Disarmo e sciopero della fame

Rio de Janeiro 30 settembre 2005

Carissimi
Dopo un po’ di tempo mi ripresento a voi per parlarvi di una data importante per il brasile, il referendum sul commercio delle armi che si terrà il 23 ottobre, aggiungo anche una notizia differente, un brivido che sta percorrendo il Brasile, un grido che raggiungerà il presidente Lula: un vescovo ha deciso di fare uno sciopero della fame fino alla morte per impedire la trasposizione di un fiume, il San Francisco, secondo fiume del Brasile. La cosa merita molta attenzione. Le informazioni le trovate nella seconda parte della lettera.

Vi scrivo mentre sto ascoltando la radio, che ad ogni ora informa del referendum e ricorda che votare è un obbligo e un diritto di cittadinanza. Ma ormai le parole della pubblicità, come quelle dell’informazione stonano nelle mie orecchie, la falsità si è insinuata dappertutto e anche l’informazione stride alle mie orecchie.Il mio animo è pieno ha più dubbi che incertezze, più domande che risposte. Il clima di Rio de Janeiro e del Brasile è sempre lo stesso, cupo, triste, intriso di violenza e ingiustizie, illegalità,  mentre l’animo del popolo è sempre preso dalla lotta per sopravvivere e dalla voglia di gioire di quello che la vita offre e di ringraziare Dio per un altro giorno di vita. La violenza a Rio continua e dalle notizie che ricevo aumenta perché alcune comunità (favelas) che non erano interessate dal narcotraffico adesso sono state occupate. Il potere parallelo aumenta e poi il crak (droga terribile ) è arrivata anche qui. Si percepisce che la corruzzione (l’illegalità, l’approfittare per se stessi del denaro pubblico)  permea  tutti i livelli. Pensate che alcuni giorni fa sono scomparsi due milioni di reali dalla sede della polizia federale e non possono neanche essere bloccati perchè la polizia non li ha fotocopiati registrando i numeri delle banconote. Tanto per dirvi una notizia simpatica (civica)  una vecchietta che abitava in una favela, da tempo stanca  del narcotraffico che girava nella sua comunità ha comprato una videocamera e per due anni ha filmato quello che capitava : banditi, ragazzini che si drogavano, poliziotti che circolavano. Un mese fa ha consegnato le videocassette alla polizia che così ha potuto catturare 30 banditi e pensate 10 poliziotti. Ci possiamo chiedere: ma  dove sono i confini della legalità e cosa vuol dire senso civico. Questa vecchietta adesso vive protetta come testimone, lontana dalla sua casa.
A livello nazionale le denuncie per corruzzione non smettono. Alcuni giorni fa si è dimesso il presidente della camera (per bustarelle ricevute dal ristorante del palazzo), poi c’è lo scandalo degli arbitri (partite truccate) , l’arresto di Maluf , ex sindaco di Sao paulo (che tutti conoscono come un lazzarone) e via così. Il giorno 7 settembre, festa della indipendenza del Brasile, è stato anche un giorno di manifestazione contro la corruzzione e hanno fatto una inchiesta. Alla domanda se la persona accetterebbe bustarelle il 48% dei brasiliani ha detto Si, il 42% No. Questo mi ha fatto sorridere (leggi piangere) e confermare che i politici sono tutti corrotti (almeno il 48%) e mi conferma che Lula doveva denunciare la situazione (il sistema) di corruzzione ( e i brasiliani) e non cercare i colpevoli dei casi che emergono, che diventano capri espiatori e permettono agli altri di continuare a rubare .
Bene dopo questa premessa (tanto per dirvi il clima) vi parlo del referendum.

Il giorno 23 ottobre  120 milioni di brasiliani (esattamente 122.042.825 persone ,in 5.564 città e 368.040 sezioni elettorali) vanno alle urne per il referndum sul disarmamento. Gli elettori dovranno decidere se sono favorevoli o contrari alla proibizione del commercio di armi da fuoco e munizioni nel brasile. Il voto è elettronico: Risposta 1 è NO (favorevole al commercio), Risposta 2 è SI (proibire la commercializzazione). Inutile dire che anche io sono per la proibizione, e che se andassi a votare sarebbe un SI, ma sono consapevole che questo è solo un primo passo, ne mancano ancora molti per superare il problema della violenza.
Le associazioni che difendono la proibizione della vendita di armi (tra le quali la chiesa e tutte le associazioni che lavorano per i diritti umani) hanno prodotto un documento dove difendono questa posizione. Di accordo con i dati ONU il Brasile è in testa alla classifica per morti causate da armi da fuoco.
Tutti gli anni 38mila brasiliani muoiono vittime di arma da fuoco. I giovani sono la grande vittima, il 38,8% delle morti nell’età dai 15 ai 24 anni sono causate da arma. La proibizione del commercio delle armi  può essere un passo importante per diminuire la violenza perché diminuire le armi in circolazione aiuta a disarmare il crimine. Involontariamente l’ uomo comune che compra una arma in un negozio finisce per rifornire il crimine quando la sua arma è rubata, persa o rivenduta. Nel 2003 circa 40mila armi furono rubate (dati polizia federale)
Il governo brasiliano in questo anno ha già ritirato ( attraverso la campagna di consegna volontaria) più 400mila armi (dai privati) e si è notata una diminuzione del 7% di persone ferite da arma negli ospedali di Sao Paulo e del 10,5 a Rio de Janeiro.

Strumenti della democrazia brasiliana. La costituzione  Brasiliana prevede due strumenti di consulta popolare.

Il referendum sul commercio delle armi è previsto dall Statuto del disarmamento e sarà il primo referendum dopo la promulgazione della costituzione nel 1988.
E’ uno strumento di consulta populare e assomiglia ad una elezione, dove al posto di scegliere un candidato esprimono la propria opinione riguardo ad una legge già approvata dai legislatori. In questo caso la legge già approvata è quella sul disarmamento e aspetta la ratifica del popolo per diventare valida. Il cuore di questa legge è la proibizione del commercio delle armi.

La costituzione brasiliana prevede una altra forma di consulta popolare, il plebiscito che è la verifica della volontà popolare riguardo ad un tema sul quale non si è ancora fatto una legge e serve per orientare i governanti a decidere conforme alla volontà della maggioranza.
Nel 1993 i brasiliani parteciparono del plebiscito che ha definito la forma (repubblica) e il sistema di governo (presidenzialismo) del paese.

Dette queste cose (generali) tante persone che  ho  ascoltato ( e anche il sottoscritto) hanno tante dubbi e interrogativi. Il dubbio più grande riguarda la violenza che nasce dal rapporto trafficanti-polizia, dove le armi di contrabbando internazionale arrivano in grandi quantità e alimentano quel circuito di morte di cui sono vittime i brasiliani.

La Seconda informazione riguarda un brivido che sta circolando per la chiesa brasiliana e in tutti quelli che sono interessati ai problemi del popolo.

Un vescovo per difendere la sua gente (diocesi di Bahia) che vive lungo il fiume ha deciso di fare lo sciopero della fame fino alla morte.
Per capire meglio, poco fa ho telefonato alla commissione della pastorale della terra (CPT) di Salvador di Bahia e mi hanno confermato il tutto. Il governo da vari anni vuole deviare il secondo fiume del brasile il Rio Sao Francisco (3.160km) per irrigare le regioni secche del Nordeste. La cosa che sembra buona di fatto distruggerebbe la vita di molta gente che vive lungo le rive del fiume e favorirebbe solo pochi possidenti di terra. Il progetto che finalmente con Lula è stato l’altro ieri approvato, da tempo era criticato dal vescovo e da tutti i movimenti sociali della zona perché manterrebbe la povertà di molti e arricchirebbe solo alcuni. Il responsabile della CPT mi confermava che adesso (dopo la decisione del vescovo) la cosa sta prendendo piede nazionale e internazionale e questa sera se ne parlerà anche in televisione.
Il 4 ottobre giorno di San Francesco, giorno in cui è stato scoperto il fiume ( ecco il motivo del nome), giorno mondiale dell’ecologia, hanno indetto manifestazioni, specialmente in quella zona e per  solidarizzare con questa iniziativa  anche i vescovi del Sergipe, tra i quali il vescovo di Proprià, aderiscono e hanno indetto manifestazioni e preghiera.
La tentazione di andarci per me è grande.

Per farvi capire qualcosa e per sensibilizzarvi  riporto i documenti e faccio alcune traduzioni.

 "Quando la ragione si spegne, la pazzia è l’unica strada"

29/09/2005: URGENTE: sciopero della fame di Mons. Luiz Cappio a difesa del Rio S. Fancisco
Solo ieri abbiamo ricevuto notizia  della clamorosa iniziativa del Vescovo di Barra, stato di Bahia, di iniziare uno sciopero della fame "fino alla morte" per chiedere al Presidente Lula di soprassedere sul progetto di "deviazione" delle acque fluviali del Rio S, Francisco, il più lungo che si origina e sviluppa tutto all’interno del Brasile, lo stesso che bagna tutta la diocesi di Proprià prima di giungere alla foce, costituendo fonte di sopravvivenza per la maggior parte della popolazione.
Fonte: Conferenza Episcopale Brasiliana   

Seguono alcuni messaggi sullo SCIOPERO DELLA FAME del nostro caro Mons. Frei Luiz Cappio, vescovo di Barra (Bahia), in difesa del Rio S. Francisco.
Chiediamo a tutti che divulghino al massimo e che inviino milioni di messaggi al Presidente Lula, al Ministro Ciro Gomes ed alla ministra Marina Silva, come nei seguenti contatti:

– Presidente Lula: gabpr@planalto.gov.br
– Ministro Ciro Gomes/Integração Nacional:
   luiza.serpa@integracao.gov.br
– Ministro Marina Silva/Meio-Ambiente: marina.silva@mma.gov.br
– Segreteria delle risorse idriche/Segretario João Bosco Senra:
   joao.senra@mma.gov.br.
Testo consigliato per la lettera al Presidente Lula, in portoghese:

Exmo Sr. Presidente Luiz Ignacio Lula da Silva     
Abaixo-assinado pela Vida, em apoio a Dom Luiz
Nós, abaixo-assinados, vimos por meio deste expressar nossa adesão à luta de nosso irmão, Bispo D. Luiz Flávio Cappio, da Diocese da Barra (Bahia), que se encontra em greve de fome contra o Projeto de Transposição do Rio São Francisco e a favor do Projeto de Revitalização.
Pela vida do Rio São Francisco e de nosso irmão, o Bispo Dom Luiz Flávio, queremos do Exmo. Sr. Presidente da República, Sr. Luiz Ignácio Lula da Silva, a revogação e arquivamento da Transposição, condição única que Dom Luiz colocou para a suspensão de sua greve de fome.
(Aggiungere firma e indirizzo di residenza)

Abbraccione,  Mauro F.