Disarmamento, vince il NO

Carissimi
Vi scrivo per dirvi che da poco sono usciti i risultati del referendum sulla proibizione della vendita di armi.
Risultato: 64% NO, 36% SI
Significa che le armi possono continuare ad essere commercializzate. Le votazioni si sono svolte con calma e sono andati a votare l’80% degli aventi diritto, una grande affluenza.
Il risultato conferma un cambiamento avvenuto negli elettori in questo ultimo mese di campagna. Si pensava che il Si vincesse e invece un po’ alla volta la pubblicità per il No ha convinto gli elettori.
Le motivazioni fondamentali che hanno portato al cambiamento di fronte sono due e sono anche quelle su cui ha insistito la campagna del No.
1.se si vota si perde un diritto, quello di avere una arma. Le persone hanno un diritto in meno. Perso questo diritto se ne avrò bisogno cosa si farà. Il diritto alla legittima difesa è un diritto delle nazioni sviluppate.
2.lo stato non garante la difesa dei cittadini per cui il cittadino si deve difendere da solo. E questo è stato l’elemento forte che ho sentiro sulle bocche delle persone in questi giorni. La gente mi diceva: “Chi disarma il bandito?” Io non uso un’arma, ma se serve devo avere la possibilità di usarla. I banditi sono armati e il cittadino è disarmato, chi difende il cittadino?” Proibire le armi serve solo ad aumentare il traffico clandestino di armi, ecc.

Le informazioni date sui morti per armi da fuoco in Brasile che sono record mondiali, 38 mila morti all’anno, non sono stati sufficienti e non hanno convinto la popolazione che a grande maggioranza ha votato per il diritto alla difesa. L’impressione che io ne ricavo è che la gente ormai vive in una insicurezza totale e una paura che non può che tentare di difendersi da sola. In Brasile stanno crescendo a grande velocità le imprese di sicurezza. Le persone ricche viaggiano scortate e sembra che l’unica soluzione (per chi può) è la guardia privata. Il popolo nelle mani dei “banditi” e dei “poliziotti” è alla mercè di se stesso e non sa di chi fidarsi. Una cosa tristissima.
Il referendum di fatto non cambia quasi niente perché la legge sul disarmamento entrata in vigore il 23 dicembre 2003 ha già ristretto il porto e l’uso delle armi e in teoria le persone che portano una arma dovrebbero essere meno e con motivi specifici.

Domani vedremo le analisi dei vari fronti, ma dalle prime constatazioni sembra che la gente non crede nella capacità del potere pubblico di garantire la sicurezza delle persone. La violenza non sembra diminuire in Brasile, e a mio parere, e non solo, non sarà il disarmamento che la eliminerà, ma una maggiore giustizia sociale.

Con tristezza nel cuore, Mauro.
Da Rio de janeiro, 23 ottobre 05, ore 24 locali.