Lettera agli amici di Macondo 3

Cari amici di Macondo
Siamo giunti alla fine di um altro ano di lavoro. É stato um anno intenso, pieno di avvenimenti che ci hanno permesso di crescere, imparare e migliorare.
Abbiamo chiuso questo periodo con due evneti marcanti: la festa di confraternizzazione ed uma importante partecipazione nel Primo Incontro Latino Americano per l’integrazione Sociale dei Disabili, organizzato dalla AVAPE, nostra collaboratrice fin dall’inizio. Erano presenti rappresentanti di importanti associazioni dell’America Latina che nei giorni 1 e 2 di dicembre, esposero e discutirono idee e realizzazioni significative. Tutto é avvenuto nel piú grande e lussuoso hotel della cittá. É stata uma esperienza molto interessante anche perché é stato presentato um filmato che trattava esclusivamente del nostro progetto. Qualche giorno prima abbiamo ricevuto la visita di uma equipe di tecnici per intervistare qualcuno di noi, tra i quali, due tra le persone che meglio rappresentano lo spirito del gruppo: Nice e Lourdes. E bene ricordare le parole della stessa Nice che sono state lette alla festa di Macondo “…è molto bello partecipare al progetto “Imparando a Seminare”. Prima ero una persona triste, sola, preoccupata per quello che gli altri pensavano di me. Avevo paura che mi disprezzassero e non uscivo mai di casa. Avevo paura del rifiuto e della non curanza verso di me e verso il mio lavoro. Oggi, da quando ho conosciuto questo meraviglioso progetto ho scoperto quanto io sono importante e di quanto grande sia il mio valore per gli altri.
Lavoro come volontaria in un grande ospedale della città e tutti mi rispettano…” questi concetti sono stati ribaditi nel filmato ad una platea di medici, terapisti, educatori, psicologi, insomma tutte persone legate alla salute e alla riabilitazione. Il nostro lavoro suscita molto interesse perché focalizza il problema dell’handicap, non piú da un punto di vista clinico, ma come uma ricerca delle infinite possibilita di integrazione e promozione della persona afinché possa vivere pienamente il suoi diritti e i suoi doveri.
Alla festa di confraternizzazione c’eravamo tutti, belli, eleganti, allegri e soddisfatti: la sala piena di amici a condividere con noi l’orgoglio di un altro anno di lavoro. Nei discorsi “ufficiali” abbiamo ricordato la concretizzazione del contatto con l’Italia, per mezzo di Mauro Furlan, dell’invito alla festa di Bassano, della visita di don Gaetano e i suoi amici. Eravamo tutti commossi, non sono mancate le lacrime. Ci siamo scambiati i regali, e abbiamo mangiato le squisitezze preparate da ciascuno di noi.
Abbiamo costruito um enorme albero di cartone, um albero frondoso e pieno di frutti: l’albero siamo noi, anche i frutti siamo noi, i frutti sono i cambiamenti che succedono in noi stessi con il passare del tempo, i frutti siamo noi che maturiamo come gruppo, come progetto, come persone. Forse aveva ragione quel nostro amico di sempre quando disse per la prima volta nella festa dello scorso anno, che il gruppo dovrebbe cambiare nome per chiamarsi “Aprendendo a Colher” Imparando a Raccogliere.
Um grande abraço
Feliz Natal a todos, Buon Natale a Tutti

Aprendendo a Semear