Quello che tutti sanno

Giovedí 17
Alla mattina sono andato a fare un giro in Botafogo a vedere l’appartamento che ho preso in affitto per controllare le piccole sistemazioni da fare e alla sera sono andato a Duque de Caxias.
Alle 18 appuntamento alla Rodoviaria con José Miguel che da 15 anni si occupa della situazione ambientale del suo comune (Duque De Caxias) specialmente delle zone altamente inquinate dalle industrie. É stato da poco nominato come rappresentante della societá civile alla CONANDA che é un istituto del governo per quanto riguarda la problematica ambintale del Brasile. Un uomo politico impegnato col PT (Partito dei lavoratori, quello di Lula) che mi ha raccontato il suo percorso in questi 15 anni. Con lui sono andato ad una riunione a Saracuruna, un quartiere del Municipio per un incontro che doveva preparare la formazione del forum “Lixo e cidadania” (Immondizie e cittadinanza). Questo forum dovrebbe unire forze del governo e civili per quanto riguarda la situazione delle immondizie e dei problemi legati alla crescita di una partecipazione democratica di tutte le persone che in mille modi raccolgono i materiali riciclabili. Ci accompagnava la notizia che il giorno prima erano morti 3 uomini che raccoglievano i materiali di notte nella discarica di Duque de Caxias travolti da un camion di immondizie che si é cappottato mentre le scaricava. Nella discarica, che si trova in Gramacho, che io ho visitato alcuni mesi fa, dove arrivano circa 8 mila tonnellate di immondizie al giorno, si stima che 800 persone si alternano a raccogliere immondizie (materiali riciclabili).
Alla riunione c’erano solo due persone, comunque José Miguel, l’ ha fatta lo stesso ed é diventato piú un dialogo, quasi informale. Le idee sono tante ma la cosa prima da fare é lavorare dal basso, cioé fare una educazione ambientale, coinvolgere la societá e specialmente le organizzazione dei Moradores (abitanti), che normalmente sono le piú attive. Il dialogo é continuato sulle possibili strategie e la prima cosa era di fare pubblicitá alla radio, visto che nella zona esiste una radio popolare. La realtá dell’ambiente a Rio é una vera tragedia, basta vedere la baia (quasi un grande lago) che raccoglie gli scarichi di 5 milioni di abitanti, le immondizie lasciate per strada, ecc… Per non parlare delle persone che vivono raccogliendo plastica , lattine, carta; io non saprei stimarle, ma sono veramente tante, persino ragazzi e studenti che le raccolgono per avere qualche euro a disposizione al mese. Per non parlare della loro realtá sociale, delle condizioni di vita, ecc…
José Miguel mi ha accompagnato in macchina nel quartiere di Pilar dove vive Sebastião, che mi aspettava perché dormissi a casa sua. Arrivato verso le 22, mi ha preparato qualcosa da mangiare e mentre cenavo mi ha aperto gli occhi sulla realtá della baixada fluminense.
Come sempre il mio discorso é iniziato con la curiositá per capire perché le cose non cambiano, perché le elezioni del prossimo ottobre sono giá scontate e il PT non vincerá in Duque de Caxias.
Sebastião mi diceva che il Comune é nelle mani del Prefetto (Sindaco) . Lui é nello stesso tempo Sindaco e padrone o compartecipe di varie ditte e in particolare di quella che raccoglie le immondizie. Per cui parlare di immondizie significa toccare i suoi interessi. In ogni piccolo quartire del comune (ha 700 mila abitanti e ha una superfice di 447 mila km2) si é installato uno sterminatore. Fino ad ora io avevo pensato che gli sterminatori fossero quelli che uccidevano banditi e bambini di strada o persone violente che avevano commesso dei crimini e che non erano desiderabili per i commercianti. Gli sterminatori, pensavo fossero un po’ come i giustizieri, che arrivavano dove non arriva la legge. Ma la realtá non é questa. Gli sterminatori sono commercianti ma specialmente ex poliziotti espulsi dalla Polizia che adesso sono al soldo degli interessi dei potenti, per cui fanno fuori tutti quelli che mettono le mani dove non dovrebbero. Sebastião mi raccontava che 5 anni fa lui ha fatto una campagna contro il prefetto perché era sempre assente e un gruppo di persone legate al Prefetto stesso hanno fatto una riunione segreta dove hanno deciso di dare una lezione a Sebastião. Per fortuna qualcuno ha parlato con la moglie di Sebastião comunicandogli che doveva fuggire, perché volevano fargli del male. La cosa é venuta all’orecchio del Vescovo della Diocesi di cui Sebastião é amico, che ha telefonato al prefetto e la cosa é morta. Ma é stato un segnale forte. Chi tocca muore. Sebastião mi diceva che questa é la realtá di tutta la baixada fluminense, in mano a delle vere cosche mafiose (diremo noi) con un intreccio forte tra potere politico ed economico. La mia meraviglia, non é tanto riguardo al fenomeno, che si conosce, ma alla sua diffusione, alla suo radicamento profondo nel tessuto, per cui la conclusione é che le cose difficilmente cambieranno e non senza sangue (cosa normale a Rio). Comprendo adesso anche perché le comunitá di base del Municipio, lavorano di piú sulla catechesi, sono rivolte al loro interno. È un clima di intimidazione permanente, visto che tutti sanno chi é lo sterminatore del proprio quartiere e questa é una presenza costante. Il comune di Duque de Caxias non ci sono “bocche di fumo” (luoghi dove si vende la droga), perché gli sterminatori ammazzano e la gente si è abituata a vedere ogni tanto uno ucciso. Nessuno parla, nessuno interviene, la gente condivide l’uccisione di questa gente e senza accorgersi conferma la legalitá di questi criminali e il loro potere. Per me é stata una sera illuminante e allo stesso tempo tragica. Il mostro é davvero grande, chi avrá il coraggio di affrontarlo? Come costruire la democrazia? Carmine, i giorni scorsi, mi diceva che é stato da poco in Sicilia e i parroci gli dicevano che la mafia sta rioccupando tutti gli spazi ed é forte eper questo ha deciso di non fare piú attentati: la piovra é piú viva che mai. Qui in Brasile si potrebbe chiamare Jacaré (coccodrillo) animale che era molto comune in questi luoghi. Mi sembrava di aver visto la bestia aggirarsi per i quartieri e controllare che nessuno alzi la testa o parli fuori dal coro. Mi sembrava come di aver visto la bestia che tagliava le gambe a tutti quelli che cercano di alzarsi, o tagliava le mani a quelli che non sapevano tenerle al loro posto. Questa bestia e la nuova schiavitú. Comprendo con il nostro caro San Giorgio che ha sconfitto il drago, che in realtá il drago é una realtá umana complessa, che i draghi sono creature sociali che distruggono la dignitá umana. In tutte le parti del mondo, c’é un drago, una piovra, un Jacaré, e la lotta per la dignitá e la democrazia continua.
Sono andato a dormire, nella camera assieme al figlio Bruno, su un letto che era una tavola con un materassino sottile, con una grande tristezza nel cuore, mi sono svegliato alle 6 con la schiena a pezzi, ma di piú mi sentivo spaccato dentro. Verso le 7 ho preso l’autobus per la Central, lungo la “linea vermelha”, un traffico pauroso e l’autobus stipato. Dialogo con Sebastião continuando il discorso della sera. Alla Central altro autobus per Grajaú. Alle 8,30 eravamo all’associazione. Ho chiesto a Sebastião, a che ora si alza Geraldo (il capo cantiere) che arriva alla casa Dom Helder sempre alle 7,30. Lui mi ha risposto che le strade di Duque de Caxias si animano verso le 4,30 e si metteno in moto migliaia di persone che si fanno 1 o 2 ore per andare a lavorare, tutti i giorni. Ho risposto che capisco perché al venerdí sera é obbligo prendere una sbornia e al sabato e domenica dormire e mangiare a volontá. Domenica sera nessuno beve e tutti a letto presto, lunedí ricomincia il calvario. Ho salutato Sebastião, ma io ero pieno di sonno, la giornata si preannunciava storta, non capisco se era perché non avevo riposato bene o perché mi ero alzato un’ora prima del solito o per l’amarezza che mi portavo dentro.