PERIFERIA – Immagini

Un album di foto raccoglie le impressioni di un anno
Un album di foto è una festa.
Centinaia di visi, un unico viso: la ragione di tanto sorriso è la festa di fine anno, la confraternizzazione, la distribuzione dei regali a tutti i bambini.
Noi abbiamo bisogno di momenti così, di festa, di allegria. La nostra realtà è troppo dura: la nostra realtà è fame, povertà, disperazione, violenza, analfabetismo.
Ma non nelle fotografie, in queste foto davanti ai miei occhi.
Qui vedo una comunità che “nonostante tutto” sopravvive, alza la testa e cerca soluzioni, senza giri di parole, senza sogni irrealizzabili, ma tenendo i piedi ben piantati nella realtà di tutti i giorni.
Il sorriso dei bambini risuona dalle immagini e riempie il vuoto che la povertà vuole lasciare nella nostra anima.
La comunità organizzata è capace di tutto questo, è capace di valorizzare la dignità di ognuna di queste donne che tengono i cartelli o che vedo sedute nella riunione.
Donne e uomini fino a ieri dimenticati e umiliati per la totale mancanza di conoscenza, per non saper leggere e scrivere: oggi il corso del Mova organizzato dal Comune, ha riportato ad ognuno di noi il gusto e l’orgoglio di essere un cittadino a pieno diritto, padrone del proprio destino.
La festa del gruppo Aprendendo a Semear “Imparando a Seminare”, che pure fa parte della comunità, è una ulteriore prova contro l’apatia e la rassegnazione, è una dimostrazione in più che influire nella realtà è possibile.
Ed anche se i cambiamenti introdotti dal gruppo raggiungono una sola persona, non importa, ciò che realmente è importante è il senso che l’azione possiede: significa che “tutti possono”.
Quante foto ci stanno in un album? dieci cento mille? Mille sorrisi mille abbracci.
Una squadra di calcio: “Gambe Storte”, dico scherzando; no, “Gambe d’oro” rispondono. Ma certo, questi sono veramente ragazzi d’oro.
Una madre dice “una semplice squadra di calcio può rappresentare l’alternativa alla violenza, alla criminalità”… queste parole descrivono i fatti reali molto meglio di qualunque trattato di sociologia: l’impiego costruttivo delle energie è l’unica garanzia che noi, popolo, gente, abbiamo per liberarci dai nostri fantasmi spaventosi, che ogni giorno rodono la nostra sopravvivenza. Solamente attraverso l’organizzazione possiamo affrontare con caparbietà le sfide della vita.
È questo che vedo nelle foto, non la documentazione fredda e distante di una serie di attività sociali di questa comunità, vedo la volontà, l’orgoglio, il lavoro.
Vedo compagni e amici che non si arrendono, uomini e donne tenaci, guerrieri pronti finalmente per “Esserci”
Qui in queste foto vedo il mio Brasile.