PERIFERIA – L’altro lato

Non voglio che finisca così. Che tutto finisca in questo modo. L’ho sempre saputo. Alla fine lo sanno tutti da che parte andrà la vita. Non mi si venga a parlare di destino, non mi si venga a rompere i coglioni.
Si vive nel modo che si sceglie di vivere, ma questo no, non lo volevo proprio.
Ho imparato a fuggire da me stesso, ma questa volta non ho scampo.
I nervi nudi e crudi affiorano e marciscono nei buchi delle mie mani.
Così non lo avevano mai fatto, è la prima volta.
Prima, quelli come me li legavano e li lasciavano appesi senza l’appoggio dei piedi, così venivano soffocati dallo stesso peso del loro corpo che scivolava sul legno.
Oggi la nuova moda vuole che si inchiodino mani, polsi, caviglie, piedi. Va di moda, fa più male e si muore più in fretta. Quel poco di sangue che rimane, alla prima martellata gli schizza forte in faccia in mille gocce marce e fetide, se lo beccano in faccia, il sangue, così imaparano, vacagare, vaffanculo, lavoro di merda, inchiodare gli altri, lavoro di merda.
Non ci pensano neanche, non gli viene neanche in mente che domani potrebbero loro stare quassù al mio posto, dove sono io adesso. Io e loro, nessuna differenza, nessuna.
Sì, è una parola, io non ho mai infilato chiodi a nessuno, vaffanculo.
Prima, gli appesi morivano di morte naturale, si diceva… naturale… come se fosse naturale essere… staresene inchiodato ad un palo con le braccia aperte… scivolare senza potere appoggiare i piedi, l’aria che ti manca, il corpo a pezzi di tante botte, sputi, frustate, calci. Morte naturale… quando i maledetti corvi vengono a mangiarti gli occhi mentre sei ancora vivo… Morte naturale, arrostire al sole del deserto che ti frigge le piaghe vive piene di mosche, morte naturale ‘sto cazzo. Niente è più naturale della morte. Siamo circondati, siamo imbevuti di morte. La morte. Vaffanculo a lei.
Eccomi, adesso sono un orecchio sordo e una bocca muta, niente di me funziona più. Sarà questa la morte? Paura dell’oscurità, il buio della paura. La morte è la paura che si ha di lei. O la morte è solamente la notte della mente e della memoria? Io che non rispondo più di me né a me. Relitto superstite in un oceano di botte. La mia unica vita, senza nessun’altra chance, circondata da una eternità di morte.
Non è giusto, cazzo, non è giusto, così no, non voglio.
Questo è il mio grido che ascolto solo io. Nessuno, non c’è nessuno, non c’è nessuno qui con me, per me, neanche per guardarmi morire, neanche i tipi che mi hanno appeso qui… se ne sono andati dall’altro lato a giocare a dadi, vaffanculo.
Bocca muta, orecchio sordo, occhio cieco: quanta è la parte di dolore che mi spetta?
Non l’ho scelto io di stare qui né con chi e né perchè. Perfino quelli chi mi ci hanno appeso se ne sono andati, dall’altro lato. No, questo mio qua è l’altro lato, loro sono davanti, dal lato giusto. L’ho sempre saputo quale era il mio posto. Fin dalla prima volta che ho visto una scena come questa sapevo che presto o tardi il piacere di occupare l’altro lato sarebbe stato mio.
E siccome io non ho mai contato niente, non ho mai avuto nessuna importanza per niente e per nessuno, non mi sarei neache sognato di poter stare sul davanti come questo tipo che grugnisce dietro a me. Il lato giusto, alle mie spalle, il davanti, dietro a me.
Un uomo famoso, un sacco di gente che lo accompagnava, un bello spettacolo.
Io sono venuto da solo in una gabbia tirata da un asino, da solo nella gabbia, e ‘sto tipo ammanicato con un sacco di gente dietro e adesso io, qui, dietro di lui. Sembra che non ha neanche visto che sono qui, non si è neanche accorto di me.
Tutti a guardarlo, deve essere famoso. Quando sono arrivato con la gabbia e tutto il resto, era gia qui da un po’, c’era già gente davanti a lui e nessuno mi ha visto, non si sono accorti neanche degli urli che facevo ad ogni martellata
Tutti gli occhi solo per lui, tutti a guardarlo.
Io continuo il merda di sempre.
Adesso chiama il padre, è famoso, dicono che è gente importante.
Importante e fottuto come me.
Chiama il padre che sembra averlo abbandonato ormai da tempo.
Di pazzi ce ne sono dappertutto, non capisco, sua madre è proprio lì, davanti a lui e questo sta a chiamare il padre.
Davanti a me nessuno, i miei occhi ciechi non sentono nessuno qui a guardarmi.
Da dove vengo? da nessun posto. Chi sono io? un idiota qualunque. Chi sono i miei?
i malmangiati, i malpagati, i malvissuti, i senzasoldi, i senzalavoro, i senzacasa, i senzauncazzodiniente, i padroni di promessevane, i padronidiniente. Ecco chi sono i miei. E non sono venuti, non stanno qui perchè sono dappertutto. Questo qui dietro di me, dall’altro lato, ha sua madre e il fratello e pure l’amichetta che piange proprio qui sotto. Donnetta ragazzotta bonazza… mignotta. Se ne possono sentire i gemiti. O sarà sua madre a frignare? Bel tipo questo: portarsi la madre per vederlo morire, complimenti.
Io mia madre non so neanche chi sia, figurarsi mio padre. E lui che continua a chiamarlo.
Di fratelli ne ho da vendere. Tutti sulla stessa barca quelli come me: cani a mordersi a vicenda, come quello che mi ha venduto e quello che mi ha inchiodato i chiodi a me.
Si vede che aveva fame quel figlio di puttana. Sì perchè per ogni dieci uomini sul mercato, uno è un figlio di puttana. E ha detto che sono stato io a rubare la gallina, a rubare il portafoglio, a rubare due monete di merda… è stato lui invece, e mi ha venduto per un piatto di lenticchie. La bastonata è arrivata prima del mio tentativo di spiegare. La polizia ha fretta di sapere quando come perchè chi e con chi… e adesso sono ancora vivo con un tipo che muore attaccato alle mie spalle dietro di me e continua a chiamare suo padre.
Ehi, smettila di piangere, comportati da uomo, la tua cara mammina non ti ha spiegato come funzionano le cose… comportati da uomo, cazzo, smettila di piangere… non sarai mica una checca? Non lo sai che qui in questa merda di posto ci mettono solo quelli come noi, i fottuti come noi. Tu sei un tipo famoso, hai molta gente davanti a te… davanti a me non c’è nessuno, perché io non sono nessuno, ma ho un paio di coglioni duri grossi così, hai capito, smettila di piangere.
Non posso risponderti, la mia bocca è un cocomero gonfio di pus e sangue, e tu mi chiami e chiedi acqua…
Che razza di morte è la nostra….
Sono qui, sì, sto qui, ti sento, non posso rispondere con parole, solo con gemiti, sono qui, dimmi, parla, se ti dà un po’ di sollievo dì qualcosa.
Lascia in pace tua madre, cazzo, non vedi che piange? e parla con me invece…
Lo so, i chiodi fanno un male cane, o pensi che i miei mi facciano il solletico…
ma dimmi per lo meno qualcosa di nuovo. Fan male i piedi, le mani, fa male qui, male lì, ma che palle, tutto fa male, fa male il mondo. Almeno muori come un uomo, cazzo, comportati da uomo e lascia tua madre in pace, merda. Sì, tu, lo so che mi hai capito bene, sto dicendo che tutto fa male perché fa male il mondo. È il mondo sulle spalle.
I fottuti come me caricano il mondo sulle spalle. Tu non capisci niente cazzo, tu sei famoso, hai una madre e anche un padre che quando li chiami ti aiutano sempre. I fottuti come me no, niente padre, niente madre. Noi, ognuno per sè, la legge della jungla.
Che ciascuno si carichi il suo mondo sulla schiena. E di mondi da sobbarcarsi ce ne sono quanti ne vuoi, ce n’è per tutti, per me e pure per te. Lo vedi, guarda me qui, mi vedi? sto caricando il mio mondo in questo palo di merda che avrebbe dovuto essere stato caricato da un’altro e non da me che non ho fatto niente. Da un altro. Ma per loro e per la morte non c’è nessuna differenza, che sia io o un altro fa lo stesso.
Vita di merda e morte di merda. Morte di merda è peggio ancora. Perchè nella vita ci sono cose che vale la pena sìssignore. Quella sua donn… va be’ lascia perdere, scusa.
Ehi, ho il sole in faccia, proprio davanti a me, porca puttana che caldo insopportabile. Per lo meno tu non sei così sfigato, hai tua madre davanti e il sole alle spalle che invece batte proprio su di me: alle tue spalle.
Perfino nella morte c’è chi è più fortunato degli altri e che gli altri si schiattino… perfino nella morte.
Scusa, scusami, davvero, dimmi, parla pure, parlami che ti ascolto. Son proprio qui, dietro di te, incollato, parla, sono mezzo sordo di tante botte ma sento i tuoi gemiti confondersi coi miei.
Ce l’hanno fatta, hanno piegato il nostro corpo ed anche il nostro spirito, perché quando fanno a pezzi il corpo in questo modo si darebbe qualunque cosa per farli smettere, purché smettessero si venderebbe pure la madre… scusa, scusa, non volevo offenderti, perdonami, neanche tua madre volevo offendere, chiedile scusa per me. Da qui, da questo lato non riesco a vederla. So che è lì perchè ti sentivo che le parlavi, le chiedevi di aver cura di tuo fratello e a lui di aver cura di lei. Scusami ancora.
Se mia madre fosse qui…
Ma dimmi, ti ho interrotto…
Allora se non vuoi dire niente restatene tranquillo, in silenzio, ascolta il corvo che arriva, la morte che arriva…
Adesso il sole brucia ancora di più, è il sangue che brucia…
Sono due ore che non dici una parola, ma lo so che ancora non sei morto, sento i tuoi spasmi…
Non capisco, perché tuo padre è stato così figlio di puttana da abbandonarti… e adesso tu chiedi che sia fatta la sua volontà… ma tu sei pazzo… ehi, rispondi, rispondi… ehi, merda, che cazzo fai, rispondi, vaffanculo rispondi, non morire, non morire, non lasciarmi solo anche tu.. resta con me, non te ne andare… non morire… perchè anche tu… resta, resta con me… non te ne andare, cazzo, resta con me non voglio morire da solo… ehi…

Questo sole se ne è andato
…tuona…
…pioggia a bagnarmi la faccia…
…ehi, ascolta…
…sta piovendo e tuonando da far paura…
… è cosí buio e ho freddo, tanto freddo…