15 anni di ECA

Carissimi
Dopo quasi un mese di silenzio oggi trovo il tempo per scrivere.
In questo periodo sono stato impegnato ad accompagnare varie persone e amici che sono passati qui a Rio per conoscere la realtà sociale. Accogliere qualcuno e accompagnarlo alla visita delle iniziative della Associazione Amar o a visitare la città è sempre una sfida. Chiede tempo e pazienza per aiutare a capire questo lato del mondo, c’è bisogno di tempo per poter decifrare un altro codice di vita che ai nostri occhi occidentali può sembrare ed è contraddittorio. L’altro lato della sfida è la storia di chi viene qui, le esigenze, il suo modo di vedere. Ogni persona è originale e per questo il rischio da parte mia è trattare tutti allo stesso modo. Un compito più facile per le agenzie turistiche, per loro sono tutti turisti che vogliono divertirsi e vedere le cose belle. Nel mio caso non è così. Il mio compito è far vedere anche il lato meno percepibile, che è la vita dei Brasiliani e la loro ricchezza di vita. Per chi si prende del tempo, il Brasile, (ma anche altre realtà) è utile per destrutturare il proprio modo di vedere il mondo e lasciarsi interrogare, non tanto per giudicare gli altri, quanto per rivedere la propria vita. Mi accorgo che per me, come per tutti, è più facile dare risposte che farsi domande, dare giudizi e soluzioni che vedere le dinamiche che ci coinvolgono e responsabilizzano.

15 anni di ECA
La settimana che mi sta davanti sarà intensa e molto importante. Con l’associazione abbiamo organizzato un convegno per discutere i 15 anni dell’ECA (lo statuto dei diritti dei bambini e adolescenti) che in Brasile, almeno sulla carta, ha cambiato il modo di vedere i minori. Lo statuto vede il minore come fonte di diritti e lo Stato ha il dovere di proteggerlo e aver cura della sua crescita. La legge ha dato un primo impulso, ma l’applicazione ha ancora molte difficoltà sia da parte dello Stato sia da parte della partecipazione popolare. Uno dei grandi problemi adesso è il minore che ha fatto una infrazione alla legge e il problema della tossicodipendenza.
Al gruppo che organizza io ho detto che la mia aspettativa del convegno non è quella di aggiungere altre parole alle parole, ma quella di poter intravedere delle possibilità di impegno comune, altrimenti anche noi (associazioni che qui chiamano ONG), alla fine guardiamo il nostro orto e non il vero cambiamento sociale. Le iscrizioni al convegno hanno superato tutte le aspettative. Il teatro che abbiamo prenotato presso l’Università statale (UFRJ) può contenere 300 persone e gli iscritti sono quasi 500, senza contare le persone che verranno senza chiedere l’attestato di partecipazione. Da questo punto di vista, un grande risultato. L’altra cosa positiva è che abbiamo messo insieme circa 40 organizzazioni che lavorano sulla tematica dei minori. Non sono cose che capitano tutti gli anni e non è così comune.
Spero che su queste tematiche, finito il convegno vi possa scrivere meglio, se la cosa vi può interessare.
L’altro grande appuntamento è la ‘Camminata per la pace e la vita’ che faremo Venerdì 22 luglio. Ancora a Gennaio io avevo insistito per una maggiore visibilità della manifestazione che si fa ogni anno per il ricordo della strage della Candelaria [La Candelaria è la piazza dove nell’inizio degli anni ’90 sono stati trucidati dei bambini di strada che dormivano davanti alla Chiesa, portando all’attenzione del mondo il dramma dell’infanzia abbandonata in Brasile]. Avevo detto che quest’anno dovevamo andare sulla strada e non sulla piazza. Anche questa proposta ha preso piede e adesso prevediamo che più di mille persone parteciperanno camminando per la Avenida Rio Branco, strada principale del centro di Rio. Sarà come una sfilata e saremo divisi per gruppi, uno per ogni diritto dei bambini e adolescenti: famiglia, vita, salute, educazione, sport, divertimento, lavoro. A metà del percorso ricorderemo anche i nomi di tutti i minori uccisi in questi anni qui a Rio e nella periferia (Baixada Fluminense). Anche questo si preannuncia un grande evento.

‘Mensalao’
In verità avrei molte cose da raccontare di questo tempo di silenzio, ma alcuni di voi mi hanno chiesto cosa sta succedendo in Brasile a livello politico?
Una vera Bufera!! Anzi un ciclone!
Da quasi un mese si aggiunge scandalo a scandalo, e il partito di Lula (PT) ne è coinvolto.
In parole brevi. Tutto è cominciato con un video mostrato in TV dove un funzionario delle poste riceveva una mazzetta per favorire gli appalti e diceva che tutti sono a conoscenza della ‘procedura’, anche i capi delle poste. Da qui l’inizio della storia dove un po’ alla volta sono stati coinvolti i capi politici del governo. Poi si è istituita la commissione parlamentare di inchiesta e il principale accusato ha tirato dentro tutti i collaboratori di Lula che in seguito si sono dimessi. Si sono scoperti i giri dei soldi per finanziare i partiti che ha ricevuto il termine di ‘mensalao’ cioè grande paga mensile. (le tangenti non entravano nelle casse del partito, ma andavano direttamente alle agenzie pubblicitarie che facevano la campagna politica). Si sono anche scoperti i giri di soldi per comprare i voti per far approvare le leggi. Poi si sono scoperte cose ridicole, come quel parente che aveva nelle mutande un valore di circa 100 mila euro, o il pastore di una chiesa protestante (e anche deputato) con delle valigie con 10 milioni di reais.
La cosa strana a mio giudizio è che Lula e il suo partito, non voleva la commissione parlamentare di inchiesta, adesso si è scoperto che il PT quando è andato al governo ha accettato il sistema di tangenti e di compera delle leggi, che ha sempre funzionato da anni in Brasile. Adesso ancora si parla di etica in politica e non di cambiare il sistema, come se la colpa fosse di qualche politico corrotto e non di un sistema che ha governato e governa il Brasile. Questo modo di affondare il problema va a caccia di un capro espiatorio (il politico corrotto) e non aiuta invece a cambiare le regole della politica, che in Brasile sono il vero problema.
Quando un anno fa avevo detto che per me Lula aveva fallito, intuivo quello che adesso è venuto a galla. La sinistra è andata al governo, ma non ha il potere che ha dovuto condividere con altri partiti scendendo a molti compromessi, ha accettato le regole sporche esistente, adesso ne paga le conseguenze, diventando un buon boccone per la destra. Però la cosa più triste è questo sistema di compera dei voti, delle leggi, l’uso della politica e del potere per favorire l’interesse privato (vero problema di fondo in Brasile) e questo sia a livello dello Stato, sia a livello dei comuni, nessuno lo sta mettendo in discussione. Prova ne è il fatto che in tutti i comuni, come anche Rio, le tangenti e i favoritismi, non sono eccezioni, ma la regola, anche nei comuni dove governa il PT, e nessuno, dico nessuno, mette in discussione questo. Gli amici del PT che conosco mi dicono che questo è il sistema e se vuoi governare devi fare così: fare pubblicità, pagare i nemici, comprare le leggi, comprare l’opposizione. Nessuno mette in questione la pratica e nessuno sta tentando di portare avanti un nuovo progetto, tutti aspettano la legge che dovrebbe fare la riforma elettorale, intanto si continua a imbrogliare le carte. La sinistra ha voluto andare al potere a tutti i costi, a costo della sua capacità innovatrice, riproducendo il tradizionale modo di gestire il potere. Lula, poveretto, in Francia l’altro giorno ha detto che: “il Brasile non merita questo!”. Sta passando per uno che è innocente e non sapeva. Non mi piace come si sta comportando (cerca di salvare il salvabile). A mio giudizio dovrebbe avere il coraggio di denunciare tutto. L’unico sistema per spaccare con il passato, ma tutti hanno paura.
Da questa storia che non so quanto chiara sia per voi, capisco che andare al governo non è la cosa più importante, pensare di andare al potere per cambiare le cose è solo illusione. Al potere o si arriva con le cose cambiate o si deve accettare le regole del sistema.
Credo che per il mondo, come anche per il Brasile i cambiamenti verranno da una altra parte e non dalla sinistra che è o andrà al governo. Ancora la storia è da fare.
La cosa più interessante è che questa crisi politica brasiliana per quanto terribile possa essere non ha avuto nessun riflesso sulla economia e sulla borsa, il mercato non ha fatto una piega. Questo significa che adesso, chi governa è irrilevante per gli interessi economici. Sarebbe il tempo propizio, a giudizio di molti per fare la riforma elettorale. Vediamo, se una nuova riforma può portare maggiore coscienza nel popolo o nei politici. Se guardo la storia italiana, credo che c’è da dubitare. Pensare ancora di cambiare le cose partendo dal capo (dalla cima) è pura illusione.

Con queste piccole informazioni e vi abbraccio. Mauro F (animadelmondo)