, che ci ha fatto scoprire angoli nascosti del centro di Rio e illustrandoci pezzi della sua storia.
Verso le 17 ci siamo salutati e in autobus siamo tornati a Grajaú.

Domani avremo l´incontro con i teologi della PUC (pontificia universitá cattolica) e martedí con i teologi e le comunitá di base della baixada fluminense.
Mercoledí Gaetano e Cramine partiranno in aereo per Salvador.
Questa sera ho telefonato sia a Paolo D´Aprile, sia ad Edith Ferreira, sono tornati in Brasile, stanchi morti e anche un pó raffreddati, ma contenti di tutte le persone che hanno incontrato. Da tutto questo spero possa nascere qualcosa.

Ciao da Mauro.