Da Porto Alegre

Carissimi amici

è un po’ che non vi scrivo perchè sono stato impegnato ad accogliere varie persone che sono passate di qua e anche per i preparativi per il Forum Sociale Mondiale.

Io sono già a Porto Alegre, sono arrivato sabato dopo 26 ore di viaggio in autobus. Porto Alegre si trova nel sud del Brasile ed è la capitale dello stato di Rio Grande do Sul.
Anche se il Forum sociale mondiale (FSM) comincia il 26 io sono arrivato prima per preparare l’arrivo delle varie persone dell’associazione Amar e di Macondo e anche a partecipare ad alcuni forum che si svolgono in immediata precedenza come il forum sulla teologia e liberazione (iniziato venerdì) e il forum delle migrazioni (iniziato lunedì).
Tutte queste sono occasioni per inserirmi nella discussione su come il pachidermico e complesso mondo si sta movendo.
Quello che più di tutto in questo tempo mi sta incuriosendo sono le letture unilaterali del mondo e di quello che succede quando una persona scopre che quel pensiero dato per certo non lo è. Mi rendo conto che chi vuole viaggiare e non fare il turista deve essere disponibile a lasciarsi meravigliare e mettere in discussione. Essere viaggiatori vuol dire entrare in altri mondi culturali, altrettanto ricchi, belli, come quello in cui si vive. Vuol dire anche apprendere altri linguaggi (non solo quello razionale, magari quello della corporalità) e risvegliare in noi il desiderio di uno sguardo umano più ricco se non più completo. Viaggiare è intraprendere una lotta contro se stessi e il proprio modo di pensare. E’ forzare se stessi (quello che in termini riduttivi noi chiamiamo mente e corpo) a diventare accogliente, non solo a sospendere i giudizi, ma a lasciarci coinvolgere da un nuovo stile di vivere-percepire-descrivere il mondo. Questa non è una operazione della mente, ma di tutta la persona. Questo itinerario è al tempo stesso affascinante (ricco di sorprese) e impegnativo, ma è l’unico per poter apprendere, l’unico che ti può cambiare in profondità.

Il forum per me è un luogo dove si danno appuntamento le più belle bestie feroci che circolano in libertà, quelle che fanno paura al mondo del potere e del pensiero razionale. Pensatori, poeti, musicisti, anarchici, estremisti, gay, neri, leader di movimenti e di associazioni delle più svariate tematiche sociali. Si possono incontrare le più belle menti e i più bei cuori che l’umanità in questo tempo conosce, quelle che portano avanti un pensiero differente, altre letture del mondo, altri sogni, altri mondi possibili.

Il forum è anche un’isola felice, dove la gente respira la pace e la bellezza delle differenze, dove il mondo con i suoi colori celebra la diversità. Da questo punto di vista è una Pentecoste, gente di tutte le lingue del mondo che si capiscono e che vogliono trovare strade per lavorare insieme.
Il forum è anche un luogo di elaborazione di strategie non violente per contrastare la logica della violenza, dell’esclusione, del potere, dello sfruttamento.

Il forum è una grande festa è già fin dai primi accenni in questi forum preparatori si può vedere lo stile di ricerca comune nella condivisione che si vive.

Al Forum di Teologia e liberazione sabato pomeriggio ha parlato Leonardo Boff. Ha ribadito quello che da un po’ di anni sta ripetendo. Le due utopie (stelle che guidano il cammino) per costruire un mondo diverso a suo giudizio sono due:
1) Salvaguardia della casa comune. La teologia della liberazione nata dall’ascolto del grido dell’oppresso adesso deve ascoltare il grido della terra, l’urlo dell’ecosistema e da qui deve nascere una nuova spiritualità. Si deve lavorare per costruire una alleanza globale per difendere la terra. I valori etici della cura, la dimensione del femminile (centralità della vita e non della competizione e sfruttamento), la compassione e la solidarietà, sono le nuove sottolineature di questa visione.
2) Conservazione dell’unità della famiglia umana. Il cammino che già è stato imboccato è quello della biforcazione della famiglia umana. I ricchi, 1,6 miliardi, con tutti i diritti e servizi. I poveri, 4,4 miliardi, barbarizzati e lasciati alla deriva. Si è creato un mondo dove chi può pagare possiede anche i diritti.

Boff ha ribadito i concetti cristiani del mondo come casa comune, degli uomini creati tutti a immagine di Dio, i valori della solidarietà a partire dagli ultimi e lavorare per una seria proposta socio-ambientale.

Frei Betto che presiedeva l’incontro ha ricordato che stiamo vivendo la Globo-colonizzazione e che non dobbiamo avere paura della bomba atomica ma della bomba biologica (le armi biologiche e la biotecnologia).

Ieri sera invece ha parlato Tissa Balassurija, teologo cattolico dello Sri Lanka, anche lui buttato fuori dalla Chiesa per le sue idee differenti.
Lui ha fatto una rilettura della storia di questi 500 anni come l’occupazione sistematica del mondo da parte dell’Europa alla ricerca di terra per i suoi abitanti. Qui ha già presentato quello che per lui è la più grande ingiustizia. La distribuzione diseguale della terra. La fede cristiana ha legittimato la conquista di altre terre quella cosa così marginale che è l’uccisione di milioni di uomini. Se non si parte da questa lettura che ci spiega come si è costituito il mondo attuale, tutte le analisi sono false e vanno a legittimare chi ha il potere.
Ha sottolineato come tutte le religioni devono intraprendere un processo di autopurificazione a partire dal dialogo tra loro.
Alla domanda finale sulla presenza femminile nella chiesa cattolica, lui ha detto semplicemente che le donne sono uguali e quindi anche nella gerarchia dovrebbero essere la metà. Che le donne potrebbero cambiare in modo semplice questo stato di cose, basta che smettano di sostenere chi le opprime.

Da questa conferenza di Balassurija, quella più difficile da digerire tra le varie ascoltate, quella differente da tutte le altre, comprendo che per fare una seria ricerca di soluzioni bisogna confrontarsi con chi ha un pensiero totalmente differente dal nostro. La paura di confrontarci con questa gente, la paura di rompere i nostri concetti (leggi ideologia) o anche di vederne il lato negativo blocca un serio confronto.
Inoltre comprendo (anche da altre relazioni) che l’altra grande fonte di cambiamento è la realtà femminile. Il movimento femminile è di fatto il più grande movimento sociale oggi presente nel mondo, ed è un movimento trasversale. Su questa realtà aprirò i miei orecchi in questi giorni di Forum.

Per il momento è tutto a risentirci.
Mauro F.