In viaggio verso l’Argentina

Sono alla stazione Tieté di São Paulo, e alle 21 (adesso sono le 20,10) prendo un autobus “convenzionale” per Florianopolis. Mi aspettanocirca 12 ore di viaggio su un autobus non molto comodo (costo 61 reais). Domani alle 11 ho quello per Santa Fé.
Sto imparando a viaggiare con il cuscino. Viaggiare in autobus é molto stancante ma fino ad ora sono sempre riuscito a dormire.
Cosa simpatica é che qui vedi molta gente con valigia e cuscino, grande come quelli di casa, specie le mamme con bambino. Speravo ci fosse posto sull’autobus delle 22 che é classificato “letto” (cioé ti danno coperta e cuscino) ma era pieno. La stazione Tieté é come dire la stazione Termini di Roma. Non so cosa mi attende in Argentina, cosa potrò vedere, chi potró incontrare, ma questo viaggio lo vivo come un primo approccio. Con la lingua, che é lo spagnolo, che non conosco, spero non ci siano difficoltá, so con certezza che la ci sono tanti italiani, vedremo.
Spero che suor Tarcisia mi aiuti a conoscere la realtá (e quella che mi fará vedere sará certamente la meno turistica) e poter incontrare alcuni dei contatti di Macondo.
Vi saluto e vado a prendere l´autobus.
Mauro F, sempre piú a sud, sempre piú in basso.

27/04/2004
in Avellaneda provincia di Santa Fe Argentina

Ciao, sono a Avellaneda, 300 km a Nord di Santa Fe, in Argentina.
Questa cittá è stata fondata dagli italiani, in maggioranza friulani e trentini.
Questa mattina, per dovere, sono stato al cimitero a vedere le tombe dei fondatori, cognomi molto nostrani. Poi con suor Tarcisia siamo andati a trovare le famiglie dei bambini (sono 7) adottati a distanza. La realtá non è quella di Rio, la cittá è organizzata bene, è abbastanza pulita e ha una politica sociale. La povertà estrema non sembra presente, ma esiste, specialmente tra la gente meticcia. Gli italiani li chiamano gringos, e i gringos non vedono bene gli oriundi che qui chiamano aborigeni. Il razzismo dei bianchi.
Pensate che ho fatto mille chilometri in Argentina ed ho visto solo terra piana, infinita, bestie al pascolo e distese immense di soia e trebbiatrici all’opera visto che è il tempo del raccolto. Per me vedere distese immense divise tra terra ed acqua (qui è molto abbondante) è veramente strano. All’orizzonte nessun segno di montagne, neppure un blando segnale della loro presenza.
La città di Avellaneda ha compiuto questo anno 120 anni della sua fondazione per opera di italiani che arrivati qui hanno ricevuto 30 ettari di terra a testa. Tarcisia mi diceva che qualòcuno si rifiutava perchè sembrava troppa da lavorare. Qui le strade della città sono grandi, sono numerate e sono perpendicolari, stile graticolato romano, Via (qui si dice Calle) 1, 3, 5, 7…. e la traversa che è 2,4,6…, non ci si può sbagliare con i nomi, i numeri sono facili da trovare. La città è grande sui 30 mila abitanti, il sindaco ha un cognome italiano.
La televisione che ho visto, parlava della violenza e in particolare dei sequestri di persona, che è una piaga molto presente in Argentina.
Questa area molto agricola, non vive male e la crisi Argentina ha colpito senza buttare sul lastrico le persone. Si riconoscono le facce italiane, e le faccie più scure dei meticci. Le suore si trovano nel quartiere di Itatí, dove la maggioranza sono meticci e fanno un lavoro di integrazione con la cittá.
Questa sera prendo l`autobus e vado a Cordoba. Otto ore di viaggio e vado a trovare l’altra comunità di suore e incontrare altri progetti sociali.
Statemi bene. Mauro F, dal paese dove la terra tocca il cielo.