Bloccato a Lima

Carissimi oggi é giovedí 22 e qui sono le 10 della notte mentre da voi dovrebbero essere le 5 della mattina (7 ore di differenza) e sono a qualche chilomentro dall’oceano Pacifico.
Oggi sono riuscito a comprare il biglietto d’aereo per Quito ma é per sabato alle 14,35 e mi é costato 274 dollari. Approfitto di questi due giorni per conoscere Lima.
Oggi sono andato al Centro di accoglienza per i volontari dell’operazione Mato grosso, che si trova qui a Lima e che fa anche da ospitalitá per gente che é di passaggio. Ho incontrato la responsabile italiana Teresi che mi ha spiegato tutta l’attivita del progetto. Qui in Perú OMG (operazione mato grosso) é molto sviluppata e comprende anche la gestione di tre rifugi andini sulle tre piú alte montagne del Perú. Ma prima di questo progetto sono nati centri per intagliatori del legno, scultori, cucito per le donne e mille altre attivitá. Al pomeriggio ho fatto una breve visita all’Istituto Bartolomeo de las Casas il centro fondato da Gustavo Gutierrez che continua a portare avanti la scelta della chiesa di fare una opzione preferenziale per i poveri. L’istituto promuove lo studio delle tematiche sociali e teologiche, favorisce un lavoro di scambio e appoggio con differenti associazioni, partecipa a forum e reti di solidarietá, promuove una scuola di leader comunitari per lo sviluppo, promuove iniziative per lo sviluppo della cittadinanza, pubblica la rivista “Signos”, promuove il dialogo nord-sud, contribuisce per una costruzione di una convivenza pacifica sostenendo la commissione veritá e pace. Inoltre ha una casa editrice legata al centro. Questo sicuramente é una miniera per contatti e sentire come vanno le cose da queste parti.
Che dire di Lima e della cittá che ho respirato. Prima di tutto lo smog pauroso e il traffico caotico. La cittá, come la maggioranza di quelle dell’America Latina, sono fatte a quadre con strade perpendicolari e la maggioranza degli incroci non ha semaforo, si da la precedenza a destra… immaginate che intasamenti. La cittá é definita da tante guide tra le peggiori del mondo perché ha sempre una cappa di nuvole e il sole si vede di rado, poi piove poco e ogni tanto c’é qualche scossa di terremoto. Il clima varia dai 15 ai 18 gradi.
Comunque la cittá si sta vestendo a festa e le bandiere del Perú (rossa bianca rossa) compaiono su tutti gli edifici e sulle strade per la festa dell’Indipendenza che si festeggia il 28 luglio. La bandiera é l’unico elemento di unitá in un paese dalle molte razze, che sta ancora facendo il percorso verso la democrazia e che é impantanato nella corruzione (come é scritto nel giornale di oggi). Lima é una cittá con una mistrura di stili e di volti. Le tipiche cittá del sud del mondo dove lo stile occidentale convive con lo stile di secoli passati. La povertá dove sono io non si vede ma, come mi diceva Teresi dell’OMG, la periferia é piena di quelle che a Rio si chiamano favelas e che qui sono cittá fatte di stuoie, ma si trovano dietro le dune. Di bambini di strada (chico de la calle) non ne ho visto, peró mi sono informato su tre associazioni che lavorano e domani vado a conoscerne qualcuna.
Le persone parlano in modo molto brusco e freddo, ma mi avevano avvertito di non prendere paura. Sto prendendo dimestichezza con lo spagnolo, che non conosco ma che voglio imparare. Il portoghese e l’italiano mi aiutano a capire e a farmi capire.
Dalle email del Forum delle Americhe che mi arrivano credo che si preannunci un bell’evento, molto ricco di iniziative.
Mi dispiace che non posso essere a Cuzco il primo di agosto per la festa della Pachamama, dovrebbe essere una grande festa.
Per ora é tutto. Mauro da Lima in cammino verso Quito.