Fotocronaca della nostra partecipazione al FSM 2005

foto di Tatiana Brambila

26 gennaio 2005 Porto Alegre
La marcia di apertura del Forum Sociale Mondiale

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Foto di gruppo prima della partenza della marcia.
Io ho portato la bandiera della pace che si vedeva da molto lontano
Il nome dell’associazione Amar era anche questo ben visibile.

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Con noi anche il telo con i disegni e il messaggio dei bambini di strada di Rio.

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Io con il mio solito sorriso ed entusiasmo e Silvia Fontana.

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Tatiana ci ha fotografato da un viadotto.

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Un
fiume di gente, probabilmente 200 mila persone. Il colore rosso il
prevalente, ma erano rappresentate le più svariate razze del mondo e 4
mila tra associazioni e movimenti.

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La
bandiera dell’arcobaleno, che continuavo a sventolare alta sulla gente
e che noi italiani chiamiamo della pace, nella maggioranza dei paesi
del mondo è simbolo del movimento degli omosessuali e durante la
manifestazione e anche dopo tante persone venivano a chiederci se
facevamo parte di quel movimento e dove si faceva l’incontro. Anche
suor Adma ha dovuto chiarire più volte che noi ci occupiamo di bambini
di strada.
I simboli sono importanti e la mia bandiera ha fatto un po’ di confusione.

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La
novità: suor Adma, la presidente di Amar, che da quasi 30 anni a Rio de
Janeiro lavora per i bambini di strada, è di origini libanesi (il
cognome è Fadel Cassab) quando alla manifestazione ha incontrato il
popolo arabo che lotta per la libertà in Palestina è andata ad
abbracciarlo.

La preparazione al Forum
I bambini di strada al Forum Sociale Mondiale

Un’associazione
che lavora con i bambini di strada e che va al forum mondiale a parlare
della situazione dei bambini e adolescenti in Brasile non poteva non
portare qualcosa fatto da loro, la loro voce. Troppo tardi ho pensato
che dovevamo portare qualcuno di loro. In compenso c’era Juruna, ex
bambino di strada a portare la sua esperienza. Vi presento una serie di
foto che dicono più di mille parole, i volti e luoghi che forse per voi
significano poco, ma per noi che ci siamo in mezzo, che abbiamo
stabilito con loro delle relazioni, sono tutta una vita, i volti che
amiamo.

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Da
alcuni mesi l’abbordaggio ai bambini di strada si fa a São Cristovão,
nel parco che c’è di lato alla fiera Nordestina. I ragazzi dormono la
notte su una passerella vicino alla Rodoviaria (stazione delle
corriere).

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La passerella sulla quale dormono

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Una
mattina gli educatori hanno portato un telo bianco e hanno detto ai
ragazzi: “dobbiamo andare al Forum mondiale, qual è il messaggio che
volete che portiamo a vostro nome?”
E loro si sono messi a disegnare a scrivere buttati per terra in questo parco.
In
primo piano il volto spagnolo di Maria Bordallo, passata per Rio prima
di venire al Forum, che conosce l’associazione Amar e i ragazzi.

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Sebastião il responsabile dell’abbordaggio, anche lui disteso con i ragazzi a disegnare.

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Un ragazzo sta scrivendo pace.

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Un ragazzo fa il segno della vittoria quando scopre di essere fotografato.
I ragazzi che hanno fiducia negli educatori, gli unici adulti che li trattano bene, amano essere fotografati.

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Tatiana
sta medicando uno di loro. I ragazzi hanno spesso qualche infezione o
ferita e gli educatori portano sempre con sé la cassettina per le
medicazioni. Se si trovano in grave situazione li accompagnano in
ospedale.

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Come tutti i ragazzi
la loro passione è il gioco e specialmente il calcio. Per questo una o
due volte la settimana si porta il pallone e le casacche per giocare
come si deve.
Qui si vede Leandro che gestisce il gioco.
In Brasile i ragazzi sanno giocare a calcio molto bene e sempre si esibiscono in prodezze.
Si
gioca scalzi perché i ragazzi non hanno scarpe, solo le ciabattine di
plastica (cinellos) che in Brasile sono le più comuni, ma che non vanno
bene per giocare.

30 gennaio 2005 Porto Alegre, Forum Sociale Mondiale
L’incontro pubblico di Macondo assieme ad Amar e Indica

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Un incontro dove c’è un dialogo, un confronto, in portoghese si dice “oficina”.
La
nostra era sotto un tendone fatto a casupola con inizio alle nove del
mattino. La giornata si preannunciava molto calda come i giorni
precedenti. Presenti più di 100 persone, come avevamo pensato.

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Io
ho introdotto l’ncontro parlando di Macondo e dell’importanza di essere
al Forum Sociale Mondiale e di parlare dei bambini di strada e dei
diritti dell’infanzia.

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Io che
sto facendo il discorso introduttivo e alla mia sinistra Riccardo di
Manaus (Amazzonia), Maria do Rosario e Ruth Pistori (associazione
INDICA di São Paulo)

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Dopo la
presentazione di tutti i partecipanti ha parlato don Riccardo Zanchin
della Caritas di Manaus e dopo suor Adma, responsabile
dell’associazione Amar.

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Suor Fatima che lavora ad Amar come pedagogista.

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Juruna, (il suo vero nome è Eder Ilson) ex ragazzo di strada, sta portando la sua esperienza.

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Sebastião, sta parlando con passione dei suoi bambini di strada di Rio.

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Edith
Moniz di São Paolo, che molti conoscono per i suoi scritti e che lo
scorso anno è stata alla festa di Macondo, commossa a raccontare le
storie dei suoi bambini di strada.

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Maria do Rosario che ha parlato del lavoro di INDICA di São Paulo e in America Latina.

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Poi abbiamo dato spazio agli interventi.
Questa persona è rappresentante di associazioni del comune di Maringà, nello stato del Paranà, Brasile.

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Una donna di Rio a cui la polizia ha ammazzato il fratello nella favela del Caju.
Tra
le fondatrici del movimento di donne e di mamme: “Me posso identificar”
che sta portando avanti la lotta di sensibilizzazione per i giovani
uccisi dal narcotraffico e dalla polizia. La maggioranza di queste
morti sono persone innocenti che si trovano nel mezzo delle sparatorie
o di ragazzi che la polizia ammazza pensando siano trafficanti solo
perché vivono in favela.

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Foto dai bastidores (dietro le quinte).
Laura e Pierluigi i due giovani del Gruppone Missionario, volontari da alcuni mesi a Rio che stanno preparando l’incontro

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Sebastião, Juruna e Fatima che preparano i cartelloni che presentano il lavoro dell’associazione.