Gaetano e Carmine a Rio

Gaetano e Carmine a Rio de Janeiro

Lunedí 14 giugno

Gaetano e Carmine sono arrivati verso mezzogiorno alla Casa dom Helder Camara per far festa con i ragazzi del rinforzo scolastico del mattino. Dopo c’é stato il pranzo assieme ai responsabili dell’associazione. Mancava solo suor Adma che ancora sta in Italia.
Verso le 14,30 sono tornati alla casa dove sono ospitati.
In taxi sono andato a prenderli verso le 17 per andare alla PUC (pontificia universitá cattolica) che si trova nella Gavea.
Siamo arrivati puntuali alle 18 e abbiamo incontrato la decana della sezione di teologia Maria Clara, la sorella di Leonardo Boff e altri due teologi. La presentazione del percorso di riflessione di Carmine in questi 20 anni é stata accolta con interesse, specialmente il dialogo tra Ebrei e Cristiani e la sua riflessione sullo straniero nella Bibbia, che Maria Clara ha molto apprezzato.
Alla domanda se la Teologia della liberazione é morta, loro hanno risposto che adesso la riflessione si é spostata nelle universitá e anche se non ci sono grosse publicazioni continua la produzione di riflessione sui diversi temi. L’incontro é durato circa una ora e mezza ed é stato interessante per capire il mondo accademico. Siamo tornati in taxi e discutendo tra noi si aveva l’impressione che il mondo accademico viaggia per le sue strade, la teologia in Brasile (purtroppo) é tornata alla sua sede, le universitá.

Martedí 15
Alle 11 avevamo appuntamento con Luiz Alberto presidente del Ceris, ma per le sue difficoltá abbiamo spostato alle 14,30, cosí abbiamo combinato un incontro veloce con Gennaro al Café Colombo. Come al solito era accompagnato da un ragazzo di 15 anni di cui ha la responsabilitá. Con lui siamo andati a mangiare nella zona del Caffé adibita a ristorante. Con Gennaro abbiamo conversato per circa un’oretta e lui ci comunicava che ha costituito una equipe che é responsabile del lavoro nella comunitá di Bonsuccesso.

Alle 14 abbiamo preso il taxi e siamo andati a Santa Teresa alla sede del CERIS (Centro di statistica religiosa e investigazione sociale) dove con il solito calore abbiamo incontrato Luiz Alberto. Lo scambio con Luiz Alberto é stato interessante in quanto lui conosce molto bene la realtá della chiesa brasiliana e mondiale in quanto, da 40 anni, lavora dentro questa realtá. Luiz Alberto ha appena pubblicato un libro che si intitola : “Dal Vaticano Secondo ad un nuovo Concilio? Lo sguardo di un laico cristiano sulla Chiesa”, dove fa una sintesi del cammino della chiesa brasiliana in questo 30 anni aprendo la problematica della esigenza di un nuovo concilio. Quest’uomo é una miniera e con lui ci si é confrontati sul problema delle varie religioni (meglio dire sette) che in Brasile prosperano e che la chiesa non avverte come sfida a ripensare la Evangelizzazione. La Chiesa diceva Luiz Alberto é ancora preoccupata del potere, dei numeri, di essere maggioranza, ma questa é una partita giá persa, bisogna ripensare l’evangelizzazione e specialmente puntare sulle Comunitá di Base. A Carmine interessava anche sapere la situazione del problema della Secolarizzazione (tema forte in Europa). Luiz ha esplicato che il problema del Brasile (e dell’America Latina) non é la secolarizzazione, ma il pluralismo religioso, che in altri termini é il volto della secolarizzazione in questo lato del mondo.
Ci siamo scambiati indirizzi e libri, con un arrivederci.

Siamo tornati a Grajaú per rifocillarci e poi alle 18 siamo partiti in taxi per Duque de Caxias, dove Sebastião aveva preparato un incontro con responsabili delle comunitá di base della Baixada Fluminense. Sala piena con circa 30 persone, tutte impegnate nella formazione delle comunitá. L’incontro é iniziato con la preghiera e poi con la presentazione da parte di Nevio Fiorin della ricerca condotta in 3 stati del Brasile (Rio, Minas Gerais, Vitoria) sulla presenza e situazione delle comunitá di base. In questa relazione, se pur sintetica, ha ricordato che le comunitá sono vive, hanno contribuito per la crescita della democrazia e hanno dato al Brasile molte persone impegnate nel sociale e nel politico. Il limite che adesso stanno vivendo é che occupano la maggior parte delle energie nella catechesi e non hanno come prima una forte rilevanza sociale.
Dopo questa introduzione, Carmine ha presentato la sua storia in italiano e io con molto imbarazzo (e fatica) ho tradotto. Carmine ha cercato di coniugare la storia dell’ebraismo con il cammino della Teologia della Liberazione, riportando al centro la categoria dell’esodo. Poi le persone sono intervenute sottolineando la positivitá delle comunitá di base e la volontá di continuare.

Siamo tornati in taxi col rischio di perderci per la comunitá di Vigario Geral.

Mercoledí 16
Alle 9 sono andato a prenderli, abbiamo caricato le valigie nel taxi e siamo andati al Monastero di San Benedetto (si dice Monsteiro de São Bento) dove abbiamo incontrato Marcelo Suarez, del consiglio editoriale della Vozes, che si é molto interessato al libro di Carmine “Responsabilitá”. Ci diceva come il tema della responsabilitá é molto attuale in Brasile e che il libro si presta ad una facile lettura, ed é ben fatto. Lui lo sosterrá al consiglio editoriale che si fará in questa settimana.
Verso le 11 ho accompagnato Carmine e Gaetano a prendere l’aereo per Salvador. Baci e ringraziamenti.
Spero di rivederli a São Paolo all’inizio di luglio.
Mauro F