Briga de cachorros grandes

20 giugno 2004

Domenica 20 giugno sono andato alla festa della parrocchia di Sebastião, Nossa Senhora do Pilar, in Duque de Caxias.
Sono arrivato verso le 11,30 e ho incontrato Sebastião che stava montando un armadio in ferro e sistemando il piano terra della sua casa per accogliere i giovani del Gruppone che verranno in agosto. Terminato di montare i ripiani ho salutato la moglie Lucia e sono diventato partecipe della (animata) discussione familiare che li pone in tensione in questi giorni. Come ogni buona coppia stavano discutendo animatamente sul comportamento reciproco in due riunioni in cui entrambi hanno partecipato.
Nel sabato di sette giorni fa la discussione era se si poteva ascoltare musica funky in una festa della parrocchia. Il funky in Brasile é una musica per i giovani che nella maggioranza dei casi usa parole molto volgari e violente, é molto ascoltata nelle favelas ed esiste anche un funky proibito che inneggia alle fazioni del narcotraffico. Una giovane della comunitá sosteneva che non tutto il funky é brutto e ci sono canzoni con un testo molto significativo e quindi si poteva ascoltare in una festa della parrocchia. Lucia, la moglie di Sebastião nella riunione affermó che il funky non era una cosa buona e Sebastião nella sua razionalitá ha dato invece ragione alla ragazza affermando che non tutto é male. E qui é iniziata la tensione.
Sabato scorso invece riunione della pastorale della salute. Lucia lavora in un centro di salute del comune che é convenzionato con la diocesi. Sebastião in tutta la riunione ha fatto il critico contrapponendosi a tutti, il che ha fatto infuriare Lucia che lo criticava perché ha parlato troppo. Al di lá della tensione familiare, cosa che riguarda loro due, mentre percorrevamo il chilomentro a piedi per arrivare alla sede della festa, Sebastião mi diceva che nella riunione si é parlato principalmente della pastorale dei bambini. Mi diceva che lo Stato aveva inviato al comune a novembre 2003 i soldi per aiutare 1600 bambini del comune appena nati. I soldi erano stati trasferiti al settore di competenza solo a marzo 2004 e i bambini aiutati erano solo 500. Questo ha indignato Sebastião che ha fatto votare una mozione per capire dove sono finiti i soldi, il perché del ritardo e il perché sono stati aiutati solo 500 bambini e se di quelli non assistiti qualcuno é morto per denutrizione. Questa fatto mi ha riportato alla memoria l’articolo letto il giorno prima riguardo i bambini morti nel primo mese di vita. L’anno scorso in Brasile, piú di 38 mila bambini sono morti nel primo mese di vita per mancanza di cure e piú di duemila donne a causa del parto. Due settimane fa sono morti 20 bambini in ospedale perché hanno dato un siero sbagliato, ieri, sempre in ospedale pubblico, é morto un bambino e 5 intossicati perché gli hanno dato insulina. La realtá del “desvio de verba” (denaro pubblico che scompare dalle casse pubbliche e finisce in quelle dei politici) é una cosa impressionante. In questi giorni grande inchiesta sulle persone che si sono arricchire in Brasile. In testa ci sono i politici, la maggioranza ha avuto un aumento del capitale fino al 400%. Case, ville, fazendas, immobili, ecc…, mentre il potere di acquisto della gente é caduto dell’8%. La disparitá tra ricchi e poveri é aumentata, anche se il bilancio dello Stato é in positivo per pagare il debito estero.
Con Sebastião siamo arrivati alla scuola comunale dove si stava svolgendo la festa, ovvero un pranzo comunitario che serviva a rinpinguare le casse vuote della comunitá. Mentre si mangiava in classico stile brasiliano (riso , fagioli, pezzo di carne, verdura, farofa) una giovane animatrice della comunitá annuncia a Sebastião la morte del segretario del concorrente rivale all’attuale sindaco. Lo hanno ammazzato questa mattina con 8 pallottole alla testa. Sebastião si rivolse a me e commentó, “ti dicevo che questa é una questione seria, é una briga de cachorro grande”. Un conflitto tra cani grandi, dove fare un passo errato, significa morire. La conferma di quello che mi diceva i giorni precedenti, gli interessi sono cosí forti che eliminare gli avversari o intimorirli é prassi. Questa é una realtá di tutto il Brasile dove la morte di politici o persone a loro legate é frequente.
La stessa giovane mostrava un foglietto pubblicitario dove una associazione organizzava vari corsi di teatro, danza, alfabetizzazione, ecc…, sono cose organizzate da un cosigliere comunale in vista delle elezioni e che tutti sanno che scompariranno dopo le elezioni. Per la gente sono cose normali e tutti lasciano correre, l’unica cosa possibile é approfittarne. La festa era animata con la musica tipica del nord, il forró, in quanto la maggioranza sono immigrati della regione del Paraiba e Pernambuco. Dopo la festa, verso le 16, sono tornato a Rio e leggendo il giornale ripensavo ad alcuni fatti.
Prima di tutto 15 giorni fa c’é stata una rivolta in uno dei carceri di Rio (Benfica) dove hanno fatto esplodere il portone di ingresso e sono fuggiti 14 prigionieri e ci son stati due giorni di rovolta. Alla fine hanno trovato 30 carcerati uccisi. La causa dichiarata é che appartenevano ad una fazione rivale del narcotraffico. Questa é una cosa comune nelle carceri brasiliane, uccidere i capi delle fazioni rivali. La cosa strana é che avevano messo insieme persone di fazioni nemiche. Dopo una settimana dalla strage i responsabili del carcere hanno deciso di mettere in zone differenti i componenti delle fazioni rivali. Ma la cosa piú sconcertante la dava il giornale oggi: 20 prigionieri (dei 30 di cui alcuni sono ancora da identificare) non appartenevano a nessuna delle fazioni, erano detenuti per crimini non legati al narcotraffico, la maggioranza per piccoli furti. Il giornale diceva come sottotitolo : “estavam no lugar errado e na ora errada”(erano nel posto sbagliato nell’ora sbagliata). Semplicemente nelle schede la polizia aveva legato l’appartenenza alla fazione criminosa in base alla comunitá dove vivevano. Ci sono state testimonianze dei familiari, ma si sa che non serviranno a niente, nessuno pagherá per questi errori.
Nel giornale era anche riportata una frase di Frei Betto che dice :”Siano beati coloro che governano a favore dei diritti umani, che sono fuori dalla logica macabra che fa del bilancio una cassaforte il cui segreto i poveri mai scopriranno” ( Bem-aventurados os que governam em prol dos direitos humanos, destituidos da logica macraba que faz do Orçamento un cofre cujo segredo os pobres jamais descobrem). La frase presenta una realtá del Brasile e dei paesi poveri: non riesci mai a sapere o a capire dove vanno i soldi pubblici. Se chiedi il bilancio (come sta nel diritto di ogni cittadino) non riesci ad averlo e se lo ottieni non ci capisci niente e nessuno ti da esplicazione. Se riesci a scoprire qualcosa o sei potente o sei morto.
In questi giorni la votazione (Camera e Senato) per l’aumento del salario minimo che fino ad oggi é di 240 reais (70 euro). Salario minimo significa la paga minima legale che un padrone ti puó dare. Alla Camera si é approvato l’aumento a 260 reais proposto dal presidente Lula, al Senato ha vinto l’opposizione che ha approvato un aumento a 275 reais. Adesso la legge provvisoria deve tornare alla Camera e Lula ha detto che se non sará approvato l’aumento a 260 lui metterà il veto e quindi non ci sará nessun aumento. Una grossa battaglia politica per 15 reais (4 euro) mentre i politici si arricchiscono e fanno sparire montagne di denaro pubblico.
Vi ricordate lo scandalo del ministro italiano e del presidente della commissione che approvava i medicinali, che ricevevano le bustarelle dalle case produttrici di medicine? Le cose le sanno fare anche qui. Hanno scoperto quello che qui é stata chiamata la Mafia del sangue e la lotta contro di loro è detta “Operazione Vampiro”. Il collaboratore del ministro della Sanitá (Partito di Lula) che era incaricato dell’acquisto degli emoderivati (una montagna di soldi) aveva intessuto una vera trama per arricchirsi. Cosa faceva: praticamente quello che doveva essere una asta segreta diventava un accordo. Lui decideva con le case produttrici di emoderivati sia i prezzi sia le percentuali di acquisto per le varie ditte. Il costo del prodotto era altissimo, ma tutte le ditte facevano la stessa offerta. Adesso stanno scoprendo che questa é una trama che coinvolge molte persone di tutti i settori.

Vi ricordate la vicenda Ustica, quello che é stato chiamato “il muro di gomma”, qui in Brasile lo senti presente in ogni cosa, in ogni tentativo di ottenere giustizia, ti trovi davanti ad una quantitá di difficoltá che impediscono di ottenere un riconoscimento dei diritti. Sembra che tutti lavorino per nascondere, per far tacere, per insabbiare.
Come capite questa é la grande sfida della democrazia, di Lula, di quello che qui é chiamato “cidadania”, una societá dove tutti lavorano per la giustizia. Come mi faceva capire Carmine di Sante, questa é la legge della tribú, che ancora regola la maggior parte delle societá della terra, dove tu aiuti quelli che sono del tuo clan ed elimini gli altri. Dove l’amicizia con le persone che contano vale di piú del diritto, dove il diritto é deciso dall’appartenenza al gruppo.

In Brasile si é appena conclusa a São Paulo la UNCTAD, cioé la commissione dell’ONU per il commercio e lo sviluppo dei paesi poveri. Gli Usa vorrebbero eliminare questa commissione farla rientrare nella OMC (organizzazione mondiale del commercio) ma tutti i paesi rifiutano questa idea anche se sanno che la UNCTAD non ha nessun potere. Lula e molti paesi africani hanno anche celebrato la festa per la vittoria presso OMC che ha dichiarato illegale le leggi protezioniste per il cotone che gli USA avevano imposto, che rendeva impossibile il commercio del cotone dell’Africa e anche del Brasile. Il problema del protezionismo dei prodotti agricoli dei paesi ricchi é uno dei fattori che impediscono la crescita dei paesi poveri in quanto annullano la concorrenza dei prodotti meno cari dei paesi in via di sviluppo.
In contemporanea con questo incontro si é svolto il Forum della Societá Civile, la riunione di tutte le ONG e membri della societá civile che contestano l’OMC e le sue regole che favoriscono i paesi ricchi. In contemporanea a São Paulo si é svolto il quinto incontro mondiale di Via Campesina, con una visione ancora piú critica e il rafforzamento di campagne di lotta contro l’OMC e le sue regole.
Da questa parte del mondo si capisce in modo lapalissiano che i paesi poveri non si sviluppano perché i paesi ricchi non lo vogliono. Ë un sistema che impedisce lo sviluppo. La corruzzione come l’ingiustizia é alimentata da chi detiene il potere e i suoi interessi. Mi chiedo se il problema della “cidadania”, sia un problema dei Brasiliani, dei paesi poveri o dei paesi ricchi. Se l’impotenza di fronte al potere, sia un problema dei Brasiliani o del popolo Usa o degli Europei. Mi chiedo se i paesi ricchi hanno un debito verso i poveri, o meglio se i ricchi sono la causa della povertá o almeno una delle cause. Nel giubileo del 2000 si é parlato di debito dei paesi poveri e adesso sembra una cosa dimenticata. Questa é verifica delle nostre ipocrisie.
Ma la cosa interessante e che se si va ad indagare come nasce il debito di un paese povero, si capisce che é un meccanismo organizzato dai potenti (e dei loro interessi) in accordo con altri potenti (e i loro interessi) e il popolo, l’unico che ne paga le conseguenze, non é stato coinvolto nella decisione. Ma dove é il principio della responsabilitá, dove io pago per le mie decisioni, specie se sono di vita o di morte sugli altri. I soldi come appare chiaro in tutto il mondo sono l’unica cosa sacra. Qui si capisce quello che Gesú diceva “o i diritti di Dio e della giustizia o il diritto della logica del denaro”. Questo smaschera ogni ipocrisia, ogni falsa giustificazione, dentro e fuori della chiesa.
Oggi piú che mai la lotta per la cittadinanza é una lotta globale, la lotta contro le regole che favoriscono chi detiene il potere o meglio chi mantiene l’ingiustizia. Il cammino di un popolo, delle persone per una cultura di partecipazione é ancora lungo, sapendo che chi detiene il potere non lo lascierá facilmente e che la tentazione di stare dalla parte del piú forte e della sua tribú é molto forte.
Da Mauro F., immerso nel Brasile in via di sviluppo che é giá una potenza mondiale.