Militarizzazione dell’America Latina, Alca, Movimento Campesinos

Quito, Ecuador 2 Agosto 2004

Una delle tematiche fondamentali del Forum Sociale é stata quella della “Militarizzazione del mondo” specialmente da parte degli USA. Concretamente si parla della strategia USA di installare basi militari in tutti gli Stati, dell’addestramento delle truppe di vari Stati da parte degli stessi, del sistema di spionaggio e della costruzioni di grande strutture per il controllo delle risorse naturali. Questa pressione esercitata dagli USA é molto forte in America Latina. Questa concezione (o meglio strategia USA) nasce dal fatto che le risorse naturali sono legate al territorio (fuori dagli USA e dall’Europa). Le risorse della biodiversitá, del petrolio e dell’acqua dolce, ecc…, sono situate in vari stati del mondo specie America Latina e America Centrale, per non parlare dell’Asia. Il neoliberismo ha promosso una strategia che ha portato alla divisione delle persone, cosí da poterle governare e promuovere una privatizzazione delle risorse con la conseguente crescita dei mezzí di controllo sociale. Solo in questo senso si puó comprendere la crescita di movimenti sociali come risposta alle violenze subite. L’idea che il popolo é ingovernabile, anzi pericoloso, porta a sviluppare un sistema di controllo dove i militari sono l’elemento regolatore e disciplinatore (l’America Latina ne é l’esempio piú lampante). Continuando su questa strada attualmente c’é stata una evoluzione confermata dalle nuove strategie USA a partire dall’11 settembre. Sono tre idee guida.
Prima: La minaccia é indefinita. Per questo sistema economico la minaccia non viene dagli Stati ma dal popolo che si organizza, per cui la minaccia puó venire da tutti i lati, specialmente da gruppi, reti di movimenti, che sono fuori dal controllo tecnologico.
Seconda: La guerra preventiva. Fino a quell’11 settembre, il potere stava tranquillo perché quella minaccia non si poteva prevedere. La nuova minaccia viene da realtá non controllabili, quindi bisogna lavorare sulla prevenzione.
Terza: la dominazione deve essere a “Spettro completo”. Gli USA hanno formulato una dottrina per poter controllare tutto, visto che ci sono cose non prevedibili. Controllo della terra, del cielo, del mare e del sottosuolo.
Gli Usa hanno diviso il mondo in tre parti:
1) il mondo civile e democratico ( gli amici);
2) i paesi in via di sviluppo, ma da controllare (tipo Brasile);
3) i Paesi insubordinati, dove il potere dello stato é debole e non riesce a disciplinare il popolo.
La maggioranza dei paesi dell’America Latina (A.L.) sono in questo terzo settore. Inoltre l’America Centrale e quella Latina sono il luogo dove si concentrano le maggiori risorse naturali (nel golfo del Messico c’é il maggiore giacimento di petrolio, grande come quello dei paesi arabi, ancora da sfruttare, per non parlare dell’acqua dolce o della biodiversitá). Per tutte queste motivazioni gli USA in A.L. stanno facendo una politica di presenza su vari fronti.
In A.L. la resistenza a questa politica non viene dagli stati e dai suoi governanti, perché molto legati agli interessi degli USA, ma dalle comunitá, dai movimenti popolari, dai contadini e dagli indios.
L’azione degli USA agisce a tre livelli.
Il primo é piú importante é la dominazione culturale (TV, radio, prodotti commerciali e il suo immaginario e i suoi modelli);
Secondo sono i contratti economici di libero commercio e visto che l’ALCA (Accordo di libero commercio dell’America) non va avanti sta promuovendo accordi bilaterali dividendo le posizioni comuni dei paesi;
Terzo la costruzione di basi militari e di strutture del controllo delle risorse. Esquivel (premio nobel per la pace) ha sottolineato che la dominazione, non inizia dal lato economico, ma da quello culturale, per cui si puó dedurre quanto importante é avere un’educazione (popolare) critica del pensiero occidentale. Inoltre Esquivel sottolineava che il FSA non deve essere solo diagnostico o fare resistenza, ma anche dare risposte o meglio proposte alternative. Gli USA lavorano con una strategia a lungo raggio, mentre i movimenti sociali lavorano sulla contingenza (i problemi concreti), manca una elaborazione di una strategia. Si mette in evidenza come i movimenti sociali sono criminalizzati, diventano il nemico dello Stato o meglio di coloro che difendono gli interessi economici accumulati in questo sistema e queste persone si trovano nei governi degli Stati. I movimenti dei campesinos, degli indios stanno facendo una resistenza enorme a tutto questo processo di dominio e la lotta contro l’ALCA si sta intensificando in tutta l’America Latina.
Mauro Furlan.