Legalmente in Bolivia

Adesso sono legalmente in Bolivia
Questa notte abbiamo dormito a Porto Quijarro, (appena dentro il territorio Boliviano)assieme all’amico Boliviano che si chiama Abularach Oscar che come si puó capire ha origini arabe.
Questa mattina abbiamo attraversato la frontiera senza che nessuno domandasse niente, siamo andati alla polizia di frontiera brasiliana che si trova a Corumbá. Abbiamo timbrato il passaporto e siamo tornati alla frontiera Boliviana. Adesso ho il permesso per restare 30 giorni in Bolivia.
Ieri, domenica era tutto bloccato, anche la frontiera era chiusa, i trasporti bloccati a causa del referendum sul gas.
Questo referendum vuole verificare la volontá popolare sulla politica del gas e del petrolio. É una questione semplice e nello stesso tempo complessa. Un presidente della Bolivia che si chiama Gonzales Sanches de Lozada alcuni anni fa ha venduto i pozzi petroliferi alle multinazionali e ora c’é stato una protesta popolare per poter decidere la politica petrolifera visto che il gas é una delle ricchezze della Bolivia. Che uno Stato non sia padrone delle proprie risorse é una vera assurditá. Per fortuna il Brasile 50 anni fa ha nazionalizzato il petrolio e adesso la Petrobras é la maggior azienda del paese.
Il referendum (l’ho letto sui pannelli pubblicitari incollati ai muri) era diviso in 5 quesiti;
1) Concorda con l’abrogazione della legge sugli idrocarburi n.1689 promulgata da Gonzalo Sanches de Lozada (quella che vende i pozzi petroliferi agli stranieri)
2) Concorda con il recupero della proprietá dei pozzi.
3) Concorda con i recupero della proprietá e della partecipazione della Bolivia a tutta la catena produttiva.
4) Concorda con la politica del presidente Carlos Mesa che usa il gas come risorsa strategica per chiedere un accesso al mare della Bolivia. (qui é interessante ricordare che la Bolivia nel 1879 nella guerra con il Cile ha perso un accesso al mare e adesso lo sta rivendicando per poter commerciare. Inoltre la Bolivia si é rifiutata di vendere gas al Cile, lo vendeva solo all’Argentina e Brasile e poco tempo fa si é scoperto che gli Argentini vendevano di sottobanco il gas boliviano al Cile scatenando una reazione boliviana.)
5) Concorda con l’esportazione del gas da usare in una politica nazionale che copra il consumo di gas dei Boliviani, destini il ricavato all’educazione, salute, trasporto, impiego, ecc…

da quanto ho capito i si sono stati 43% , ma il problema, come mi ha spiegato il mio amico, é che la gente del governo, fará una lotta furiosa perché questo risultato non diventi realizzabile.

Io adesso mi trovo a 100 metri dalla frontiera tra Bolivia e Brasile. Questa é una terra di frontiera, un via vai continuo di gente vestita alla meno peggio, di commercio, di scatoloni di mercanzia, di gente che cambia i soldi (a proposito la moneta locale é il Boliviano 7,92 contro un dollaro non esiste cambio con euro), tutti che vivono della gente che passa, anche questo internet point.
Adesso il mio amico sta vedendo la possibilitá di trovare un biglietto aereo per La Paz, tra mezz’ora mi conferma se la sua innamorata ha trovato il biglietto, che costa 830 Boliviano, tradotti in reais sono 270. Tutta questa confusione é a causa delle elezioni che hanno intasato i trasporti.
Ciao Mauro.