CENTRO – Lettera ad una persona importante

Voglio raccontarti una storia.
A sette anni fugge di casa, le botte costanti, i maltrattamenti, le vessazioni quotidiane le fanno oltrepassare la porta di casa per perdersi nelle strade. Madre ad undici anni, gioca con la figlia come se fosse una bambola, ripete con lei tutto quello che le è stato insegnato…
Droga, prostituzione, violenza. Gli anni passano tra internamenti e fughe.
Un bel giorno ci incontriamo in piazza, in pieno centro. Conquisto la sua amicizia e la sua fiducia.
Accetta di far parte di un programma di riabilitazione che, assieme ai miei amici di sempre, ho fondato per i meninos de rua. Frequenta le sessioni di psicanalisi con regolarità, mi segue in tutte le iniziative.
Nelle nostre mani ecco la foto scattata il giorno della grande festa nel Palazzo del Governo: eccola abbracciata a te che la stringi col sorriso di un padre orgoglioso.
“Non avrei mai pensato che persone così importanti mi volessero bene…” mi disse all’uscita.
E io, due braccia, due gambe e qualche amico, mi sento come se avessi trovato un diamante nell’immondizia, lo pulisco per benino e lo restituisco all’immondizia da dove l’ho preso.
è esattamente ciò che ho fatto quel giorno, la sera, all’uscita dal Palazzo, senza un posto dove andare, senza niente, l’ho restituita alla strada, alla piazza, alla fogna.

Oggi è in prigione.
Ho pensato che forse una visita o una tua parola, potessa aiutarla a ricordarsi che ha degli amici che le vogliono bene, così, semplicemente per quello che è, perché le vogliono bene e basta.

Si chiama Paulette.

Che ne dici?