Inserimento in Brasile

Carissimi
Qui è iniziato l’autunno e le giornate sono gradevoli e non manca mai una pioggia quotidiana (come in questo momento). La notte si dorme con una coperta.
Prima di raccontarvi di questi giorni vi voglio dire del clima socio politico che ho trovato.

I giornali in questo tempo hanno attaccato vari componenti del partito di Lula accusandoli di corruzzione. Sono emersi vari casi di uomini politici coinvolti in casi di corruzzione prima di andare al governo e questo ha tolto l’idea che il PT (partito dei lavoratori) avesse l’anima immacolata. Questo coincide anche con una situazione del governo Lula che sembra stagnante. I risultati economici e sociali sono quasi zero e quindi sia l’opposizione sia i movimenti sociali più radicali stanno affinando le armi. Gli scioperi in questo tempo stanno aumentando (quando sono arrivato era la polizia federale a fare scipero), l’altro giorno i portuali. Nel maggior porto del sud del Brasile, dove di carica la soia, si era formata una colonna di camion, che attendevano lo scarico, di 50 chilometri.
Come capite ci si prepara ad un autunno caldo e specialmente il MST (movimento senza terra) ha deciso che se entro breve non vede risultati riprenderà l’azione di occupazione delle terre.
Permangono tanti segnali positivi, ma il clima che si respira non è poi tanto positivo. Adesso è un momento decisivo per il Governo Lula. Vedremo.

Ecco la cronaca di questi giorni.
Sabato ho partecipato alla manifestazione per la pace. Alle 10, ora di inizio della manifestazione in Cabocabana vicino alla favela del Pavaozinho, c’erano solo alcune persone che poi hanno aumentato di numero fino a raggiungere le 300-400 persone. Il percorso è stato lungo avenida Atlantica che costeggia il mare fino a fermarsi davanti all’hotel Marioth luogo di incontro dell’economia mondiale. Lungo la camminata gli slogan erano dettati dal MST e quindi incentrati sulla riforma agraria come: “Riforma agraria, quando?” E la gente rispondeva: “Adesso”. Le bandiere erano per la maggioranza rosse. La manifestazione non era stata publicizzata e quindi la partecipazione è stata scarsa, mentre in altre città del Brasile è stata più numerosa. Davanti all’hotel siamo stati invitati a sdraiarci per terra per ricordare in un minuto di silenzio le vittime di tutte le guerre. Al microfono poi si sono alternati responsabili di vari movimenti sociali che hanno ricordato in particolare la lotta contro l’A.L.C.A. e l’organizzazione di lotte e manifestazioni perchè la polizia non uccida gente innocente.

Dopo la manifestazione, verso l’una, sono andato alla casa di Leandro dove ho salutato tutta la famiglia e il vicinato e sono stato abbondantemente nutrito.
Nel pomeriggio sono tornato a casa e ho incontrato il gruppo della evangelizzazione animato da Suor Fatima e Adma.
Alla domenica ho accompagnato Mariarosa a vedere Rio dall’alto in cima al Corcovado e al pomeriggio siamo andati a messa.

Lunedí sono andato a fare abbordaggio con Leandro e Marcinha che non avevo incontrato prima perchè aveva avuto un’influenza… Alla piazza dei Cannoni, luogo di incontro fissato, non c’era nessuno dei ragazzi e alcuni adulti ci hanno avvertito che erano andati alla quadra (campetto di calcio) vicino a piazza Saens Peña, a 10 minuti a piedi dalla piazza. Divisi in due gruppi per strade differenti abbiamo raggiunto la quadra dove abbiamo trovato tre ragazzi. Poi loro sono andati a chiamare gli altri che non erano lontani.
I nomi dei ragazzi sono: Jonathan, Devison, Wellington, Gustavo (con più di 18 anni) Andrea, Valmir, Luis Felipe, Victor, Alexandre e Viviane (l’unica donna). Ai ragazzi Leandro ha ripetuto più volte che il luogo di incontro è la piazza dei cannoni e poi si può venire alla quadra per giocare, magari a calcio (cosa che loro desiderano più di tutto).
Dopo aver fatto colazione con loro e scambiato delle chiacchiere ci siamo lasciati. Leandro ha deciso di incontrarli in piazza dei Cannoni perchè è vicina alla polizia cosí i ragazzi hanno un maggiore autocontrollo. Se il ritrovo fosse alla quadra loro si comporterebbero male, creando confusione e aspirando colla cosí da attirare le critiche della gente che farebbe intervenire la polizia militare e li arresterebbe o li costringerebbe a fuggire. Questo per il passato è già successo creando parecchia difficoltà al lavoro di abbordaggio, dove gli stessi operatori hanno rischiato di prenderle dalla polizia militare.
Al ritorno in autobus grande discussione sulla difficoltà a lavorare senza un luogo fisso. Solo avendo un luogo puoi fare una azione incisiva e non occasionale, puoi elaborare un progetto che non sia solo un incontro di due ore. Puoi dar da mangiare in modo sostanzioso e dare l’opportunità di fare un bagno e un cambio di vestiti. Leandro mi ricordava che in questo tempo, molti dei ragazzi che si incontrano in strada stanno partecipando ad un progetto del comune che li aggancia per alcune settimane con un corso di educazione di attività di giocoliere (si dice malabarismo) e gli danno da mangiare.

Al pomeriggio sono andato con Leandro e Claudio assieme a suor Asdma a smistare un container che veniva dalla Norvegia. Ad attenderci vicino a Lapa due donne della Rio bene che promuove azioni benefiche e che conta amicizie in Norvegia. Il container in maggioranza conteneva vestiti usati, ma aveva anche biciclette e carrozzine per bambini e alcuni lettini e giochi. La prima cosa è stato dividere le biciclette che avevano la ruota larga per spedirle agli indios dello Xingù. Le altre biciclette saranno vendute per recuperare dei soldi. Cosí abbiamo fatto per le carrozzine da dividere per vari istituti o per essere date a famiglie che ne hanno necessità. Dopo abbiamo cominciato a dividere gli scatoloni di vestiti usati da quelli nuovi. è stato un lavoro di circa tre ore. Verso la fine suor Adma ha discusso con le due donne come fare per smistare i vestiti e soprattutto come distribuirli. Suor Adma ha presentato tutte le attività con i luoghi dove distribuirli. Le due donne erano preoccupate di fare foto da inviare ai donatori norvegesi che dovevano mostrare la povertà e la reale necessità di vestiti delle persone. Loro ricordavano che in altre occasioni i Norvegesi erano meravigliati nel vedere nelle foto ragazzi vestiti bene ricevevano le cose. Anche loro riconoscevano che le persone della favelas per venire all’appuntamento della distribuzione, sapendo che qualcuno fotografava, vestivano con gli abiti migliori, anche se vivevano in baracche di legno. Ma i Norvegesi hanno lo stereotipo delle fotografie che venivano dall’Africa dove una moltitudine di persone quasi nude ricevevano i vestiti. Certamente una realtà di maggior impatto. Ma la realtà del Brasile non è molto migliore. Le stesse persone che sono vestite bene (magari il vestito della festa) vivono in baracche. La discussione è terminata sottolineando che la distribuzione dei vestiti deve essere fatta nelle favelas e almeno si vedranno i luoghi della povertà.

Dopo le 17 siamo tornati in autobus, dentro un traffico terribile. Ne ho approfittato per chiedere a Claudio la sua storia, visto che non me ne aveva mai parlato (e lui non ama raccontare). Lui è stato un bambino di strada. è andato via di casa all’età di 10 anni non perchè era stato picchiato o maltrattato, ma principalmente perchè non aveva casa e dovevano continuamente chiedere ospitalità in casa di altri, in un continuo peregrinare. Lui è rimasto sulla strada per alcuni anni. Verso i 14 anni (più di 20 anni fa) ha incontrato Roberto che aveva iniziato da tempo un lavoro con i bambini di strada ed era riuscito ad avere un posto sotto la cattedrale di Rio. Roberto a quel tempo faceva abbordaggio la sera. Claudio mi sottolineava che incontrare i ragazzi di sera è migliore perchè i ragazzi alla sera si riuniscono in alcune aree per dormire, mentre durante il giorno sono sparsi per Rio a chiedere la carità o come dicono loro a prendere qualcosa per mangiare (per noi si chiama rubare). Claudio mi sottolineava l’importanza di fare abbordaggio la sera. Con Roberto cominciò a partecipare alle attività con i ragazzi di strada conquistando la sua fiducia. Roberto comprese che la vera motivazione di Claudio per essere sulla strada, era il non avere una casa. Cosí promise di aiutarlo a comprare una casetta. Claudio contattò sua madre e fratelli e li portò a conoscere Roberto e cosí dopo un po’ di tempo riuscirono a comprare la casa nella favelas di Ramos. Claudio continuò la vicinanza con Roberto diventando il suo ‘office boy’, cioè un piccolo segretario tuttofare. Claudio dopo vari lavoretti incontrò Monica e si sposò ed adesso ha due bellissime ragazze Monique e Dominique. Oggi Claudio svolge varie mansioni nella associazione Amar e anima la scuola di calcio nella sua favelas il sabato e la domenica a cui partecipano più di 60 ragazzi e ragazze.

Oggi martedí 23 sono tornato a fare abbordaggio e i ragazzi erano una quindicina con due ragazze con i loro due bambini in carrozzina data dall’associazione. I bambini erano in condizioni, a dir poco, pessime. Nel tragitto dalla piazza alla quadra una persona ha riconosciuto in uno dei giovani un ladro e lo ha fermato insultandolo e minacciandolo. Un altro ragazzino di 10 anni ha preso delle pietre ed era pronto a lanciarle se quell’uomo avesse tentato di bloccare il suo compagno. Noi abbiamo ignorato la scena in quanto era un problema del giovane, ma siamo intervenuti dopo personalmente con il giovane.
Da notare che i ragazzi erano quasi tutti diversi da quelli del giorno prima. La mobilità dei ragazzi di strada è molto grande. A volte può accadere che un ragazzo non lo vedi per settimane o anche alcuni mesi, raccontando poi che è stato preso dalla polizia ed è stato per un tempo in un istituto e poi è riuscito a fuggire, oppure ha cambiato posto (magari perchè aveva rubato ed era stato minacciato) oppure per problemi con il gruppo, o altri motivi ancora.
Dopo la colazione abbiamo giocato con loro in un clima sereno. Uno di loro aspirava colla e Leandro ha invitato il più vecchio e carismatico del gruppo a intervenire per buttarla via. A malavoglia e con la minaccia di non giocare a calcio è riuscito a convincere il compagno.

Il pomeriggio di oggi l’ho dedicato a fare ordine nei miei programmi con varie telefonate.

Per il resto la vita continua. Statemi bene.
Mauro Furlan
24/03/2004