In partenza per Posadas

02 maggio 2004
Ciao, sono alla stazione dei bus di Cordoba, sono le ore 16 e 50 e alle 18 prendo l´autobus per Posadas, sulla strada per Foz de Iguazú. L´arrivo dell´autobus é per le ore 9 di domani.
Mi fermeró una mezza giornata e poi riprenderó la strada per il Brasile e per São Paulo dove andró a salutare gli amici.
Ieri non ho trovato tempo per internet. Alla mattina ho partecipato alle attivitá del progetto Cumelen guidato da Carina. Cumelen é una parola Mapuche che significa: “luogo dove si sta bene” e praticamente sono 3 laboratori (che qui chiamano “Taller” e si pronuncia “Taglier”) di arti figurative. Alla mattina del sabato c’era il primo laboratorio con ragazzi di 10 13 anni per fare ceramica o pittura. Sono all´inizio e ieri stavano scegliendone il nome. Alla fine della discussione animata riguardo l´identitá hanno scelto “caixina de colores” che significa: scatoletta di colori. I ragazzi erano simpaticissimi e super animati a vedere un italiano che parla portoghese.
I ragazzi che partecipano ai tre laboratori appartengono a famiglie povere del quartiere di Villa Libertador. I ragazzi e la gente sono molto simpatici e accogliente e di giorno non respiri il clima di pericolo come nelle favelas di Rio. A mezzogiorno con il proprietario della casa dove si svolgono i laboratori (nuova sistemazione dopo i furti) sono andato a comprare il logro, che é un cibo tipico che si mangia il primo maggio festa dei lavoratori. Fin dall´inizio della giornata tutti si auguravano buona festa del lavoratore. Il logro é una specie di polenta liquida fatta con farina di granoturco, una verdura che assomiglia alle fave e poi carne di maiale bollita insieme (tipo orecchie e nervetti). Il gusto non era male e risaltava il sapore della carne di porco.
Dopo il pranzo, alle 15, é arrivato il gruppetto dei più piccoli (7 – 9 anni) e anche loro stavano facendo una introduzione al colore. I ragazzi/e sono davvero simpatici, molto semplici, non sono cosí scaltri e vissuti come quelli di Rio anche se i ragazzi piú grandicelli erano giá molto furbetti.
I visi dei bambini/e sono per la maggioranza con alcuni tratti indios anche se non marcanti, la pelle é appena brunata, i capelli sempre molto scuri e lisci.
Verso le 16,30 li abbiamo salutati e accompagnato da Norma (suora di origine del nord dell´Argentina) siamo andati a salutare le famiglie dove c´é una adozione a distanza. Prima di tutto siamo passati a salutare la famiglia dove il marito fa il “cartoneros”, cioé il raccoglitore di cartone e altro materiale. Il marito stava dormendo e la moglie ci diceva che lui assieme ai due figli piú grandi esce di notte con un camioncino vecchio (qui sono tutti sgangherati) a raccogliere il materiale. Riesce anche a raccoglierne per un valore di 50 pesos, dai quali deve togliere 15-20 di benzina e quindi, alla fine di un mese ,resta poco. In questo tempo di autunno e in inverno la gente consuma meno e quindi anche i rifiuti da raccogliere diminuiscono e la notte fa piú freddo per cui esce meno.
I prezzi dei materiali sono piú o meno come in Brasile, ma qui non ci sono Cartoneros organizzati in cooperative ne la sensibilitá ecologica é presente nell´opinione pubblica, quindi tutti per sé.
Abbiamo poi visitato varie famiglie, tutte numerose (dai 6 ai 9 figli), le case sono molto semplici (molto trasandate se non sporche, i bambini in mezzo alla polvere, cose giá viste), la gente semplice e accogliente e i bambini ci facevano festa. La situazione di difficoltá é un segno comune di questo quartiere. La gente vive con il sussidio della provincia per chi non lavora e sussidio dello Stato per chi ha famiglia con figli. La quantitá di denaro varia dai 150 ai 300 pesos al mese, che loro devono pagare con 4 ore di lavoro sociale al giorno. Ma non c´é lavoro sociale per tutti. C´é qualcuno che paga perché un ente attesti il lavoro sociale che non si puó fare. Il classico sfruttamento della povertá. Le famiglie ci hanno accolto e ciascuna ha raccontato la sua storia nel frattempo Norma approfittava per parlare dei bambini, come vanno a scuola, quali difficoltá ci sono e altre vicende familiari. Norma mi diceva che adesso un piccolo gruppo dei piú grandi non vuole andare piú a scuola e allora sta pensando di trovare dei corsi professionali. I genitori di questi bambini, sono tutti operai con varie capacitá (meccanico, elettricista, idraulico…) ma non c´é lavoro e quindi devono fare dei piccoli lavoretti e poi integrare con qualcosa altro. Ci sarebbe da scrivere su ciscuna delle famiglie, ma alla fine ció che accomuna é la questione della sopravvivenza.
Il giro lo abbiamo terminato verso le 19,30. Poi siamo tornati a casa e io ho preparato la pizza. Abbiamo mangiato alle 23.
Questa mattina, dopo la sveglia delle nove, siamo andati in centro dove l´altra suora, Marisa, ha fatto una rappresentazione per la giornata mondiale delle vocazioni.
Verso mezzogiorno siamo andati a mangiare da Carina e a salutarla. Verso le 14,30 sono tornato al Barrio Latino dove vivono le suorette e poi verso le 16 ho preso un taxi per il centro della cittá.
Oggi il giorno é assolato con un cielo limpido.
Saluti da Mauro.