Un porto di mare

20 Agosto 2004

Carissimi amici,

innanzitutto una grande novità: vi sto scrivendo dal mio nuovissimo portatile che la Federazione Pensionati Cisl del Veneto mi ha regalato e mi ha fatto pervenire direttamente qui in Cochabamba tramite una giovane di Padova che è venuta in visita.

Ho ancora qualche problema col pìrolo (che so benissimo essere il mouse, ma nel portatile mi sembra come una rotellina, su cui rigirarvi sopra le dita), ma un po’ alla volta mi abituerò.

Il mio vecchio computer, con tutti i suoi accessori (modem, stampante-fotocopiatrice-fax-scanner), è andato a Colomi, dove servirà principalmente per le esercitazioni delle alunne.

Da voi sta per terminare il tempo del “tutti al mare” (né io né Piergiorgio riceviamo più messaggi da quasi un mese).

Qui stiamo lavorando a pieno ritmo.

La nostra Casa è stata, in questo tempo, un porto di mare: oltre a Piergiorgio, che è il volontario fisso, c’è stato un via-vai di ospiti a tempo più o meno lungo.

Sono arrivate le due Chiare (la Clara e la Clarita, come le hanno battezzate immediatamente le chicas), una di 28 l’altra di 18 anni. Provengono da una parrocchia di Verona, legata da anni a Mons. Tito Solari, Arcivescovo di Cochabamba.

Clarita si è fermata due settimane e mezza, Clara è ancora su a Colomi e ripartirà sabato.

Sulla loro esperienza vi scriveranno o Piergiorgio, o Chiara stessa o tutt’e due. Quello che posso dirvi io è che le ho viste molto “cariche” ed entusiaste.

Poi sono arrivati a Colomi, a trovare Piergiorgio, un suo amico di Trento con un altro giovane.

Ieri è ripartito Mauro Furlan, che sta girando in lungo e in largo questa parte di mondo e manda regolarmente il suo diario a Macondo, (l’Associazione che ci ospita nel suo sito internet – www.macondo.it), cui è legato non so però in quali termini, che ha trovato vitto e alloggio nella nostra Casa per tre giorni.

E non è finita qui, stiamo aspettando altre visite.

Il nostro appartamento degli ospiti, che sembrava tanto grande, a momenti comincia a diventare stretto; ma il calore, il sorriso e l’allegria, insieme ad un piatto di sopa e ad un letto, non mancano mai per coloro che bussano alla nostra porta.

Abbiamo ottenuto (udite, udite!), tramite padre Eugenio, Presidente della nostra Fondazione, l’impegno per il finanziamento della costruzione della seconda aula da parte di una Signora di Trieste (come ricorderete, la prima sarà finanziata dalla Federazione Pensionati Cisl di Vicenza); chissà che nel frattempo non arrivino anche i soldi per la costruzione del salone e della biblioteca…..la mia fiducia nella Provvidenza è inossidabile.

E meno male, perché sto ancora aspettando che arrivino i soldini per il funzionamento della Casa e il pagamento del personale, dato che la nostra cassa, come vi dicevo in una mia precedente lettera, sta dimagrendo a vista d’occhio.

In ogni caso fra poco inizieremo i lavori edili: a poco a poco la Casa si sta completando.

Abbiamo anche ripreso i contatti con il Ministero dell’Educazione, tramite il nuovo Responsabile dei progetti sperimentali, il dottor (licenciado, come si dice qui) Adan Pari, uno splendido indigeno quechua, con tanto di trecciona sulle spalle, viso scavato, e cappello tradizionale.

E’ già venuto a Colomi, anche lui è rimasto incantato dalla nostra opera, e ci ha dato tutti gli input perché possiamo rimetterci al lavoro, naturalmente ricominciando tutto daccapo.

Ma anche la nostra determinazione è (quasi) inossidabile.

Sulla vita della Casa, sulle grandi soddisfazioni che ci stanno dando le chicas, sulle attività educative e ludiche svolte (compresa una cena a base di pizza per tutti preparata dalle Chiare), vi diranno i nostri volontari.

Condividere con altri queste mie corrispondenze con voi, è per me una gioia e una grande soddisfazione.

Un abbraccio a tutti
Anna Maria