Due giorni a Cordoba

29 Aprile 2004
in Cordoba
Ciao
oggi 29 aprile alle ore 8,30 sono arrivato a Cordoba dopo 9 ore di viaggio in autobus. Sono partito alle 23,30 da Avellaneda, salutando suor Tarcisia e le consorelle.
Ho preso un taxi e Seguendo le indicazioni di Tarcisia sono arrivato al bairro latino dove c`è la nuova casa provvisoria delle suore. Per 15 minuti di taxi ho pagato 5 pesos (1 euro sono 3, 3 pesos).
Ad accogliermi Betty, diminutivo di una suora originaria del nord dell’Argentina. Ho fatto una bella doccia e mi sono rifocillato. Alle due sono arrivate le altre due giovani, Norma e Marisa, che studiano teologia. Con loro ho dialogato e abbiamo fatto una prima conoscenza. Da poco hanno dovuto andare via dal quartiere dove lavoravano e avevano la casa (Villa libertador) perchè le avevano assalite e sono andati a rubare 3 volte, portando via tutto, compreso il computer. Non potevano vivere nella paura e per questo hanno dovuto cambiare casa. la casa dove sono è bella, semplice, ad un piano, in un quartiere di classe media, tranquillo. In questi primi tre giorni argentini ho percepito che anche qui si vive un clima di molta violenza, soprattutti i sequestri che sovente terminano in omicidi, lo testimoniano le manifestazioni dei genitori e parenti che hanno familiari uccisi. Le suore mi dicevano che quseto è causa della povertà ma come in Brasile anche della connivenza se non della partecipazione della Polizia. Domani mattina vado a fare un giro per il centro e al pomeriggio mi dovrei incontrare con un gruppo di persone che lavora con le suore ad un progetto e con Karina, una suora uscita dall’ordine, ma continua a lavorare nella comunità con un progetto di artigianato.
Con lo spagnolo riesco a capire molto, specie le parole che assomigliano al portoghese o all`italiano, anche se alcuni passaggi non li capisco, ma “da par entender”.
Alla televisone grande discussione, per abbassare l`età penale a 16 anni (visto che molti omicidi sono commessi da minorenni) o di dare la pena ai genitori. Oggi il senato ha respinto questa proposta di legge perchè la sinistra si è opposta ed ha chiesto una riflessione più profonda sul problema. Certo è che una situazione così difficile, propria delle grandi città, speravo di non trovarla in Argentina, almeno non così forte. Quello che si respira è un paese veramente in subbuglio, non solo per la difficle situazione economica, ma soprattutto per la corruzzione, la gestione del potere di gruppi che noi chiameremo mafiosi, della povertà forte specie nelle grandi città. Il governo a partire dalla grande crisi del 2000 ha creato la “borsa famiglia”, cioè 150 pesos (meno di 50 euro) per famiglia e in contropartita la persona deve lavorare 4 ore al giorno per il bene della comunità. Ho visto gente pulire le strade, o partecipare a corsi di formazione di cucito (ad Avellaneda), e ci sono anche altri incentivi come esempio la costruzione di case dove lo Stato mette a disposizione mattoni e terra e tu devi costruirti la casa con l`aiuto anche di altri disoccupati. Tutto questo è buono, ma non cambia certamente le cose, mantiene la povertà o meglio gestisce la sopravvivenza.
La città di Cordoba è grande (2-300 mila abitanti) ma respiro la stessa situazione delle grande città, lo stesso abbandono della periferia, la stessa presenza della polizia, lo stesso smog.

Mi pare che qui non c`è un grande lavoro sociale, o almeno non appare, non ci sono ONG che lavorano o hanno una grande pubbicità. Domani provo a recarmi alla redazione de “la Luciernaga”, che a quanto mi hanno detto é un giornale culturale prodotto dai ragazzi di strada e che poi loro vendono. Ne devono essere coinvolti circa 250. La stessa iniziativa l`ho vista a Lisbona ma indirizzata ai barboni. Qui i bambini di strada sono una realtà visibile, mi sono comparsi subito alla stazione delle corriere. Si chiamano “Chicos de la calle”.

Concludo con una frase che mi hanno dedicato le suore, vediamo chi la traduce corretta:

Hay corazón
que me has hecho
siempre volando
tan lejos
siempre a pesar de lo incierto
insistiendo en volar
(T. Parodi)

Per ora niente di nuovo sotto il cielo dei poveri,
Saluti Mauro.

Secondo giorno
Ciao
Giorno di sole a Cordoba, anche se all`ombra è fresco e bisogna usare il maglione.
Questa mattina sono andato a fare un giro per il centro di Cordoba. Ha una bellissima zona pedonale, la solita confusione dei venditori ambulanti, dei poveri che domandano la caritá. La cittá nello stile é ormai come le altre, ci sono al centro le chiese in stile coloniale spagnolo. Ho visto la cattedrale, la piazza di fronte dove a mezzogiorno suonava un gruppo brasiliano e per la strada manifestazioni. La manifestazione é una cosa quotidiana nelle grandi cittá dell´Argentina, oggi ce n´erano solo 3 e sparavano petardi per la strada tipo fuochi d`artificio.
Le macchine per la maggioranza sono a pezzi, senza paraurti, ammaccate, e gli autobus sono altrettanto pessimi. Per prendere l´autobus non devi comprare un biglietto come sarebbe logico, ma un cospelo che é un gettone. Sali, lo dai all´autista e lui ti da il biglietto. Sembra incredibile, ma credo risponda ad una logica: credo sia per ovviare al fatto che ci siano i bigliettai e anche perché l´autista evita di avere soldi e di essere derubato.
Alle 13 mi sono incontrato con l’equipe del progetto che lavora nel quartiere delle adozioni a distanza e domani lo visiteró assieme a suor Norma che segue le adozioni.
Sono 5 donne giovani che fanno attività con i ragazzi e giovani di un quartiere povero e stanno facendo un servizio di arti plastiche e teatro, domani capiró meglio.
Dopo questa pausa andró a visitare una famiglia dell`adozione a distanza e poi parteciperó a una manifestazione religiosa per il primo maggio festa del lavoratore. Verso le nove ho un incontro con un alto gruppo che aiuta.
Come vedete giornate intense. Nelle mie previsioni penso di prendere la via del ritorno domenica. Vedró meglio domani.

Vi lascio con una frase che riguarda l´utopia:

Utopia
Ella está en el horizonte
Me acerco dos pasos,
ella se aleja dos pasos
Camino diez pasos
y el horizonte se corre
diez pasos más allá.
Por mucho que yo camine
nunca la alcanzaré.
Y entonces…..
Para que sirve la utopia?
Para eso sirve:
para caminar.
(Eduardo Galeano)

stavolta la
Traduzione, letterale

Utopia
Lei sta nel nostro orizzonte.
Avanzo di due passi
e lei va vanti due passi.
Cammino per dieci passi
e l´orizzonte corre
dieci passi piú in lá.
Per molto che io cammini
mai la raggiungeró.
E allora….
Per cosa serve l´utopia?
Per questo serve:
per camminare.
(Eduardo Galeano)

e io aggiungo: per sapere la direzione del cammino.