Entro in Bolivia

Oggi domenica 18 luglio ore 20.46 mi trovo dentro alla frontiera con la Bolivia, cittá di Porto Suarez.
Ieri sono andato alla Rodoviaria di Rio de Janeiro e avevo comprato il biglietto per Porto Velho e la mia intenzione era di entrare in Perù direttamente dalla frontiera brasiliana. Mentre stavo salendo in autobus alle ore 12,30 ho incontrato un Boliviano giovane studente di odontologia che mi ha sconsigliato di andare per quella strada perchè il cammino che avevo previsto é complicato e probabilmente impraticabile. Cosí visto che mancavano 15 minuti alla partenza sono andato a cambiare biglietto e adesso, dopo un giorno di viaggio, sono entrato in Bolivia. Il cammino é stato Rio – São Paulo – Campo Grande (Mato Grosso do Sul). L’autobus era strapieno di gente e parecchie mamme con bambini. Come vi ho scritto anche in precedenza, tutti, Brasiliani e Boliviani, viaggiano in autobus perchè è il mezzo meno caro e, soprattutto, non esistono treni.
Oggi pomeriggio siamo entrati nel Pantanal dopo ore e ore di terra destinata a pascoli. Terra, terra, terra rossa, tanta terra, città che distano 50 km l’una dall’altra, questa è la visone dello stato del Mato Grosso do Sul. Il Pantanal è veramente un acquitrino, misto pascolo, con zone con alberi. Qui siamo in inverno e ho scoperto che è la stagione migliore per viaggiare perchè è la stagione che piove meno. Il tempo però è freddo e dove vado, Bolivia e Perù sarà sempre più freddo. Delle strade è meglio non parlarne, questa notte l’autobus ha preso una buca e tutti abbiamo fatto un grande salto, per fortuna niente si è rotto.
Oggi la frontiera è chiusa perchè ci sono state le votazioni del referendum sulla destinazione del gas Boliviano. Domani, facciamo timbrare il passaporto e se tutto va bene prendo un treno per Santa Cruz e poi per Cochabamba quindi per La Paz dove ci sono gli autobus per Lima. Se verificherò (come il mio amico mi ha informato) che l’aereo costa 70 dollari vado in aereo.
Come vedete mi sto inventando il percorso un poco per volta.
Qui alla frontiera la realtà è di diffusa povertà. Il mio compagno di viaggio mi diceva che la Bolivia vive in una situazione di conflitto permanente, tra i politici corrotti, la maggioranza della popolazione (indios 80%) che lotta per i propri diritti e protesta continuamente e lo sfruttamento del territorio da parte dei paesi stranieri, per non parlare del traffico(narco). Problemi a cui non si vede soluzione.
Per ora vi lascio, abbiamo tovato una locanda semplice, ma siamo riusciti a farci una doccia calda.
Qui i volti della gente sono differenti a quelli che vedo in Brasile e anche la lingua (lo spagnolo) che sto apprendendo un poco. Come sempre conoscere la lingua è di estrema importanza per chi viaggia.
Qui fa freddo, ma mi sono portato il sacco a pelo, almeno dal freddo sono protetto.
Per ora vi saluto, Mauro in viaggio verso Quito