Lettera agli amici di Macondo 1

Cari amici di Macondo
vogliamo finalmente cominciare ad inviare nostre notizie per poter rafforzare quei lacci di amicizia cominciati attraverso Mauro Furlan e che successivamente, con la visita di Edith e Paolo a Bassano ed infine con la venuta in Brasile di don Gaetano e i suoi amici, ormai ci legano. Spesso pensiamo a voi e all’affetto che ci dimostrate in ogni occasione. Ecco il motivo di questa lettera.

Noi che cominciammo il nostro lavoro pensando all’integrazione dei disabili nella comunità, stiamo adesso andando in direzione alla collaborazione con gli organi pubblici della regione che si stanno dimostrando un vivo interesse. Un dato importante parla da solo: durante la “settimana di vaccinazione”, in collaborazione con il “posto de saúde” (l’unità sanitaria locale), siamo riusciti a vaccinare 554 bambini. È stato il risultato più espressivo di tutto il quartiere e si è deciso di trasformare il nostro Centro Comunitário in un “ponto de referencia” (punto di riferimento). Queste forme di “parceria”, di collaborazione con gli organi pubblici sono importantissime anche per quello che concerne la divulgazione e l’informazione: salute e qualità della vita significano prevenzione.
Abbiamo organizzato incontri e conferenze sulle “Doenças Sexualmente Trasmissiveis”(le malattie trasmesse attraverso i rapporti sessuali) e la pianificazione familiare. La precarietà dei servizi di slaute obbliga la società civile a cercare mezzi e forme incisive per insitere presso le autorità con lo scopo di garantire che i pubblici poteri facciano la loro parte; per questo alcuni rappresentanti del centro comunitário si sono riuniti con il Secretario Municipal de Saúde (l’assessore alla sanità) per garantire che entri nella legge finanziaria del prossimo anno l’ampliazione in 180 letti dell’ospedale del quartiere.
Queste nostre parole possono sembrare un elenco burocratico di attività formali. In verità siamo solamente persone che hanno deciso di lavorare per migliorare la qualità della vita. Abbiamo imparato che tutto comincia con l’organizzazione, a cominciare dalle nostre idee fino al nostro modo di agire. Il gruppo “Aprendendo a Semear” (Imparando a Seminare) “está na luta”(ha cominciato la battaglia) da molto tempo. Due anni, quasi tre. Abbiamo visto le nostre riunioni crescere settimana dopo settimana, abbiamo visto persone con deficenza física e mentale, che da sempre vivevano isolate e dimenticate, partecipare a tutte le attività e diventare “moltiplicatori” delle nostre idee. Il desiderio di partecipare attivamente al proprio riscatto umano e sociale è tanto che nelle ultime riunioni sono sorte proposte per inventare insieme alternative di lavoro, per “gerar renda extra”(che possano produrre renddito extra). La disoccupazione attacca la città e il Paese e tutti noi abbiamo la responsabilità di cercare soluzioni. Il cammino è arduo ma abbiamo forza sufficiente per non perderci d’animo.
Cari amici, um grande abraço de todos nós (un grande abbraccio da tutti noi)

Aprendendo a Semear